Sala 151110211921
MAMBO 20 Novembre Nov 2015 1130 20 novembre 2015

Comunali 2016, è allarme per Matteo Renzi e il Pd

Roma la sfida più ardua. A Milano incognita Pisapia. Il centrosinistra si gioca tanto.

  • ...

Giuliano Pisapia, Matteo Renzi e Giuseppe Sala.

La sfida per le Comunali di primavera 2016 mette in allarme i partiti.
Matteo Renzi si gioca molto, anche se ha dichiarato che la prova elettorale a cui tiene è il referendum sulla riforma istituzionale.
Tuttavia sapere se a guidare le principali città italiane, fra cui Roma e Milano, saranno la destra, la sinistra, i cinque stelle o alcuni outsider non è cosa irrilevante rispetto al quadro politico.
ROMA LA PIÙ COMPLICATA. Per il Partito democratico la situazione più difficile è senza dubbio Roma.
Non c’è un candidato, né se ne vede la fisionomia.
Sembra forte l’insediamento grillino; la destra con Giorgia Meloni avrà un discreto risultato, ma non ripeterà il successo di Gianni Alemanno; Alfio Marchini è un’incognita.
A TORINO CI RIPROVA FASSINO. Alcuni osservatori sono preoccupati per il Pd a Torino, dove Piero Fassino cerca il secondo mandato.
Nel capoluogo sabaudo il radical Giorgio Airaudo, 'figiciotto' prestato alla Fiom e poi tornato alla politica attiva, può togliere voti all’ex segretario dei Ds, mentre incombe una candidata grillina molto aggressiva, Chiara Appendino.
BOLOGNA, CARTA ERRANI. Bologna forse si gioca la carta dell'ex governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani, che è una buona carta soprattutto dopo la fine della via crucis giudiziaria.
Napoli vedrà probabilmente lo scontro tra Antonio Bassolino e Luigi De Magistris che potrebbe portare al governo un sindaco che ha fatto molto bene per tanti anni. Parlo ovviamente di Bassolino.
MILANO, C'È SALLUSTI. Milano? A Milano sembra profilarsi la candidatura di Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, che farebbe volentieri il sindaco.
Su di lui possono confluire tutte le componenti del centrodestra essendo un candidato che parla alla pancia di forzisti leghisti e fascisti, neo o post.
Resta il dubbio sulla sua capacità di reggere il peso del governo della città dopo l’incidente cardiaco di pochi anni fa. Saprà ben lui cosa fare.
IL PD APPESO A PISAPIA. Il Pd dovrebbe battezzare Giuseppe Sala dopo il successo di Expo 2015, ma il tema del giorno è Giuliano Pisapia.
Pisapia è stato un buon sindaco, eletto con vera sorpresa, è stato appoggiato con lealtà da tutto il centrosinistra, in testa il Pd.
Questo partito e il suo leader hanno cercato di convincerlo a correre per la seconda volta.
Ha detto no per ragioni forse private, del tutto legittime.
Assai meno comprensibile sarebbe se ora decidesse di appoggiare il candidato opposto a Sala proveniente dalle file del suo vecchio partito Sinistra ecologia e libertà.
UNIRE O DIVIDERE? Si sa che Pisapia per un po’ di tempo ha coltivato una tensione critica verso Nichi Vendola e soci.
Penso che avrebbe il dovere di rappresentare ancora l’alleanza tutta intera senza fare scelte di parte.
Insomma, Pisapia può disperdere la carica simbolica che si è raggrumata attorno alla sua figura oppure difenderla.
Se non la difenderà farà anche un favore al candidato della destra.
Mi creda, caro ex collega parlamentare, scelga di rappresentare tutti e lasci perdere le sirene del suo partito. Desista.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso