Marco Travaglio 141017112130
MAMBO 5 Novembre Nov 2015 1010 05 novembre 2015

Povera sinistra, succube del «nemico» Travaglio

Il direttore del Fatto prima era l'antagonista di destra. Adesso è un'icona. E guida i ribelli dem nella crociata contro l'improbabile dittatore Renzi.

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Comincia a infittirsi la pattuglia dei parlamentari che, lasciando il Pd di Renzi, vanno a formare la massa critica del nuovo partito di sinistra.
Non sappiamo quanto popolo hanno dietro e soprattutto quanti elettori. La loro scelta è improntata a chiarezza in quanto vanno via da un partito che pare a loro snaturato. I problemi che dovranno affrontare sono diversi.
Il primo riguarda la capacità di stare assieme. Generalmente la sinistra più radical regge poco l’unità perché si compone di personalità molto controverse, spesso troppo narcisistiche, in ogni caso ha la tendenza a ri-frammentarsi. Questa volta sarà diverso? Glielo auguriamo.
UN PROBLEMA DI LEADERSHIP GIOVANILE. Il secondo problema è che i calibri da novanta della sinistra di tradizione sono ancora nel Pd dal quale dichiarano (ma dicono la verità?) di non voler uscire.
Infine c’è un evidente problema di leadership e soprattutto di leadership giovanile. I nuovi leader della nuova, diciamo così, sinistra sono personaggi attempati ovvero sono sulla scena da tempo. Nessuno, peraltro, ha mai dimostrato caratteristiche carismatiche. Anche Corbyn, nuovo capo dei laburisti, è “vecchio” ma ha sembianze da uomo nuovo.
I problemi sono pure altri, anche se la nuova, diciamo così, sinistra ha molte possibilità davanti a sé. Renzi ha una capacità respingente verso un vecchio mondo di sinistra. Lui lo odia e viene odiato. Neppure Craxi aveva un atteggiamento così di ripulsa verso tutto ciò che è stato sinistra di tradizione.
Noi comunisti o ex comunisti non gli piacciamo e noi ricambiamo con affetto. Poi sono aperte questioni sociali di prima grandezza. Insomma la nuova, diciamo così, sinistra ha spazi. Dubito che riuscirà a occuparli per una ragione di fondo.
TRAVAGLIO, DA NEMICO A UOMO GUIDA. La ragione di fondo è questa: si è immessa nel solco classico della sinistra “contro”. Ha bisogno del mostro, dell’uomo nero, del fascista camuffato, del berlusconiano rivisitato. Chiama a raccolta tutti quelli che detestano Renzi così come nel ventennio precedente chiamò a raccolta tutti quelli che detestavano Berlusconi.
Qui c’è un limite nella capacità di analizzare il renzismo e quindi la politica italiana. L’idea che la nuova, diciamo così, sinistra si è fatta di Renzi e del renzismo è esattamente quella che gli propone Travaglio. Continua così questo paradosso solo italiano per cui un uomo di destra riesce a influenzare un pezzo di sinistra con i suoi sermoni quotidiani e con il suo coro di magistrati che non ne azzeccano una (vogliamo parlare del povero Mannino?).
Il caso Travaglio è figlio, come lui si vanta di essere, del caso Montanelli. Il vecchio Indro era un giornalista di stazza, non so se si possa dire la stessa cosa di colui che se ne proclama erede, che nell’ultima parte della sua vita si schierò contro Berlusconi diventando un’icona della sinistra che dimenticò, in un attimo, la quantità di righe che lui scrisse contro la sinistra, non solo la sua Casta ma il suo popolo, e anche le avventure, si pensi alla relazione con Edgardo Sogno, che caldeggiò per metterci fuori dal gioco, proprio fuori dal gioco.
TUTTI CONTRO L'IMPROBABILE DITTATORE. C’è una sinistra che da Mani Pulite in poi adora farsi dirigere da gente di destra. Se fosse sesso si scoprirebbe la natura di tale perversione. Invece è un incrocio politico e culturale unico al mondo.
La sinistra della nuova, diciamo così, sinistra si alimenta di questa brodaglia. Renzi è quindi tutto ciò che si deve detestare: è un affamatore del popolo, l’erede di Berlusconi, il fascista in camicia bianca, persino, come dice vilmente Corradino Mineo, un puttaniere prigioniero di una bella virago.
Renzi è più semplicemente una variante liberista della sinistra. Come lui nelle socialdemocrazie ce ne sono stati tanti. Si può dissentire da lui ma non ha la sagoma del nemico di classe.
Ecco il punto debole della nuova, diciamo così, sinistra. Fino a che si radunerà per abbattere l’improbabile dittatore senza avere un programma positivo non avrà molta prospettiva.

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