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COMUNALI 20 Novembre Nov 2015 0900 20 novembre 2015

Milano, Pd a pezzi su Sala: Renzi rischia di perdere

Milano, tra i dem è tutti contro tutti. Sala in standby. Sel e Pisapia diffidenti. L'evento del 20 novembre per autofinanziarsi è il bivio: compattarsi o rompere.

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Luca Lotti e Matteo Renzi.

L'arrivo di Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi, a Milano per la cena di autofinanziamento del Partito democratico in vista delle elezioni comunali del 2016 non poteva cadere in un momento peggiore.
Perché tra le maglie del centrosinistra milanese è ormai scattato il 'tutti contro tutti'.
È una guerra senza esclusione di colpi tra il Pd e Sinistra ecologia e libertà, compreso il vecchio movimento arancione che sostenne Giuliano Pisapia nel 2011.
Frattura ormai difficile da ricomporsi, dove nessuno vuole fare il primo passo in attesa che rompano definitivamente gli altri: un gioco al massacro su cui pende il futuro politico del capoluogo lombardo.
CAPUTO CONTRO TABACCI. C'è per esempio Roberto Caputo - candidato 'socialista' appoggiato tra gli altri dal Mes (Movimento Europeo Socialista) alle primarie previste per il 7 febbraio, ma su cui continuano a serpeggiare dubbi - che ha attaccato Bruno Tabacci, ex assessore al Bilancio: «È sbagliato caricare la figura di Pisapia di ogni responsabilità ed è sbagliatissimo considerare il Pd come una propaggine del centrosinistra e non invece la forza di maggioranza della coalizione. Cari Tabacci, Bassetti & co. bisogna far politica con la testa rivolta in avanti e non guardando sempre al passato».
PISAPIA, FAI IL CAPOLISTA? Il riferimento è all'intervista concessa dall'ex democristiano al Corriere, dove chiede a Pisapia di uscire dalla nebbie o da silenzio e candidarsi come capolista in appoggio a Giuseppe Sala, l'amministratore delegato di Expo 2015 che è in rampa di lancio per arrivare a Palazzo Marino, ma che continua a restare fermo nell'hangar per la lotta fratricida interna ai democratici.
MAJORINO NON SI RITIRA. Nel frattempo, l'altro candidato alle primarie Pierfrancesco Majorino ha pubblicato su Facebook il video di Ufficiale e Gentiluomo con Richard Gere, per respingere le voci che lo vorrebbero in ritirata.
Il punto è sempre lo stesso. Sala nei suoi colloqui con il premier Matteo Renzi ha spiegato che preferirebbe non fare le primarie.
Per questo motivo da diverse settimane continuano a girare voci sul possibile ritiro di Emanuele Fiano come quello di Majorino.
TICKET? NO, GRAZIE. Girano ipotesi di ticket che però vengono respinti al mittente in quanto poco praticabili.
Non solo. Il documento programmatico firmato da una parte di assessori della giunta ha aumentato le tensioni a cui si aggiungono ogni giorno nuovi problemi.

Il tentativo di 'allungare' le primarie di due giorni per Sala

Giuseppe Sala e Matteo Renzi.

In vista primarie il quotidiano Il Giorno ha registrato il tentativo del Pd di allungare di due giorni le primarie.
C'è un rischio concreto che l'elettorato pro Sala non partecipi lasciando a Majorino troppo spazio?
Semplici malignità? In realtà sembra continuare il 'tira e molla' tra Sel e i democratici su chi debba rompere per primo.
SALA IN... PELLEGRINAGGIO. È probabile che il Pd renziano aspetti la spaccatura, ma allo stesso tempo Sel continua a resistere.
Nel frattempo il potenziale candidato sindaco è in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, torna a fine novembre e dovrebbe incontrare Renzi per riuscire a chiudere sulla candidatura.
Ma come si riuscirà a comporre la frattura?
RISCHIO DI BALLOTTAGGIO. C'è chi fa notare, sempre nel centrosinistra, che 'Beppe' è molto forte sulla carta come candidato, anche perché una buona parte degli ex centrodestra di Silvio Berlusconi potrebbe seguirlo in una lista civica.
Ma tra Alessandro Sallusti, il candidato più papabile al momento per Forza Italia e Lega Nord, il solitario Corrado Passera e il Movimento 5 stelle c'è poco da stare allegri.
C'è infatti il rischio che alla fine a Sala tocchi fare il ballottaggio, perché il 50% dei consensi è al momento, secondo tanti, un miraggio.
Soprattutto se la vecchia sinistra arancione e Sel dovessero andarsene rompendo il patto.
In sostanza Milano sta diventando un problema per Renzi, un rebus molto difficile da risolvere.
Toccherà al fidato Lotti mettere pace tra le anime inquiete?

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