Silvio Berlusconi Matteo 150130211633
RIVELAZIONI 12 Novembre Nov 2015 1930 12 novembre 2015

Berlusconi: «Nel patto del Nazareno c'era la modifica della Severino»

Nel patto c'era l'agibilità politica del Cav. Berlusconi lo rivela e attacca Renzi: «Non ha mantenuto la parola». Il premier: «Mi confonde con l'altro Matteo».

  • ...

Silvio Berlusconi ospite a 'Porta a porta'. Sullo schermo l'immagine di Matteo Renzi.

C'era un patto del Nazareno pubblico, che parlava di riforme. E poi ce n'era uno privato, un accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, per modificare la legge Severino.
A rivelarlo, nella puntata di Porta a porta del 12 novembre, è stato il leader di Forza Italia in persona. «Assolutamente sì, faceva parte dei patti», ha detto l'ex premier rispondendo alla domanda di Bruno Vespa.
Non era invece inclusa nell'accordo la grazia da parte del Colle.
IL CAV SI SENTE TRADITO. È stata violazione di questa clausola a far saltare l'alleanza con Renzi: «Ha mancato di rispetto alla parola data», ha spiegato Berlusconi dicendosi tradito, «e questa è stata una cosa molto grave. Il patto con lui era quello di ridarmi l'agibilità politica dopo la condanna. Ma ciò non è avvenuto».
Un colpo basso per il premier e il Partito democratico, che ora deve guardarsi dalle polemiche dell'opposizione e di quella minoranza dem che non ha mai visto di buon occhio il dialogo col Cav.
GUERINI: «BERLUSCONI PREOCCUPA». «Berlusconi preoccupa: oltre a sbagliare le piazze e infilarsi in quelle della Lega Nord, sbaglia anche i patti, non so se apposta o perché le cose cominciano a sfuggirgli, ha replicato immediatamente il vicesegretario Lorenzo Guerini. «Nessun Nazareno prevedeva modifiche alla Severino, il tentativo di intorbidare le acque, se non è una amnesia, è smaccato e puerile».
Quasi in contemporanea, lo stesso Renzi, in prima persona, ha voluto smentire l'avversario: «Io non ho mai promesso a Berlusconi una modifica della Severino. Probabilmente si confonde con l'altro Matteo».
E nel rincorrersi di smentite e contro-smentite è arrivata una nota di Forza Italia («Berlusconi non ha mai inteso sostenere che la modifica della Legge Severino o di qualunque altro provvedimento che incidesse sulla sua condizione giudiziaria fosse inclusa nel patto del Nazareno») e una del capogruppo Renato Brunetta che ha invece confermato che la modifica della legge Severino rientrava eccome nel Patto del Nazareno.

E il Cav confonde Renzi e Salvini

Silvio Berlusconi.

Che Renzi sia sempre al centro dei pensieri del Cav, però, è evidente anche dal lapsus scappato al leader di Forza Italia: «Chi si vuole aggiungere è il benvenuto. Ci siamo noi tre, la grinta la porta Matteo Renzi...la determinazione la Meloni e io la creatività», ha detto parlando dei tre leader del centrodestra, ma confondendo Salvini con Renzi per poi scusarsi: «è tanto che manco dalla tivù, sono un po' in confusione...».
«LA LEGA CRESCE? MEGLIO». Avanti in tre, dunque, ma la manifestazione di Bologna sembra aver segnato il passaggio di consegne e il cambiamento delle gerarchie interne all'alleanza, dove Forza Italia non ha più il ruolo dominante. «Devo dire che sono soddisfatto nel vedere la Lega al 15%», ha detto Berlusconi, «quando noi nel 2013 abbiamo perso delle elezioni che noi riteniamo di aver vinto la Lega era al 4%, ora abbiamo 11 punti in più per la coalizione, non sono preoccupato. Anche nel 2012 dopo che c'era stata la fine del nostro governo a causa di un intrigo, io mi ero allontanato e Fi era scesa all'11%, mi richiamarono ed io per responsabilità tornai ed in 23 giorni Fi ritornò al 21%».
«CON SALVINI UN RAPPORTO CORDIALE». L'intesa con Salvini non sembra in discussione: «Ho con lui un rapporto cordiale e sono convinto che questo rapporto potrà sfociare in un accordo di programma di governo».
E a chi gli fa notare che a Bologna il pubblico non lo ha accolto poi così calorosamente, Berlusconi replica: «Non è vero che ci sono stati fischi. Ero tranquillo, ho fatto un intervento in cui anticipato il programma da cui ho avuto un primo sì di massima da Fdi e Lega. Era necessario essere lì perché dopo anni che avevamo seguito strade diverse dovevamo dare un segnale di compattezza preceduto in parlamento da una riunione dei capigruppo che hanno deciso di esser uniti nell'opposizione al governo.
«IL 90% PENSA CHE LA SENTENZA CONTRO ME SIA POLITICA». D'altra parte il momento è delicato, e lui non può tirarsi dietro: «Sto cominciando a intervenire pubblicamente perché abbiamo elezioni importanti e credo che sia importante per il centrodestra assicurasi il governo di queste città. Non volevo tornare in tivù prima della corte di Strasburgo ma siccome non posso aspettare, torno in campo anche perché c'è un sondaggio in cui si dice che il 90% degli italiani è convinto che contro di me ci sia stata una sentenza politica».

«Il leader? Lo troveremo»

Le elezioni come priorità, ma il centrodestra è ancora senza un leader ufficiale: «Nel corso del tempo si troverà», ha spiegato Berlusconi, «sarà il candidato alle elezioni politiche che forse ci saranno tra due anni». Il profilo non è ancora definito: «Non si tratta di fuori o dentro la politica, se ci sarà qualcuno che possa avere un passato di esperienza e fascino per essere candidato verrà fuori da solo. Trovare un premier non è semplice, ho paura dei nomi che si fanno di persone che non hanno esperienza nel campo del lavoro e hanno fatto solo politica. Anche per quanto riguarda i nostri candidati sindaci noi dovremmo trovare persone di garanzia».
«DELLA VALLE HA DETTO NO». Quel che sembra certo è che non sarà un partito di Diego Della Valle: «No, ho parlato con lui ci siamo dati un appuntamento per un incontro. Lui non vuole fare un nuovo soggetto politico non ha intenzione di diventare un protagonista della politica».
Insomma, bisogna cercare un leader, e nel caso anche aprire a uno strumento che per il centrodestra sarebbe del tutto nuovo: «Vediamo, le primarie sono la risoluzione finale quando non c'è accordo. Io credo e spero che possa emergere un leader che abbia l'accordo di tutti ma comunque saranno gli elettori a scegliere il leader».
Intanto bisogna scegliere il candidato sindaco di Roma: «Ci dobbiamo sedere intorno ad un tavolo e decidere. Abbiamo nominato una commissione per decidere quale sarà il migliore. Non posso dire nulla, è prematuro».Lo ha detto Silvio
Smentita invece la scelta di Osvaldo Napoli per Torino: «Io non ho indicato nessun nome».
«QUAGLIARIELLO? PUÒ TORNARE». La posta in gioco è alta, e Berlusconi è pronto ad accogliere tra le sue bracce anche chi se n'era andato, come Gaetano Quagliariello: «Io dico che tutti coloro che pensano di essere utili alla battaglia di libertà sono i benvenuti, credo che ci sia il tempo di chiarirsi per i piccoli partiti o di tornare alla casa madre». Non tutti però: «Alcuni come Alfano e Lorenzin resteranno nella sinistra. Penso che Alfano resti con Renzi ma questo non comporta una diminuzione dei voti del centrodestra».
E lui, col centrosinistra ci sta solo se si tratta di cancellare l'Imu: «Voteremo certamente sì», ma sulla legge di stabilità «voteremo contro nella sua totalità».
«COSÌ VINCE IL M5S. ED È UN PERICOLO». Il campo degli avversari è definito, ma lo scenario che più preoccupa Berlusconi è uno: «Con questa legge elettorale al ballottaggio vanno il Pd e M5s e secondi i sondaggi vincono i Cinque stelle ed è un pericolo grave per gli italiani e l'Italia».
Bocciato, o almeno rimandato, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Non l'ho incontro quindi non posso dare dei giudizi, ma fino ad ora non ha dato segni incisivi».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso