Mattarella, onorare caduti con missioni
DECISIONE 13 Novembre Nov 2015 2054 13 novembre 2015

Sergio Mattarella ha graziato l'imprenditore Monella

Il capo dello Stato concede la misura di clemenza all'uomo che uccise un 19enne albanese che gli stava rubando l'auto.

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Aveva ucciso un diciannovenne albanese, che gli stava rubando il Suv posteggiato nel giardino di casa. E per questo era stato condannato a sei anni due mesi di carcere. Ma dopo poco più di un anno, Antonio Monella, imprenditore di Arzago d'Adda, nella bassa bergamasca, ha ricevuto la grazia parziale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E ora potrebbe uscire dal carcere e essere affidato ai servizi sociali.
Monella condannato per l'omicidio volontario di Ervis Hoxa il 25 febbraio 2014 (sentenza definitiva), era in carcere dall'8 settembre. Aveva chiesto la grazia a Giorgio Napolitano. Ma intanto gli era stato concesso un differimento di 6 mesi della pena, che però era scaduto a fine agosto.
10MILA FIRME E L'IMPEGNO DI CALDEROLI. A sostegno della richiesta di grazia erano state raccolte 10mila firma. E Roberto Calderoli si era addirittura impegnato a ritirare i suoi 600mila emendamenti al ddl Boschi se fosse stato firmato il provvedimento di clemenza. Ma dal Quirinale non arrivò alcun segnale.
A quel punto il procuratore di Bergamo avrebbe dovuto dare esecuzione alla pena, facendo dunque scattare l'arresto. Ma l'imprenditore, accompagnato dal figlio ventiseienne Alberto e dal suo legale, Enrico Mastropietro, si presentò spontaneamente al carcere di Bergamo. «Non avevamo mai perso la speranza», ha commentato ora l'avvocato, che ha difeso l'imprenditore insieme al collega Andrea Pezzotta, «e lo stesso mio assistito non l'aveva mai persa».
PARERE FAVOREVOLE DI ORLANDO. In realtà l'ex presidente Napolitano aveva avviato la pratica (leggi come funziona). E la decisione del Capo dello Stato tiene conto del parere favorevole formulato dal ministro della Giustizia a conclusione della relativa istruttoria. Con la grazia di due anni, a Monella restano da scontare meno di tre anni, visto l'anno e i due mesi già scontati e che vanno a loro volta sottratti ai 6 anni e due mesi di condanna. Sotto i tre anni è prevista l'applicabilità dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale, come dispone l'articolo 47 dell'Ordinamento penitenziario.

Gli avvocati: «Noi profilo basso». Ma il caso riaccende le polemiche

L'imprenditore Antonio Monella.

Nel valutare la domanda di grazia, Mattarella ha tenuto conto del comportamento positivo tenuto dal condannato durante la detenzione e della circostanza che il percorso di educazione sino a ora compiuto potrebbe utilmente proseguire (se la competente autorità giudiziaria ne ravvisasse i presupposti) appunto con l'applicazione di misure alternative al carcere. La sentenza di condanna della Corte d'Assise d'Appello di Brescia è del 29 giugno 2012, poi confermata a febbraio.
GRAZIA PARZIALE NOSTRA RICHIESTA. «Ora potremo appunto chiedere, e lo faremo, l'affidamento ai Servizi sociali», ha aggiunge l'avvocato. «Quella della grazia parziale era tra l'altro la nostra richiesta: non avevamo mai chiesto una grazia totale». «Ringraziamo tutte le persone che si sono date da fare, indistintamente», ha concluso. «Sono stati davvero tutti bravi. Abbiamo fatto bene io e il collega Andrea Pezzotta a tenere un profilo basso e a non fare sparate sui giornali. Il presidente Mattarella si è dimostrato molto sensibile e un grande giurista».
LA POLEMICA SULLA LEGITTIMA DIFESA. Tuttavia, a prescindere dalla volontà dei legali e dal comportamento di Monella, la decisione del capo dello Stato rischia di essere usata nell'agone politico. Con il dibattito caldo sulla legittima difesa. E la Lega Nord che ha cavalcato il caso di Francesco Scignano, il pensionato di Vaprio d’Adda, indagato per aver ucciso un ladro fuori dalla sua villetta. «Se si trattava di un ladro morto “sul lavoro”, non mi dispiace più di tanto», aveva dichiarato Salvini, «se l’è andata a cercare».

Matteo Salvini gongola: «Una vittoria della Lega»

Roberto Calderoli.


Alla notizia del provvedimento di clemenza il leader del Carroccio ha subito commentato: «Grazia per Antonio Monella! In carcere da oltre un anno per aver ucciso un rapinatore, oggi è finalmente libero! Vittoria dei cittadini perbene, della Lega e del diritto di difendersi!».
CALDEROLI CONTRO ORLANDO. E Calderoli ha raddoppiato, bacchettando il ministro della Giustizia: «Evidentemente i miei continui solleciti pubblici sono serviti a qualcosa e sono stati ascoltati anche dal Capo dello Stato. Non posso invece spendere parole analoghe di ringraziamento per il Ministro della Giustizia, Orlando, che, con la sua lentezza nel trasmettere la 'pratica Monella' al Quirinale per la grazia, ha costretto ad oltre 14 mesi di ingiusta detenzione questo cittadino». «In questi 14 mesi», ha aggiunto il senatore, «ho dovuto più volte ricordare, in comizi e interviste, che la pratica della grazia di Monella continuava a essere ferma negli uffici del ministro Orlando».
«VIA L'ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA». La soluzione per Calderoli è eliminare il reato di eccesso di legittima difesa. Poco import che Monella fosse stato condannato per il più grave omicidio volontario. «In questo momento è necessario ribadire che simili casi non devono più accadere», ha dichiarato Calderoli. E ancora: «Non devono più esserci casi Monella: via subito il reato di eccesso di legittima difesa in casa propria».

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