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MAMBO 9 Novembre Nov 2015 1829 09 novembre 2015

Meglio il M5s di Renzi? Sinistra italiana è una fregatura

Fassina & Co abbracciano la destra grillina. Perderli è stata una fortuna per il premier.

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Stefano Fassina.

Il giorno dopo l’assemblea al teatro Quirino a Roma, con la destra che a differenza del 1994 si riunifica su una leadership estremista con punte fasciste, la sinistra uscita dal Partito democratico sembra voler ricalcare gli stessi schemi di tutte le scissioni.
In queste ore il nemico non è stato più Matteo Renzi, che come suggerisce Marco Travaglio - vero guru di Stefano Fassina & Company - è peggio di Silvio Berlusconi, ma il mite Pierluigi Bersani, il personaggio più dolente ma perbene della sinistra di tradizione.
UN NEMICO FRA GLI EX AMICI. Tutte le scissioni a sinistra hanno coltivato la perfida mania di scoprire il nemico fra gli ex amici e Fassina e soci non fanno eccezione.
Coloro che sono rimasti nel Pd, da Bersani a Gianni Cuperlo, hanno buone ragioni da vendere.
La prima è difendere uno spazio in un partito che scivola verso il centro.
La seconda è che non si abbandona la casa che si è costruita per capricci e vanità.
Terzo perché quando si indebolisce un fronte giocoforza si aiuta, nei fatti, quello opposto.
INSOMMA: TUTTI TRANNE RENZI. E la cosiddetta nuova sinistra sembra dire: vada a chi vada al governo, purché non Renzi.
Con queste premesse, aver messo un noto premio Nobel fra i suggeritori, aver guadagnato La Malfa - neo-biografo di Keynes - fra i sostenitori porterà pochi voti.
Il “popolo”, quello vero, non segue queste vicende, come la storia dimostra.
Guarda verso chi fa un’offerta politica congeniale alle proprie idealità e più spesso ai propri interessi.
GOVERNARE, MISSION IMPOSSIBLE. C’è ancora un’area di elettori indifferente al tema del governo, ma l’unica cosa buona del dopo ’92 è che chiunque spera di votare per un partito e/o una alleanza che può governare.
Accade in Spagna, è accaduto in Grecia.
Con Fassina & company questa prospettiva non esiste.
Intendiamoci, anche una sinistra di sola testimonianza svolge un compito democratico, purché la testimonianza non aiuti la parte contro cui si deve testimoniare.
Qui il tema che torna è l’analisi politica dei nuovi radical.
NO AL RIFORMISMO CONTINUO. Si ha l’impressione che loro reputino il riformismo a getto continuo, e quindi confuso, di Renzi come una rovina e considerino la possibilità dell’avvento di una centrodestra unificato da Matteo Salvini o del Movimento 5 stelle il male minore.
È un ragionamento che ha basi storiche nella teoria del social-fascismo. Niente da aggiungere.
Il caso di Beppe Grillo è poi l’altra cartina di tornasole di Fassina e compagni.
SI FANNO ANDAR BENE CASALEGGIO... Assodato che Renzi sia una specie di creatura mostruosa che mette assieme Mussolini-Berlusconi e Craxi (a me scappa da ridere!), quell'aggregato che si raduna sotto le bandiere di un comico un «po’ stanchino» (cit.) o di un Roberto Casaleggio leader della non democrazia, è o sarà il nuovo alleato di Fassina?
Se la risposta è sì, Renzi ha avuto una botta di fortuna a perderli.
E gli elettori di sinistra accorsi entusiasti al teatro Quirino si preparino a una bella fregatura.
Fuggono dal “destro” Renzi per trovarsi nella vera destra a cinque stelle? Molto bravi.

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