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MUM AT WORK 21 Novembre Nov 2015 1400 21 novembre 2015

In politica col pancione: non chiamatela anomalia

La storia di Chiara, candidata sindaco a Torino: «Sono la terza in Consiglio, conciliare questo lavoro con la vita privata è possibile».

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«Spero porti bene la seconda profezia di Fassino», scherza, ma ci spera, Chiara Appendino, consigliera comunale a Torino e neo-candidata del Movimento 5 Stelle a sindaco nelle prossime elezioni.
Votata da 250 elettori in città, è da anni la “sfidante” battagliera del sindaco Pd.
Che l’ha ripresa dicendole che «non abbiamo bisogno di una Giovanna D’Arco in sala rossa».
«MI SENTO FORTUNATA». In una delle - tante - sedute particolamente accese, il primo cittadino in carica disse alla Appendino: «Un giorno lei si segga su questa sedia e vediamo se sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di saper fare».
Una speranza per la bella 31enne, bocconiana torinese, visto che la “prima profezia” del 2009 suonava così: «Beppe Grillo fondi un partito e vediamo quanti voti prende». E andò come andò.
Sposata con un imprenditore locale, oggi Chiara è incinta di sette mesi. Quindi, affronterà la campagna elettorale col pancione prima e col bebè poi. «Sì, è vero, farò la campagna elettorale con la bimba appena nata», spiega a Lettera43.it la candidata sindaco, «infatti dovrebbe nascere per la seconda metà di gennaio. Ma mi sento molto fortunata, sto bene. Anzi mi sento tante energie in più».
GLI ESEMPI NON MANCANO. E se per ora la pancia le sembra un punto di forza, come farà quando sarà nata?
«Si può coniugare lavoro e maternità, lo fanno tante donne», dice. «Meno esposte di me, certo, che adesso ho un ruolo pubblico. Per esempio mia sorella ha 5 figli e lavora. Ma mi vengono in mente anche tante politiche che hanno coniugato pancione e poi figli appena nati a cariche importanti. Come l’europarlamentare, Licia Ronzulli o il Ministro Marianna Madia, che ha firmato col pancione». Insomma gli esemepi ci sono, bisogna solo capire come fare.

Chiara Appendino, 31 anni.

Una battaglia prima di tutto culturale

Per Appendino la battaglia per le mamme che lavorano è prima di tutto «culturale e bisognerebbe mettere insieme un sistema di aiuti per le donne. Penso alle mamme che hanno la responsabilità dei figli e dei genitori anziani: un doppio ruolo» che diventa triplo se ci metti anche il lavoro fuori casa, ragiona la candidata pentastellata.
«Io ho la fortuna di avere un marito e una famiglia di origine che mi appoggiano. Come gli amici e i colleghi. Se diventassi sindaco il primo passo da fare in questo senso sarebbe culturale e poi si dovrebbe sviluppare il tema nelle scuole», sottolinea. «Le politiche finalizzate a supportare la maternità e a conciliarla col lavoro sono, e devono essere, di competenza nazionale e un comune può solo svolgere un ruolo ausiliario, ad esempio di sensibilizzazione, ripensando l'organizzazione dei servizi già erogati, quali le scuole e il welfare, in un'ottica di conciliazione».
AGIRE SUI SERVIZI COMUNALI. E aggiunge: «Quello che si può fare è agire sui servizi di competenza comunale, quelli 0-6 anni. C’è tanto da organizzare e fare sui servizi pre e dopo scuola e sui servizi estivi. Mi sono già battuta quest’anno sul servizio estivo, per far sì che fosse attivo già da settembre».
E poi c’è tutto il discorso sulla qualità dei servizi offerti alle famiglie: le fasce orarie e la mensa. «Io ho contestato la decisione - in questo momento in sperimentazione - fatta dall’amministrazione attuale di fare uno sconto sulla retta mensile a quelle famiglie che hanno deciso di portare prima via il bambino da scuola», prosegue. «Ritengo che questo sia sbagliato dal punto di vista culturale: l’offerta scolastica non può essere legata a quanto la paghi, ma dovrebbe essere accessibile a tutti, anche perché se no si va a ricadere e danneggiare le fasce più deboli».
LA CHANCE DI VINCERE. Chiara la chance di vincere ce l’ha davvero, anche perché a Torino il M5s è al 25%, secondo gli ultimi sondaggi. Lei che ha studiato con Boeri a Milano e lavorato due anni per la Juventus, vuole tagliare del 30% i costi della politica di Fassino.
«In consiglio comunale io sono la terza col pancione, le mi altre due colleghe hanno già partorito e riescono bene a conciliare vita politica e vita privata», conclude. Ora la sfida è sulla campagna elettorale. Tra biberon e una Torino da governare.

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