Roberto Fico 151112210152
INTERVISTA 13 Novembre Nov 2015 0800 13 novembre 2015

Roberto Fico: «Questa Italia è un tangentificio»

Fico a Lettera43: «Da Expo al caso Campania, i partiti si rifiutano di combattere». Salvini? «Sotto la felpa c’è un politico del passato». E su Grillo: «Non si ritira».

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Roberto Fico sprizza soddisfazione da tutti i pori dopo aver incassato dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai, di cui è presidente, il voto «unanime» – come sottolinea tre volte - il taglio ai megastipendi.
Si tratta del tetto di 240 mila euro per i compensi del personale e degli amministratori.
Ma tra il votare e il fare c’è di mezzo il mare. Così come sembra ancora esserci di mezzo il mare tra i consensi crescenti ai 5 Stelle e la possibilità concreta che il Movimento vinca e governi il Paese.
Tanto più se, come ribadisce il presidente della Vigilanza, i 5 Stelle non faranno alleanze con nessuno.
«SALVINI? PRENDE IN GIRO I CITTADINI». Fico, fondatore del meetup di Napoli, esponente di spicco del Direttorio, con Lettera43.it, nel suo ufficio a Palazzo San Macuto, parla della Rai ma anche delle prossime scadenze elettorali. Dice di non temere un centrodestra a trazione legaforzista che potrebbe spodestare i grillini nel ballottaggio con il Pd di Matteo Renzi.
Ma, intanto, attacca duramente Matteo Salvini: «Sotto la felpa c’è un uomo politico del passato che prende in giro i cittadini. È tutto uno slogan su slogan».

Roberto Fico.

