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CONFLITTO 12 Novembre Nov 2015 1957 12 novembre 2015

Iraq, l'offensiva Peshmerga contro l'Isis

I miliziani curdi hanno attaccato le postazioni dello Stato islamico a Sinjar con il supporto di raid Usa. L'agenzia Ap: militari americani sul campo.

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Bombardamenti Usa sulle postazioni dello Stato Islamico nella provincia di Sinjar.

Dopo alcuni mesi di stallo in Iraq tra peshmerga e miliziani dell'Isis, i curdi sono tornati a farsi sentire.
Solitamente restii ad azioni offensive e più abituati alla difesa dei propri territori, i guerriglieri sono passati al contrattacco per liberare la città di Sinjar, nel Nord Ovest dell'Iraq, che nell'estate del 2014 fu teatro del massacro di migliaia di appartenenti alla minoranza degli Yazidi.
L'OFFENSIVA CURDA. All'alba di giovedì 12 novembre, con l'appoggio di intensi raid della Coalizione internazionale a guida americana, 7.500 membri delle forze curde hanno cominciato ad avanzare da Est, Ovest e Sud verso la città, che dista meno di 50 chilometri dalla frontiera siriana.
Alcune ore dopo, fonti del Consiglio per la sicurezza curdo iracheno hanno dichiarato che i peshmerga sono riusciti a impadronirsi di un tratto dell'autostrada 47, che collega le due 'capitali' dello Stato islamico: Mosul in Iraq e Raqqa in Siria.
MILITARI AMERICANI SUL CAMPO. Un inviato dell'agenzia stampa Ap ha riferito di avere visto anche una piccola unità di militari americani su una collina a ridosso del fronte, con il compito di segnalare gli obiettivi e riferire sui risultati dei raid aerei.
L'offensiva è stata comunque preceduta e accompagnata da almeno 24 incursioni dei jet della Coalizione a guida americana, secondo fonti della stessa alleanza.
Le fonti militari curde hanno reso noto di avere ripreso il controllo di tre alture a Est della città, quelle di Kolat, Haji Fadhil e Tel Shoryan.
Molti civili residenti nell'area di Ayadhiya, sempre a Est di Sinjar, sono fuggiti per mettersi al riparo dai combattimenti.
GLI YAZIDI PERSEGUITATI DALL'ISIS. Decine di migliaia di Yazidi erano stati costretti a fuggire sul Monte Sinjar nell'agosto del 2014 per salvarsi dall'avanzata dell'Isis, che considera i membri di questa minoranza religiosa di etnia curda come eretici e adoratori del demonio.
Impedire un 'genocidio' degli Yazidi fu tra le ragioni addotte dal presidente americano Barack Obama per lanciare una campagna di bombardamenti contro lo Stato islamico in Iraq, che continua ancora oggi.
Intanto, secondo la Cnn, la Coalizione internazionale a guida Usa sta preparando un'offensiva aerea su vasta scala anche in Siria, da compiere probabilmente entro il mese di dicembre contro postazioni dell'Isis, in particolare nelle zone di Jarabulus, Azaz e Marea nel Nord del Paese.

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