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STRATEGIA 4 Novembre Nov 2015 0700 04 novembre 2015

Roma, così Renzi vuole scavalcare i commissari

Il premier punta a intestarsi i lavori del Giubileo. Per guadagnare voti a Roma. Cabina di regia a Palazzo Chigi. E Gabrielli-Tronca depotenziati. Ecco il piano.

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Matteo Renzi e Matteo Orfini.

Secondo gli ultimi sondaggi, peraltro tutti concordi fra loro come raramente capita, se a Roma si votasse domani per il sindaco, dopo l’uscita forzata di Ignazio Marino, il Pd sarebbe fuori dai giochi.
Il vento in poppa dei grillini e le grandi manovre di Alfio Marchini, elementi ai quali si va sommando la logica suicida del centrodestra che si sta organizzando per perdere, dicono che sarebbero loro, Cinquestelle e lista Civica, a vedersela al ballottaggio.
RENZI STUDIA LA RIMONTA. Per fortuna di Matteo Renzi non si vota domani e il segretario del Pd ha tutto il tempo per riorganizzare la rimonta. Che non sarà certo affidata al partito romano, dilaniato dalle lotte interne e guidato da un Matteo Orfini in caduta libera nella classifica di gradimento del capo del governo, ma sarà manovrata direttamente da Palazzo Chigi.
L’idea di Renzi è semplice: siccome c’è da gestire il Giubileo e i lavori collegati al grande evento che vedrà il mondo cattolico tornare in primo piano, il premier sta allestendo una cabina di regia che affiancherà la squadra del prefetto Tronca, nominato dal governo commissario della Capitale.
CABINA DI REGIA A PALAZZO CHIGI. Il cosiddetto “dream team” che si insedierà in Campidoglio, secondo il progetto renziano, dovrà limitarsi a eseguire gli ordini che partiranno da Palazzo Chigi, dove opererà la cabina di regia, in modo da permettere a Renzi di decidere cosa fare, dove farlo e come gestire il lavori in termini di tempi d’esecuzione.
Ma, soprattutto, questo comando gli permetterà d’indossare la fascia tricolore nel momento in cui ci sarà da tagliare il nastro. Come amava fare Walter Veltroni quando era sindaco di Roma, mantenendo sempre alto il proprio livello di gradimento.

Candidato sindaco: la prima scelta è Giovanni Malagò

Il presidente del Coni Giovanni Malagò.

In questo modo Renzi potrà presentarsi nelle disastrate periferie romane come il salvatore della patria, con il chiaro obiettivo di trasformare gli applausi in voti.
Perché è proprio lì, nelle aree esterne della Capitale, che il Pd deve recuperare consensi, nella convinzione che Marchini, il prodotto più alto e nobile del cosiddetto “generone romano”, non potrà mai sfondare. Troppo ricco e troppo bello per essere vero, dicono nello stesso renziano.
Una volta tagliati un po’ di nastri, soprattutto nelle zone strategiche, saranno i sondaggi a indicare la strada a Renzi per la scelta del candidato. Che, al di là dei tanti chiacchiericci di questi giorni, resta Giovanni Malagò.
IL SOGNO PROIBITO DEL PREMIER. Il presidente del Coni è da sempre il sogno proibito del premier, tanto a che dicembre scorso, quando Marino sembrava sul punto di mollare, Renzi lo aveva convinto a scendere in campo.
Poi la cosa si è arenata, ma non affogata. E così l’opera di persuasione di Renzi nei confronti di Malagò è appena ricominciata.
Ma per capire esattamente come si muoverà il premier basta aspettare il superamento della deadline fissata dall’inquilino di Palazzo Chigi: «Il decreto Roma va fatto entro mercoledì sera», hanno ribadito dall’esecutivo. Prima cioè della prima udienza del processo di Mafia Capitale, che inizierà giovedì.
GABRIELLI E TRONCA 'DEPOTENZIATI'. L’obiettivo del premier è quello di “comunicare” che c’è una politica alla sbarra e una che risolve i problemi, tirando fuori anche i soldi . E che quella che risolve i problemi è a Palazzo Chigi.
Ovviamente questo schema non piace molto ai due prefetti di Roma, Gabrielli e Tronca, che si vedrebbero depotenziati. La questione, però, non sembra preoccupare minimamente il premier che vuol giocare la partita romana sfruttando tutti i mezzi a sua disposizione, puntando tutto su trasporto pubblico, manutenzione dei giardini e pulizia delle strade. Temi tanto cari ai romani.
Renzi non può permettersi di perdere Roma, avendo già qualche problema a Milano, e allora il decreto per Roma Capitale sarà solo l’inizio della grande sfida. E della possibile rimonta...

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