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ANALISI 19 Novembre Nov 2015 0936 19 novembre 2015

Le generazioni Bataclan sono il nostro vero alleato

Non solo Parigi. Da Beirut fino a Garissa: il fondamentalismo colpisce la cultura. Anche fuori dall'Ue. Facendo strage di studenti. Noi non dobbiamo lasciarli soli.

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La devastazione causata dall'attacco dell'Isis a Beirut.

Dopo le stragi di Parigi, il quotidiano Liberatiòn ha dedicato una copertina alla “generazione Bataclan”, piangendo i ragazzi massacrati da tre kamikaze mentre ascoltavano un concerto rock.
Giovani aperti, cosmopoliti, educati alla libertà e alla tolleranza.
Soprattutto: giovani di tutte le nazioni. Parigi è il mondo.
QUEI 41 MORTI DI BEIRUT. Un'immagine struggente, che suscita empatia e ripresa da molti commentatori, ma che rischia anche di restringere il fuoco, di non farci vedere l'ampiezza della sfida culturale che il fondamentalismo islamico ha lanciato a un pezzo di mondo, da Parigi a Peshawar a Nairobi.
Riavvolgiamo il nastro. Beirut, 12 novembre 2015, poche ore prima degli attentati in Francia. Due kamikaze si fanno saltare in aria ammazzando 41 persone e ferendone altre 200.
L'Isis rivendica l'assalto al centro commerciale del quartiere sciita definendolo un raduno di «apostati». A Bourj al-Barajneh in realtà vivono libanesi e palestinesi, siriani e occidentali, molti giovani, uomini, donne, studenti di tutte le fedi. Sono morti in 41, circa 200 sono rimasti feriti.
LE STRAGI DI GARISSA E PESHAWAR. Garissa, 2 aprile 2015. Un gruppo di miliziani Shabaab, formazione estremista islamica che combatte in Somalia, fa irruzione nel campus universitario e uccide a sangue freddo tutti coloro che dicono di essere cristiani.
I terroristi abbandonano la struttura solo molte ore dopo, lasciando a terra i corpi martoriati di 148 persone: la gran parte erano studenti.
Peshawar, Pakistan, 16 dicembre 2014. Nove kamikaze talebani attaccano una scuola militare alla periferia della città. Entrano tutti con giubbotti imbottiti di esplosivo, tengono in ostaggio per alcune ore i circa 500 allievi presenti in quel momento nella struttura, e prima di farsi saltare in aria uccidono 150 persone, la maggior parte studenti di età compresa tra i 10 e i 20 anni.

Le generazioni Bataclan: unico vero alleato nella lotta al fondamentalismo

Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014.

«Ho il cuore spezzato» dice Malala Yousafzai dopo aver appreso la notizia.
Malala è una ragazza pakistana di 17 anni che nel 2012 un commando di miliziani islamisti ferì gravemente alla testa.
La sua colpa? Battersi contro l'ignoranza, per i diritti civili e il diritto all'istruzione che i talebani del suo paese vogliono vedere negato.
LA FEROCIA CONTRO TUTTO CIÒ CHE È CULTURA. Sono solo alcuni dei drammatici attentati avvenuti negli ultimi mesi nel vicino Oriente e dall'altra parte del Mediterraneo, episodi diversi per attori e contesti, ma tutti legati da un tragico filo rosso: il fondamentalismo colpisce dove c'è contaminazione tra culture, studio, apertura.
Ogni giorno in Medioriente e in Nordafrica decine di ragazzi di ogni credo vengono trucidati perchè semplicemente incarnano il principio potentissimo della convivenza.
C'è un Isis dentro l'Occidente ma c'è anche un pezzo d'Europa cresciuto nel cuore dell'oscurantismo islamico.
Sono le generazioni Bataclan di Beirut, Garissa, Peshawar, Tunisi, embrioni di una democrazia possibile oltre il Mediterraneo.
ALLARGHIAMO I CONFINI DELLA NOSTRA EMPATIA. Il fallimento delle primavere arabe le ha spinte di nuovo nell'oblio, schiacciate da movimenti religiosi e nuovi despoti in divisa. L'Occidente è tornato a dimenticarsene. l'Europa si è mostrata distratta anche verso l'unica, fragile, democrazia nata dalle macerie delle primavere arabe, la Tunisia.
Ma se è difficile capire cosa intenda il presidente francese Hollande quando parla di «guerra», contro chi dovremmo combatterla, come, dove – a Raqqa, a Mosul, nelle periferie delle nostre città? - certo invece è che abbiamo un unico, vero, alleato nella difficile battaglia contro l'ideologia islamista: le generazioni Bataclan.
Vanno sostenute, finanziate, protette, a patto però di riuscire ad allargare i confini della nostra empatia.

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