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RETROSCENA 18 Novembre Nov 2015 1334 18 novembre 2015

Berlusconi, le nomine a coordinatore nazionale agitano Forza Italia

I nomi di Cicu, Gibiino e Mandelli scatenano una nuova guerra nel partito.

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Silvio Berlusconi.

In Forza Italia è tutto un giro di sms, maldipancia, sussurri all'orecchio.
Se davvero Silvio Berlusconi nominasse coordinatori nazionali Salvatore Cicu per il Centro, Vincenzo Gibiino per il Sud e Andrea Mandelli per il Nord - come anticipato da Lettera43.it - sarebbe una «Caporetto», commenta chi conosce bene il pensiero berlusconiano.
UNO SCHIAFFO AI BIG. Con un colpo di spugna l'ex Cav ignorerebbe di fatto big come Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Strefano Caldoro, ma anche Antonio Tajani i cui nomi giravano da mesi per le poltrone di coordinatore.
Forza Italia, dal canto suo, precisa che la notizia è «destituita di ogni fondamento». Ma l'indiscrezione è stata sufficiente per scatenare il caos tra gli azzurri, segno di come nel partito non si stia respirando una bell'aria.
La precisazione non ha calmato le acque, anzi. Fonti azzurre hanno infatti confermato che Berlusconi aveva effettivamente telefonato nei giorni scorsi ai tre prescelti per sondare la loro disponibilità.

Dopo le alleanze, una nuova spaccatura in vista

I futuri assetti del partito sono una nuova grana per gli azzurri, già divisi su alleanze e sul tipo di opposizione al governo.
L'8 novembre, data della manifestazione in Piazza Maggiore a Bologna che ha sancito l'alleanza Forza-Lega-d'Italia tra Carroccio, Fi e Fdi, brucia ancora a molti: vedere l'ex Cav ridotto a invitato nemmeno troppo gradito dai padani di Matteo Salvini non è piaciuto a una buona fetta del partito che avrebbe preferito non vedere il presidente su quel palco.
«B? STANCO MA NON POCO LUCIDO». Detto questo, è vero - sempre stando a rumors di Palazzo - che «Silvio è stanco, e per questo è tentato di cambiare tutto e tutti». Ma guai a considerarlo finito o poco lucido: «Chi ha avuto la presunzione di pensarlo, in passato, ha commesso un errore tragico».
L'ex Cav del resto è esperto «nell'arte dell'impossibile» e potrebbe essere questo il primo passo, non certo indolore, per «formare una nuova classe dirigente», nonostante si stia già «mettendo mano alla struttura di Fi» come dimostra la nomina a responsabile nazionale della Formazione del partito dell'ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo.
Proporre tre esponenti delle seconde file, dunque, sarebbe stato il frutto di una strategia ben ponderata e, soprattutto, tenuta segreta. Insomma, l'ennesimo coup de théâtre.
Lo dimostra il fatto che i forzisti contattati da Lettera43.it davanti a quei tre nomi sono caduti dalle nuvole.
LE GRANE DI GIBIINO. «Cicu e Gibiino», fa notare un azzurro vicino al leader, «tra l'altro appartengono alla stessa area geografica: la Sicilia. Difficile immaginarli uno al Centro e uno al Sud».
Su Gibiino, coordinatore regionale azzurro vicino alla 'badante' Maria Rosaria Rossi, inoltre, il partito sull'Isola è sempre più spaccato.
Tra le altre cose, sulla sua testa pesano ancora il caso Agrigento con esponenti azzurri che si sono alleati al Pd per le primarie, la rottura con i fittiani di Saverio Romano, passato poi in Ala di Denis Verdini e la perdita, a marzo, della vicepresidenza dell'Assemblea Regionale siciliana a causa di spaccature interne.
Il capogruppo del Mpa all'Ars, Giovanni Di Mauro, arrivò ad attaccare frontalmente il collega di partito: Gibiino, disse, «spicca per totale assenza di autorevolezza, concretezza, capacità di dialogo e visione di prospettiva; soprattutto totale assenza della capacità di costruzione dell'unità e quindi di raggiungimento di risultati».
Non esattamente un buon biglietto da visita per il ruolo di coordinatore nazionale.
«MANCANO DI ESPERIENZA». Ma anche Cicu e Mandelli non brillerebbero per esperienza secondo i loro colleghi di partito. Non di quella necessaria - è il pensiero di molti - per svolgere un compito così delicato, soprattutto in vista di una nuova tornata elettorale.
Discorso a parte va fatto per Mandelli, che sì «è stimato dal presidente, ma è «fuori dall'asse di Gelmini che tiene molto a gestire i rapporti con Salvini». Inoltre la sua eventuale nomina non verrebbe presa bene dal capo dei senatori Paolo Romani, suo «storico rivale» che è già «piuttosto nervoso».
Non solo ha attaccato duramente Barbara d'Urso, volto di Mediaset, per la puntata di Pomeriggio 5 sulla strage di Parigi - «Sei inadeguata e insopportabile. Occupati di amori, canti, balli e pettegolezzi, non di problemi seri. Dov’è il direttore di Canale 5?», ha tuonato in Twitter scatenando il pandemonio - ma ha pure accusato il neo alleato Salvini di essere «sciovinista, lepenista e fascista».
Il clima a Palazzo Grazioli e dintorni, dunque, è incandescente. E l'affaire nomine potrebbe gettare nuova benzina sul fuoco azzurro.
«Ma di qui a pensare che altri big dopo Verdini lascino il partito», ragiona un ex esponente di Fi, «ce ne passa».

Twitter: @franzic76

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