DOMANDA. Non mi dica che oggi il suo telefono è stato preso d’assalto da gente che in Rai voleva subito tagliarsi lo stipendio...
RISPOSTA.
No, non mi ha telefonato ancora nessuno (ride, ndr). Questa è la proposta di cui io sono il relatore. E cioè quella di inserire all’interno del parere sullo statuto anche il fatto che la Rai deve rispettare il tetto agli stipendi, tutti, e deve comportarsi come le altre società pubbliche. Adesso vedremo se la Rai ne terrà conto.
D. Lei cosa si aspetta?
R.
È chiaro che sarebbe anche auspicabile che chi ora prende sopra i 240.000 euro rinunci automaticamente e si riduca lo stipendio.
D. E tra questi ci sono il presidente e l’amministratore delegato. Ha avuto reazioni?
R.
No, finora nessuna. Ma è evidente che questo è un segnale espresso in modo unanime da tutte le forze politiche e quindi proprio per questo molto importante, è un successo di questa commissione.
D. La norma però non riguarda gli artisti, le star, che prendono cifre megagalattiche. Lì che si fa?
R.
No, non riguarda i contratti esterni. Certo, ci sono contratti megagalattici, ma già è stata attuata una riduzione di circa il 10% e soprattutto abbiamo preteso e continuiamo a pretendere la trasparenza per i cittadini che pagano il canone.
D. L’ex ministro greco Yanis Varufakis da Fazio intanto è stato pagato mille euro al minuto, proprio lui, il “compagno” di ultrasinistra Varufakis...
R. 24.000 euro...
D. Appunto, 24 minuti per mille euro al minuto. E Carlo Freccero da voi votato nel cda ha detto: tutto bene madama la marchesa. Come la mettiamo?
R. Rispetto alle dichiarazioni di Freccero, spesso possiamo avere idee differenti, è la dimostrazione dell’indipendenza dell’uno verso l’altro. Noi lo abbiamo nominato perché è il più adatto e indipendente e alla Rai serve indipendenza e capacità di analisi, conoscenza del prodotto, idee editoriali.
D. Ma l’avete cazziato?
R. No, mai cazziato Freccero..
D. Ma 1.000 euro al minuto...
R.
Io ho chiesto chiarimenti e la Rai mi ha risposto che è l' Endemol a gestire i compensi degli ospiti. Ma Viale Mazzini ha poi immediatamente stabilito il divieto di pagamento per i politici ospitati nelle trasmissioni. Da due anni, pretendendo trasparenza, stiamo ottenendo risultati.
D. Il M5s è stato accusato di essere stato un po’ timido sul taglio agli sprechi Rai...
R.
Non mi risulta, anzi siamo i più rigidi in assoluto su questo. Non c’è dubbio comunque che la Rai abbia già risanato una parte.
D. Ma allora perché attaccate Renzi quando si batte contro gli sprechi?
R.
Non mi pare che Renzi si batta contro gli sprechi. Lo testimonia la recente vicenda delle dimissioni del suo consigliere economico per la spendine review. I parlamentari M5s sono invece l’esempio vivente di come non si sprecano i soldi pubblici. Io da presidente della Vigilanza ho rinunciato all’auto blu, rinunciato ai 26 mila euro all’anno di indennità aggiuntiva e alle spese di rappresentanza; abbiamo portato la trasparenza in questa commissione che da 30 mila euro all’anno è scesa a spendere 300-400 euro. Inoltre metà degli stipendi e i rimborsi dei portavoce M5s viene versata in un fondo per il microcredito, così abbiamo fatto partire 550 nuove aziende.
D. Ora il Pd vi accusa di andare troppo in tivù. Curioso, prima Grillo cacciava chi sgarrava.
R.
La verità è che noi non abbiamo mai cacciato nessuno perché andava in trasmissione. La questione era quella dell'organizzazione e del coordinamento di un gruppo.
D. Però Grillo paragonò il talk al punto G femminile...
R.
No, non paragonò al talk, ma all’ego che si accresce quando si va in televisione.
D. D’accordo, ma alcuni esponenti sono stati cacciati.
R.
La questione - ripeto- è il rispetto e la considerazione per l'enorme lavoro svolto da un gruppo. Se dopo confronti e riunioni si prendono insieme delle decisioni e insieme si stabilisce una linea, perché mandare all'aria tutto questo? Ci vuole un’organizzazione.
D. Insomma, ci vuole l’autorizzazione di Grillo o di Casaleggio...
R.
No, loro non mettono bocca. Abbiamo due gruppi di comunicazione che lavorano in modo coordinato per gestire anche la comunicazione in tivù, interfacciandosi anche con Grillo e Casaleggio. Nessuna autorizzazione, si tratta di un lavoro di squadra e dell’organizzazione della comunicazione.
D. Secondo indiscrezioni, lei sarebbe più vicino a Grillo e Luigi Di Maio (vicepresidente della Camera ndr) che a Casaleggio: è vero?
R.
Io sono molto vicino a Luigi e Luigi lo è a me. Beppe e Gianroberto sono i garanti del movimento.
D. Però Beppe ha detto che è un po’ “stanchino” e ora farà uno spettacolo. Resta o lascia? Lei che lo conosce bene ce lo può chiarire questo giallo?
R.
Beppe è il garante del Movimento. Quanto ai nostri rapporti dopo 10 anni che lottiamo per gli stessi ideali e abbiamo costruito un pezzo di questo percorso insieme, Beppe lo considero un mio amico.

Affinità con la Lega? Nessuna, noi non gettiamo benzina sul fuoco

D. Se dovesse scegliere con chi andare a cena, preferirebbe Grillo o Casaleggio?
R.
La mia compagna. Facciamo così.
D. Cosa dice di una presunta rivalità tra lei e Di Maio lanciato verso la premiership?
R.
Io e Luigi ci vogliamo molto, molto bene, condividiamo molte cose e lavoriamo fianco a fianco. Quando leggiamo di queste presunte rivalità, ci facciamo una risata insieme.
D. Insomma, l’unico partito al mondo dove ci si vuole tutti bene...
R.
No, abbiamo avuto tensioni nei gruppi parlamentari, come accade in qualsiasi gruppo
D. Ma al vertice?
R.
Lavoriamo veramente bene insieme. Ma noi non abbiamo un vero vertice, abbiamo una struttura con delle funzioni che cerchiamo di portare avanti io, Luigi, Alessandro (Di Battista, ndr), eccetera. Ma non ci sono invidie e rivalità. Lavoriamo insieme a tutto il gruppo parlamentare. Per noi è un momento positivo.
D. È talmente positivo che tutti vi cercano e tutti vi temono... Silvio Berlusconi ha paragonato Grillo a Hitler perché teme non di andare al ballottaggio con Renzi. Ma al ballottagio il centrodestra unito secondo i sondaggi vi batterebbe. Avete paura di un centrodestra guidato dal leader della Lega Salvini?
R. Noi non abbiamo paura di niente. Lavoriamo a testa bassa con umiltà e cerchiamo di spiegare tutto ciò che facciamo agli italiani. Se loro apprezzano il sogno, la bellezza di questo progetto, voteranno il Movimento.
D. Ma Salvini può essere pericoloso per voi? Cosa pensa di lui?
R.
A me non piace Salvini, è uno che tre anni fa disse: «Non faremo più niente con Berlusconi». E puntualmente si ritrova sul palco con lui. Il che significa che sono persone che non hanno una parola e quando non si ha una parola in politica, si mente ai cittadini. Dicono una cosa e ne fanno un’ altra. Noi siamo abituati alla coerenza.
D. Però su molte cose avete affinità con la Lega...
R.
In realtà, nessuna. Non trattiamo i temi con la loro metodologia, non buttiamo benzina sul fuoco come loro. noi cerchiamo di analizzare i problemi e cerchiamo di spiegarli e trovare soluzioni.
D. Salvini parla alla pancia come ha detto Berlusconi?
R.
Si, parla alla pancia. Ma è soprattutto slogan su slogan. Poi, dice una cosa e ne fa un’altra, è uno che fa politica da vent’anni, da quando era già consigliere comunale. Non ha mai gridato contro gli scandali della Lega, prende il finanziamento pubblico ai partiti nonostante i referendum. Sono parte integrante del sistema che noi cerchiamo di combattere. Sotto la felpa c’è un politico del passato.
D. Però voi sembrate aver paura di vincere, visto che non vi volete alleare con nessuno. Questo lo dicono anche i vostri stessi elettori. È così?
R.
C’è una parte di cittadini che ci vota che pensa a una cosa del genere. Ma noi non possiamo unirci alle persone che hanno distrutto il Paese: da Berlusconi alla Lega al Centro al Pd. Da Expo a mafia capitale, alla vicenda di Vincenzo De Luca in Campania, è un sistema, un tangentificio che questi partiti non vogliono combattere.
D. Ma nessuno di voi, i volti noti, si presenta alle amministrative. A Milano la candidata Patrizia Bedori è stata scelta solo con 500 voti...
R.
Candidare parlamentari noti è quello che i partiti finora hanno sempre fatto, come è accaduto con Alessandra Moretti in Veneto. Ma se tu vieni candidato per portare voti al partito non lavorerai mai per le leggi, per il cambiamento paese, è un tradimento costante. E noi non possiamo tradire il nostro mandato. Io, Luigi, Alessando faremmo uno sbaglio, ci sono tante altre persone in grado di fare i sindaci e noi vogliamo vincere con il movimento per fare lo scudo delle persone oneste.
D. Però allearsi non è solo un fatto negativo, ad esempio tutti insieme avete votato per il taglio agli stipendi Rai...
R.
Questo è accaduto in parlamento dove dialoghiamo nel merito e discutiamo i temi. Siamo sempre disposti a farlo. Fuori è un’alleanza elettorale e il Movimento non fa alleanze elettorali.
D. L’Italicum non si tocca?
R.
Io sono uno dei firmatari che hanno fatto ricorso.
D. Ma questa legge elettorale potrebbe farvi vincere...
R.
È incostituzionale. La legge non deve servire ai partiti ma ai cittadini.
D. Il vostro sindaco Pizzarotti però a Parma non ha ancora chiuso l’inceneritore.
R.
Gli inceneritori vanno chiusi tutti, punto e basta. I nostri sindaci hanno l'assoluto dovere di farlo. Chi non ci riesce, deve spiegare perfettamente le ragioni.
D. Vi si potrebbe dire che anche voi promettete e non mantenete.
R.
Il punto è spiegare sempre con la massima trasparenza ai cittadini dove si riesce e dove no. A Ragusa ad esempio abbiamo ottenuto un grande risultato approvando un assegno civico per integrare il reddito dei cittadini in difficoltà.
D. Preferisce come capo dello Stato Giorgio Napolitano o quello attuale, Sergio Mattarella?
R.
Napolitano è stato più un giocatore in campo che un presidente super partes, Mattarella è molto più cauto.
D. Ma non ha ancora detto se Grillo che farà? Si ritira o non si ritira?
R
Sicuramente ora farà uno spettacolo e sarà imperdibile. Ma ripeto: lui è il garante, non si ritira.

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