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REAZIONI 11 Novembre Nov 2015 1035 11 novembre 2015

De Luca indagato, Bindi: «Parlate con la segreteria Pd»

Lo aveva inserito nella lista degli impresentabili. Ora De Luca è indagato. Che farà Renzi? La presidente dell'Antimafia a L43: «Chiedetelo alla segreteria Pd». 

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Vincenzo De Luca e Rosy Bindi.

Chissà come si sarà svegliata Rosy Bindi dopo la notizia dell'iscrizione di Vincenzo De Luca nel registro degli indagati. E non per qualche scontrino, come l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, ma per corruzione.
Forse insieme col caffè ha assaporato il gusto della rivincita nei confronti del partito.
Per il momento, però, ha scelto di non commentare: «Oggi io i giornalisti faccio finta di non conoscerli», taglia corto. Anche se a Lettera43.it, prima di buttare giù il telefono, si lascia scappare un ironico: «Chiedetelo alla segreteria del Pd».
'O SCERIFFO E IL MARZIANO. De Luca era e resta impresentabile? Sicuramente l'indagine rappresenta un'altra grana per il Pd, dopo il caso Marino e lo scontrino-gate.
Anche dalla segreteria, però, nessuno comprensibilmente si sbottona. «No comment. Poi sono avvocato e con un processo in corso..», dice Ernesto Carbone, responsabile dem della Pubblica amministrazione e made in Italy.
Vero è che con Marino il Pd ha usato una misura diversa. «Adesso mi tocca anche occuparmi di scontrini», aveva sbottato senza attendere il 'corso della giustizia' il presidente Matteo Orfini, di fatto consegnando il Marziano al suo destino già scritto.
LE ACCUSE DI CORRUZIONE. Archiviato Ignazio, però ecco arrivare De Luca ad agitare le acque del Nazareno.
Il governatore campano avrebbe, stando all'accusa, promesso a Guglielmo Manna, marito di Anna Scognamiglio - uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, ha accolto il ricorso di De Luca, contro la sospensione dall'incarico per effetto della legge Severino - una poltrona nella Sanità campana.
DE LUCA: «SONO PARTE LESA». Una vicenda complessa, nella quale, 'o Sceriffo si dichiara una vittima. «Io sono parte lesa in questa vicenda», ha ripetuto nel corso della conferenza stampa, «io e l'istituzione che rappresento».
Una difesa che era stata lanciata anche in Facebook. «È mia intenzione», ha scritto De Luca in un post, «fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando». E, ancora: «Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza».


De Luca-Bindi: una lite continua

Quello tra il governatore campano e la presidente della commissione Antimafia, si sa, è un rapporto burrascoso.
De Luca, infatti non ha mai perdonato Bindi per quell'iscrizione nella lista degli impresentabili resa nota alla vigilia delle elezioni Regionali. Atto che costò alla dem attacchi violenti da parte di buona parte del partito.
LE ACCUSE DEI DEM. Per Carbone Bindi stava «violando la Costituzione, allucinante che si pieghi la commissione Antimafia a vendette interne di corrente partitica». Andrea Marcucci liquidò la vicenda come un «imbarazzante e inutile show». Davide Faraone, infine, ribadì che «la commissione Antimafia non può essere usata per vendette politiche. È uno strumento troppo importante, non può essere svilito così». E Matteo Orfini non fu da meno: «L’iniziativa della presidente è incredibile istituzionalmente», sentenziò, «giuridicamente, ma anche culturalmente, perché ci riporta indietro di secoli, quando i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla».
«L'UNICA IMPRESENTABILE È LEI». Ma il carico da 90 lo mise il diretto interessato che arrivò a querelare la collega di partito, attaccandola a più riprese (l'ultima il 27 ottobre durante una puntata di Otto e mezzo), «per un atto che considero infame, a 24 ore dalle elezioni: ha violato più di una regola, l'unica impresentabile è lei. Alla Bindi contesto la sua stessa esistenza».
In quel caso l'unica a difendere Rosy fu Maria Elena Boschi.


Twitter: @franzic76

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