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POLITICA 4 Novembre Nov 2015 1132 04 novembre 2015

Rogo in discoteca, il governo della Romania si dimette

Insieme al premier Ponta hanno lasciato tutti i ministri. Il motivo: le proteste di massa per l'incendio che ha causato 32 morti.

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Le manifestazioni in piazza a Bucarest hanno portato alle dimissioni del governo.

Il premier romeno Victor Ponta si è dimesso dopo le proteste di massa seguite alla tragedia di venerdì sera nella discoteca di Bucarest, dove in un incendio sono morte almeno 32 persone e altre 180 sono rimaste ferite.
Insieme a Ponta, tutti i membri del governo hanno lasciato l'incarico.
«LA RABBIA È LEGITTIMA». «Rimetto il mio mandato, mi dimetto, e di conseguenza si dimette l'intero mio governo», ha dichiarato il premier, «ho l'obbligo di constatare la legittima rabbia esistente all'interno della società e di assumermi le mie responsabilità. Spero che le dimissioni mie e del governo servano a riportare tranquillità nella popolazione».
Ponta ha in seguito dichiarato che rimarrà al potere per il tempo necessario alla nomina del suo successore, compito che spetterà al presidente rumeno Klaus Iohannis.
Iohannis, capo dello Stato dal dicembre 2014, potrà proporre il nome del nuovo premier al Parlamento per due volte. Nel caso i candidati non venissero approvati, si andrà a elezioni straordinarie.
GIORNI DI PROTESTA A BUCAREST. Oltre 20 mila persone erano scese in piazza la sera di martedì 3 novembre a Bucarest in una manifestazione spontanea per chiedere al premier, al ministro dell'interno Gabriel Oprea e alle autorità distrettuali del quartiere della capitale dove si era verificata la tragedia di ritirarsi.
'Vergogna', 'Assassini' - avevano scandito i manifestanti, accusando le autorità di non effettuare i controlli dovuti sugli standard di sicurezza nei locali pubblici. Quella di martedì è stata una delle proteste più imponenti viste a Bucarest negli ultimi 25 anni.
LE ACCUSE DEL PRESIDENTE IOHANNIS. Accuse in questo senso ai responsabili della discoteca, e implicitamente ai dirigenti politici, erano venute dallo stesso presidente romeno, il conservatore Iohannis, esponente della minoranza tedesca del Paese.
«I politici non possono ignorare tale sentimento di rivolta popolare», ha scritto Iohannis sulla sua pagina Facebook nella notte seguente le manifestazioni di protesta, mettendo possibilmente ancor più in difficoltà Ponta e il suo governo. Nei giorni scorsi è stato effettuato un primo arresto per omicidio colposo tra i responsabili del locale, per non aver garantito le necessarie misure di sicurezza.
Nell'incendio al locale notturno Colectiv - dove era in corso un concerto di musica metal con uno spettacolo pirotecnico - sono morte finora 32 persone.

  • Le immagini dei soccorsi dopo l'incendio in discoteca e alcune foto dall'interno del locale.

IL MALCONTENTO VERSO PONTA. Ponta è al potere in Romania dal 2012, e il malcontento popolare verso il suo governo e verso la sua persona non è nato certo dopo il rogo della discoteca.
Difficilmente un isolato episodio di cronaca, per quanto grave, avrebbe potuto portare a conseguenze così drastiche come le dimissioni.
Nella fattispecie, la responsabilità di Ponta nell'incendio della discoteca è minima, se non nulla.
La morte delle 32 persone è stata semplicemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Nel luglio del 2015, Ponta è stato accusato dai magistrati rumeni di frode, evasione fiscale e riciclaggio di denaro per fatti risalenti al periodo 2007-2011, prima che assumesse il ruolo di primo ministro.
Gli inquirenti hanno sollevato sospetti anche su un possibile conflitto d'interessi del premier durante il suo mandato, ma il parlamento, in cui Ponta gode di una comoda maggioranza, non ha autorizzato a procedere.

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