Manuel Valls 151119122320
TERRORISMO 19 Novembre Nov 2015 1224 19 novembre 2015

Francia, stato di emergenza e frontiere blindate: le misure

L'Ue pensa a controlli all'ingresso anche ai comunitari. Ipotesi di un registro dei passegeri aerei.

  • ...

Manuel Valls.

I deputati dell'Assemblea nazionale francese sono chiamati a votare il progetto di legge che prevede il rafforzamento dello stato di emergenza decretato dal presidente François Hollande subito dopo gli attacchi del 13 novembre.
Il premier Manuel Valls, di fronte al parlamento, ha annunciato: «Siamo una grande democrazia, stiamo smantellando gruppi terroristici pronti all'azione», prima di aggiungere che il Paese è pronto a utilizzare nuove misure di sicurezza, «che è la nostra prima libertà».
«RISCHIO ARMI CHIMICHE». Ma ha anche messo in guardia: «L'immaginazione macabra dei mandanti del terrorismo islamico non ha limiti» e «oggi non possiamo escludere niente, ci può anche essere il rischio di armi chimiche e batteriologiche».
Il progetto di legge sul prolungamento dello stato di emergenza per tre mesi è, nelle intenzioni di Valls, «la risposta di una Francia che non si piega e che non si piegherà mai». Perquisizioni, arresti domiciliari, confisca di armi, chiusura di locali pubblici e blocco del traffico sono solo alcune delle misure previste nel testo, che il 20 novembre è atteso al Senato per il via libera definitivo.
MANIFESTAZIONI ANNULLATE. Misure straordinarie, che si accompagnano all'annullamento - peraltro già ventilato - di tutte le manifestazioni pubbliche che avrebbero dovuto accompagnare il vertice internazionale sul clima, che si apre a fine mese proprio a Parigi.
Nessuna grande marcia tra Place de la Republique e Place de la Nation il 29 novembre, annullata anche quella conclusiva del 12 dicembre.
L'UE DÀ ASCOLTO A PARIGI. L'Unione europea, intanto, sembra aver recepito una delle principali linee guida del giro di vite francese, vale a dire il controllo sistematico delle frontiere. «Gli Stati membri», si legge nella bozza conclusiva del Consiglio straordinario, «si impegnano a effettuare i necessari controlli sistematici e coordinati alle frontiere esterne, anche per i cittadini dell'area di libera circolazione». Una stretta sul flusso dei miliziani islamici, destinata a colpire in particolare i foreign fighters di passaporto europeo.
Ecco, in breve, alcune delle misure annunciate da Valls:

- TRE MESI DI STATO DI EMERGENZA. Estensione di tre mesi dello stato di emergenza, la cui previsione è destinata a finire in Costituzione. Durante il periodo in cui sarà in vigore lo stato d'emergenza, gli agenti di polizia francesi potranno usare le loro armi anche fuori servizio e senza indossare giubbotti antiproiettile: dovranno soltanto avere una fascia al braccio che li identifichi come poliziotti, per evitare confusione.

- CONTROLLO SISTEMATICO DELLE FRONTIERE. La Francia vuole anche inserire un «controllo sistematico delle frontiere esterne dell'Unione europea per tutti i beneficiari della libera circolazione».
«Se ciò non avverrà», ha spiegato Valls, «la sopravvivenza di Schengen è a rischio». Un messaggio che sembra già essere stato recepito dalla Ue. «Gli Stati membri», si legge nella bozza di conclusioni del Consiglio interni straordinario, «si impegnano a effettuare i necessari controlli sistematici e coordinati alle frontiere esterne, anche per i cittadini dell'area di libera circolazione».

- ARCHIVIO EUROPEO DEI PASSEGGERI. Per rafforzare le misure di sicurezza inerenti alla libera circolazione dei cittani eeuropei, Valls ha anche proposto l'istituzione di «un urgente archivio europeo dei passeggeri su aerei». È doveroso adottare una condivisione dei dati dei passeggeri delle compagnie aeree europee ed è altresì necessario «inquadrare il ritorno in Francia di quanti sono partiti a fare il jihad».
Valls ha ricordato che 966 persoene sono partite per la Siria o l'Iraq; 142 sono morte, 188 sono ancora lì e 247 sono ripartite. «Cifre che danno la dimensione della minaccia».

- STRUTTURE PER GIOVANI RADICALIZZATI. Proposta anche la creazione di struttura preposte all'accoglienza di giovani radicalizzati. «Sarà creata con l'obiettivo di disinnescare il pericolo di potenziali minacce terroristiche», ha spiegato Valls. «I finanziamenti sono pronti, il quadro giuridico e il progetto pedagogico in via di finalizzazione» - ha aggiunto - «il sito sarà scelto entro la fine dell'anno». Il premier ha spiegato che «le prime persone a entrare potrebbero essere dei pentiti, che metteremo alla prova per misurare la loro volontà di reinserimento».

- POSSIBILE NEGARE LA CITTADINANZA. Nel piano è contemplata anche la possibilità di «negare la cittadinanza a persone con doppia nazionalità.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso