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MAMBO 17 Novembre Nov 2015 1200 17 novembre 2015

Salvate il vecchio Minzolini da questa epurazione

Fuori dal parlamento e dalla Rai per la storia delle carte di credito. Non è tutto esagerato?

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Minzolini è stato eletto a febbraio 2013 al Senato con il Popolo della libertà.

I fatti gravi di questi giorni fanno mettere in secondo piano, giustamente, altri avvenimenti italiani.
Di uno però vorrei scrivere.
So che è un tema controverso perché il personaggio di cui scriverò è controverso: ha molti estimatori, ma anche tanti che lo odiano.
Si chiama Augusto Minzolini, è un cronista di razza che per decenni ha raccontato i retroscena del Palazzo, anche con artifizi che sono passati alla piccola storia del giornalismo nostrano.
EDUCATISSIMO E SVELTO. Minzolini, detto “Minzo”, è un eterno ragazzo con la testa pelata, educatissimo, dalla penna svelta e dall’intuito cronistico che pochi hanno.
I leader politici lo hanno inseguito ed evitato.
Quando nel 2001 arrivai in parlamento coi Democratici di sinistra, colleghi di più legislature mi dissero di stare in guardia da lui e da Maria Teresa Meli.
Erano e sono due miei amici.
SEMPRE NOTIZIE VERE. Non escludo che “Minzo” abbia fatto, si fa per dire, qualche infamità, cioè abbia carpito dichiarazioni off the record poi pubblicate.
So però che le notizie che ha dato erano sempre vere e di fonte sicura o più spesso diretta.
Politicamente per lungo tempo non l'ho mai inquadrato.
È uno di quei giornalisti romani con un album di famiglia iniziale di sinistra che poi passa il resto della sua vita a disprezzarla.
FOLGORATO DA SILVIO. A un certo punto Minzo si prese una cotta per Silvio Berlusconi. Reciproca.
Al punto che fu direttore del Tg1.
Il mestiere di direttore non è come fare il giornalista.
Ci sono stati ottimi direttori che sono stati pessimi giornalisti e il contrario.
Minzolini non mi è mai apparso uno col talento del direttore.
QUALCHE GUAIO C'È STATO. Infatti qualche casino lo ha fatto. Editoriali sopra le righe, malgrado fosse direttore di un giornale del servizio pubblico (ma bisogna dire che ci sono stati precedenti più o meno illustri dello stesso tipo, il mitico e caro Sandro Curzi non era certo uno che fingeva equidistanza col suo Tg3), ha trasferito qualche brava collega dal video ad altro incarico col sospetto della vendetta politica - e per questo ha un altro processo in corso -, ha, ecco l’accusa di cui parliamo, utilizzato la carta di credito aziendale per spese giudicate eccessive.
MA HA RIPAGATO TUTTO. Minzolini ha ripagato tutte le somme che è accusato di aver dissipato.
Tuttavia ha ricevuto una severa condanna “penale” che lo mette fuori dal Senato, dove è stato eletto da Berlusconi, e ha avuto l’interdizione dei pubblici uffici che lo mette fuori dal suo ultimo luogo di lavoro, cioè la Rai.
La domanda da farsi è semplice, pur ammettendo che i giudici abbiano rispettato le norme del codice penale.
Non è tutto esagerato? Non è una cosa grave mettere quasi fuori non solo dal parlamento, come è capitato ad altri, ma forse dal mestiere un personaggio come Minzolini per una colpa che peraltro è stata emendata dalla immediata restituzione del cosiddetto maltolto?
ASSURDA EMARGINAZIONE. Non so rispondere in termini legali.
So che l’idea che Minzolini sia sbattuto fuori dal dibattito pubblico mi sembra assurda e non sto qui a dire quanto le mie posizioni siano distanti dalle sue.
Il tema non è difendere il diritto a un ruolo pubblico di uno con cui concordi, ma di uno da cui spesso dissenti.
Ed è per questo che sento di dover esprimere la mia solidarietà al vecchio Minzo. E spero di non essere solo.

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