Matteo Renzi Stefano 130703213652
L'ESORDIO 7 Novembre Nov 2015 1404 07 novembre 2015

Nasce la Sinistra italiana anti-Renzi

Fassina: «Alternativa al liberismo da Happy days del segretario Pd».

  • ...

Stefano Fassina e Matteo Renzi.

Più che una dichiarazione di intenti è una dichiarazione di guerra contro il presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi quella che ha fatto Stefano Fassina nel suo intervento di presentazione della Sinistra italiana (logo in rosso su fondo giallo), il nuovo soggetto politico nato da Sel ed ex Pd.
«Noi siamo Sinistra italiana e abbiamo scelto un nome che rivendica una scelta di campo precisa. Sinistra italiana ha una proposta di governo alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd», ha detto l'ex segretario del Pd.
LA MANOVRA CHE NON PIACE. Un messaggio chiaro che ha un unico destinario e un primo obiettivo: combattere la legge di stabilità: «Abbiamo scelto di avviare i gruppi parlamentari intorno alla legge di stabilità perché la credibilità non si conquista con l'autocertificazione, tanti si dicono di sinistra, ma sui contenuti. Questa manovra iniqua è sinergica al partito della nazione, Renzi ha detto che attua il programma che Berlusconi non è riuscito ad attuare».
Per cercare di fermarlo nasce Sinistra italiana, presentata al pubblico il 7 novembre in una manifestazione organizzata ad hoc al teatro Quirino di Roma.
UNA FORZA CON 31 DEPUTATI. Il nuovo gruppo parlamentare della sinistra è composto da 31 deputati. Ne faranno parte i 25 di Sel e 6 ex Pd. Al Senato nascerà solo in un secondo momento la componente del gruppo Misto che avrà lo stesso nome e includerà i 7 di Sel, Mineo e due ex M5s. Il gruppo della Camera, ha annunciato Monica Gregori, avrà come consulente economico l'economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz.

La risposta a Bersani: «Non siamo noi a fare il gioco della destra»

Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani.

Il primo a parlare sul palco è stato Fassina, che ha subito toccato uno dei temi più discussi: «Non siamo noi a fare il gioco della destra», ha messo in chiaro rispondendo all'ex segretario dem Pier Luigi Bersani, che il 6 novembre aveva preso le distanze dalla mini-scissione.
«Ci hanno accusato di fare il gioco della destra, ma non è così. Dispiace per le parole di Bersani: il gioco della destra lo fa chi fa la destra con il jobs act, con l'intervento sulla scuola, con l'Italicum, con la riforma del Senato e della Rai», ha continuato Fassina parlando dentro un teatro stracolmo di militanti.
UN ESORDIO SOLD OUT. In tanti sono infatti rimasti fuori e non sono potuti entrare per motivi di sicurezza: circa 500 persone, secondo gli organizzatori. Per questo motivo Fassina, Alfredo D'Attorre, Nicola Fratoianni e Arturo Scotto hanno deciso di uscire dal teatro, tra un intervento e l'altro, e "riprodurre" l'assemblea anche all'esterno, con un "bis" improvvisato in strada fra cori "bella ciao" e accuse ai "vigili renziani", che hanno impedito l'accesso al Quirino per motivi di sicurezza.
Tra gli assenti invece Nichi Vendola, impossibilitato a partecipare all'assemblea per un grave problema di famiglia, ha però mandato un messaggio: «Oggi si costruisce un primo pezzo di 'spazio pubblico' di ciò che potrà e vorrà essere la sinistra che non cede né alle lusinghe del potere né alle seduzioni dell’impotenza vestita di minoritarismo. Qui, dinanzi a noi, matura la crisi del riformismo», si legge.
VENDOLA: FARE LA SINISTRA. «Se il lavoro torna ad essere merce, se i diritti sociali spariscono poco a poco, se la dignità delle persone diviene una variabile dipendente del mercato, se la democrazia viene ingabbiata nella retorica della governabilità e nel fascino di un 'uomo solo al comando', allora vuol dire che 'fare la sinistra' è l’urgenza di un’Italia spaccata tra Nord e Sud, frammentata in clan e corporazioni, umiliata dal malaffare che abita tutti i palazzi del potere. Tocca a noi rimetterci in cammino, restituire senso alla parola sinistra e ricostruire il legame necessario tra la politica e la speranza di un mondo migliore».

Boldrini: «C'è spazio per una forza progressista»

Roma: foto di rito tra Nichi Vendola e Laura Boldrini all'inaugurazione della sede di Sel.

A fare eco alle parole dell'ex governatore della Puglia, anche quelle della presidente della Camera, Laura Boldrin: «C'è spazio per una forza progressista che si batta per colmare in tema di diritti civili il ritardo non più sostenibile della politica e delle istituzioni rispetto alle acquisizioni ormai diffuse nel corpo della società italiana», ha scritto in un messaggio di saluto inviato alla Sinistra italiana, dove ha ricordato che «in tempi in cui continua a soffiare forte il vento dell'anti-politica è di buona politica che c'è bisogno».
UNA SINISTRA CHE SI RINNOVA. A credere nella nuova forza politica sono tanti fuoriusciti dal Pd, come l'europarlamentare Sergio Cofferati, che in un messaggio ha definito «quella di oggi è una giornata significativa perché può dare inizio ad un percorso importante per la sinistra italiana. È un primo passo che mira alla costruzione di una sinistra, che faccia tesoro del suo patrimonio storico, ma con il coraggio e la volontà di rinnovarlo».
Una sinistra, ha consluso Cofferati, «che è ancora oggi uno spazio politico fondamentale, c'è un oggettivo bisogno di dare rappresentanza alle esigenze di una larga parte di popolazione che ha subito le più aspre conseguenze sociali generate dalla crisi».
MISTERO SUL CASO MARINO. Ma se la Sinistra italiana promette già di essere il refugium peccatorum di molti esiliati e delusi del Pd, non è chiaro quanto potrà esserlo per l'ex sindacto di Roma Ignazio Marino. «La fase di Ignazio Marino a Roma si è chiusa. Si è chiusa per colpa del Pd, in modo traumatico, ma ha dato quello che poteva dare», così risponde Fassina a chi gli domanda, a margine della manifestazione al teatro Quirino, se Marino potrebbe essere il candidato della sinistra al Campidoglio nel 2016.
Fassina esclude che la sinistra possa essere alleata del Pd, ma sulla possibilità di candidarsi come sindaco, non si sbilancia: «Siamo in una fase ancora molto prematura».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso