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RUMORS 17 Novembre Nov 2015 0946 17 novembre 2015

Guerra tra correnti sul nuovo capo della procura di Milano

Presentate 10 domande. Gratteri in pista. Ma la sinistra vuole continuare il dopo Bruti Liberati.

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Edmondo Bruti Liberati.

Ora che le domande per prendere il posto di capo della procura di Milano sono state presentate, iniziano le grandi trattative tra le correnti della magistratura per eleggere chi prenderà il posto di Edmondo Bruti Liberati.
È la partita delle partite, forse tra le più importanti dei prossimi mesi. Perché c’è in ballo un centro di potere non indifferente, quello di un Palazzo di giustizia che negli ultimi vent'anni ha segnato la vita politica italiana, dai tempi di Tangentopoli fino alle inchieste sull'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E che, soprattutto, negli ultimi due anni ha fatto notizia per gli scontri interni tra Alfredo Robledo e Bruti Liberati, tra inchieste rimaste nel cassetto e veleni, come per la presunta 'moratoria' sulle indagini per Expo 2015. Moratoria su si sono rialimentati i sospetti dopo i ringraziamenti del premier Matteo Renzi per le indagini sull'esposizione universale, affermazione che non è stata gradita da tutti al Palazzaccio.
LA GUERRA DEGLI INTERNI CONTRO UN OUTSIDER. Non sarà facile trovare un candidato azzeccato, sia perché la procura milanese non vede di buon occhio l’arrivo di un esterno - quindi gli interni come Ilda Boccassini, Francesco Greco e Alberto Nobili restano in prima fila - sia perché in molti ambiscono a una poltrona quasi più importante di un ministero: non a caso a presentarsi tra i candidati è stato anche Nicola Grateri, che un durante la composizione del governo di Matteo Renzi ambì per qualche ora al ruolo di ministro di Grazia e giustizia.
È anche per questo motivo che chi dovrà decidere non ha ancora discusso della situazione. E circola l’ipotesi che, tra le mille tensioni interne, alla fine potrebbe spuntarla un moderato, con tutta probabilità un esterno, né di sinistra né di destra, magari di centro.
DECIDERÀ LA QUINTA COMMISSIONE. A scegliere il nuovo numero uno dei procuratori milanesi sarà la quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura, composta, non a caso, in un modo del tutto bipartisan, con bilanciamenti tra Area (ex Magistratura democratica, di sinistra), Magistratura indipendente (Mi) e Unicost.
Alcuni, per la composizione, l'hanno paragonata al futuro Partito della nazione. Il presidente è Lucio Aschettino di Area, mentre il vice è Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Mi, già in forza al Popolo della lLibertà.
Le correnti della magistratura, va sottolineato, questa volta potrebbero contare un po' meno potere nella decisione finale, perché a luglio proprio palazzo dei Marescialli ha approvato il Testo unico sulla dirigenza che inserisce competenze, esperienza e persino i settori di specializzazione dei singoli magistrati fanno per diventare appunto numeri uno di una procura.
DA NOBILI A TARFUSSER: IN MAGGIORANZA LA SINISTRA. Non a caso, per questo motivo, la decisione sarà presa a gennaio, dopo che i Consigli giudiziari delle città competenti avranno deciso sulle 10 candidature che sono state presentati.
Il termine è il 15 dicembre, ma non c’è un indirizzo vincolante, per questo motivo le valutazioni in loco potrebbero durare anche diversi mesi: la decisione potrebbe essere presa tra febbraio e marzo.
I nomi presenati sono già noti. Tra le candidature, quelle appunto dei tre aggiunti della procura milanese, Boccassini, Nobili e Greco, tutti quanti vicini alla corrente di Area, anche se più defilati. Gli altri aspiranti includono il capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giovanni Melillo, altro iscritto all'ex Magistrastura democratica e il procuratore aggiunto Reggio Calabria Nicola Gratteri, di Mi.
Hanno presentato domanda anche Cuno Tarfusser (Area), magistrato alla Corte penale internazionale, il capo della procura di Trento Giuseppe Amato (Unicost), Francesco Saluzzo (procuratore capo a Novara e di Mi), Andrea Garau (capo della Procura di Nuoro e di Mi) e Massimo Meroni, procuratore aggiunto a Bergamo, un indipendente, noto per aver condotto l'indagine sul nastro sull'intercettazione della telefonata tra Giovanni Consorte e Piero Fassino («Abbiamo una banca») sulla mancata scalata alla Bnl.
LO SCHEMA: IL POSTO TOCCA ALLA SINISTRA. In teoria lo schema che va per la maggiore nelle ultime settimane è quello che vede la corrente di sinistra Area - Bruti Liberati è stato uno dei leader storici di Magistratura democratica - in prima fila per gestire la procura.
A pesare sulle speranze della sinistra potrebbe essere la richiesta di proscioglimento di Bruti alla sezione disciplinare sul caso Sea.
Non solo. Il motivo starebbe tutto nelle nomine fatte quest'anno, sempre a Milano, per il nuovo presidente del Tribunale, per cui è stato scelto Roberto Bichi, che ha preso il posto di Livia Pomodoro, e il nuovo procuratore generale, carica presa da Roberto Alfonso, che ha sostituito Manlio Minale. Il primo non è così ascrivibile a una corrente, ma sembra simpatizzare per Magistratura indipendente. Il secondo è invece organico di Mi, in ottimi rapporto con Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia e tra i fondatori della corrente considerata di destra che è sempre stata vicina a Robledo.
GRATTERI DIFFICILE, PIÙ FORTE GRECO PER ESPERIENZA. In sostanza, la carne al fuoco è molta, tra capi di gabinetto e sottosegretari, magistrati di destra e di sinistra.
La maggior parte dei candidati è di Area. E c’è chi dice che le nomine dipenderanno da diversi fattori.
Ma nel caos a vincere potrebbero essere i moderati. Difficile per Gratteri, di Mi. Forse più facile per un interno di esperienza come Greco, vicino ad Area e in buoni rapporti con il governo.
Ma c’è già chi scommette che alla fine a passare sia Amato, di Trento e di Unicost: una soluzione che andrebbe bene a tanti, di sicuro non a tutti.
Ma le trattative non sono ancora iniziate. E la partita sarà molto lunga. E in questa fase di transizione, la procura è diretta da Pietro Forno, pm noto per le sue inchieste sui reati sessuali.

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