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SPIRITO ASPRO 9 Novembre Nov 2015 1015 09 novembre 2015

La sinistra 'nano-nano' di Mork Fassina vota a Ork?

L'Happy PDays di Fonzie Renzi ha un nuovo competitor: Sinistra italiana. L'improbabile alieno in tuta rossa. Fate largo al partito extraterrestre.

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Fotomontaggio: Stefano Fassina nei panni del celebre personaggio televisivo Mork. L'onorevole ex Pd ha aderito al gruppo parlamentare di Sinistra Italiana.

Siamo onesti: come titolo di una serie tivù che rievoca, eccedendo ogni tanto in melassa nostalgica, un'epopea fatta di grandi sogni, giovani idealisti e anziani saggi e onesti, archiviata dalla Storia ma ancora viva nella fantasia, cosa funziona di più, Sinistra italiana o Happy Days?
Stefano Fassina, con quella zazzeretta e il broncio da cinema italiano Anni 60 (sono la sola a trovarlo uguale all'attore Jacques Perrin?) non ha dubbi. E sabato 7 novembre ha presentato la sua nuova e alternativa fiction 'SI' in un teatro Quirino stracolmo di fan.
Si tratta in realtà di uno spin-off del Pd, che i produttori di 'SI' considerano ormai più dolciastro, mistificante e conservatore di Happy Days, il leggendario telefilm Usa ambientato a cavallo fra Anni 50 e 60, prodotto negli anni Settanta e sbarcato in Italia sulla soglia degli Ottanta. E grazie non a Berlusconi, ma a mamma Rai, che a quei tempi non era solo Tuttilibri, i cicli di film del lunedì sera curati da Calisto Cosulich e Vieri Razzini e i venerdì sera della prosa che seducevano un giovanissimo Toni Servillo, ma anche Happy Days tutti i giorni alle 19.20, Mazinga e Goldrake, e perfino le prime 10 puntate dell'ultra-diseducativo Dallas.
FONZIE E RICHIE, PADRI DI UNA GENERAZIONE. Fonzie e Richie Cunningham sono stati il Renato Curcio e l'Alberto Franceschini degli italiani prepuberi dell'epoca e hanno forgiato le loro tenere coscienze scavando il primo, incolmabile solco fra loro e i fratelli maggiori.
Quel che Oscar Wilde diceva della musica - «ci crea un passato di cui siamo ignari» - si applica perfettamente a Happy Days. Il revisionistico poveri-ma-belli yankee (cioè decisamente-meno-poveri-e-mediamente-più-belli) ha insegnato a rimpiangere gli American Graffiti a ragazzi nati molti anni dopo, a un oceano di distanza, in una colonia americana dove da si sparava per strada e scoppiavano bombe in banche, treni e stazioni. E che quando gli anni Cinquanta glieli raccontavano genitori e nonni, due minuti e partiva lo sbadiglio se non il pernacchio.
Hamburger e gonne a ruota, rock-and-roll e panini al burro di arachidi, sorelline terribili coi calzini bianchi e mamme premurose con la messa in piega, ognuno ben parcheggiato nel suo ruolo sociale e sessuale come le macchine stupende e le moto luccicanti davanti al fast food di Arnold's: quanto ingenuo benessere, quanta sicurezza, quanta allegria a trentadue denti! Vuoi mettere la mamma di Rocco e i suoi fratelli con Marion Cunningham? Nando Moriconi con Arthur Fonzarelli? Gladio con la Loggia del Leopardo?
LA TIVÙ COME TERMINE DI PARAGONE. Curioso che le rese dei conti fra gli ex ragazzi di allora, oggi 40-50enni, alla fine della fiera si giocano sempre sul piano televisivo: anziché il retroterra politico-ideologico, ci si rinfaccia quel si guardava da bambini in televisione.
È chiaro come il sole che baby-Renzi guardava Happy Days, poi trasferitosi sui canali Fininvest, e che non si è più ripreso, se no non si sarebbe mai presentato da Maria De Filippi con quel famoso giubbotto nero che scopriva senza pietà maniglie dell'amore che manco il povero Al Molinaro.
Con queste premesse, altro che boom economico, al massimo il nostro premier ci darà un Bim Bum Bam economico.
E i piccoli Fassina e D'Attorre cosa guardavano? Non Fonzie, e nemmeno il Supertelegattone, ma a giudicare dal loro scarso sense of humour neppure gli esilaranti telefilm inglesi, ciancicati, grassocci e sfacciatamente laburisti, che trasmetteva la seconda rete nei primi Anni 80: Un uomo in casa, Dottori in allegria, George e Mildred, in cui anche l'ultimo comprimario che faceva il lattaio zozzone era un attore shakespeariano (battute a parte, io quei telefilm li adoravo anche se, da brava cerchiobottista, guardavo anche Happy Days).
Forse per loro il massimo dell'intrattenimento televisivo erano Poldark, l'Almanacco del giorno dopo e i Programmi dell'accesso - chi è stato bambino fra i Settanta e gli Ottanta sa di cosa parlo ed è già impallidito.
FASSINA E CO PREFERISCONO MORK. Ma non è detto che il loro spin-off Sinistra italiana non abbia lo stesso successo della serie-madre, Happy PDays-Giorni felici al Nazareno.
È successo anche a uno spin-off del vero Happy Days, in una puntata del quale appariva un improbabile e simpaticissimo alieno in tutta rossa interpretato da Robin Williams, così gradito dal pubblico da ottenere ben presto una serie tutta sua: l'indimenticabile Mork e Mindy, anch'esso approdato alla Rai nei primi Anni 80.
«Nano-nano, la tua mano, nano-nano, apri piano». Eureka!
Questo guardavano da piccoli Fassina e soci.
Telefilm per telefilm, più facile per loro riconoscersi nell'extraterrestre venuto dal pianeta Ork che nel meccanico spaccone di Milwaukee. Una cosa è certa: Mork era molto più a sinistra di Fonzie (che in una puntata di Happy Days faceva addirittura l'attivista pro-Eisenhower).
Però alla fine della serie tornava sul pianeta. Sarà questa la sorte di SI? «Fassina chiama Orson, rispondi Orson»?

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