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MAMBO 23 Novembre Nov 2015 0959 23 novembre 2015

Al Pd piace tanto la democrazia fai da te

A Napoli vuole una norma anti-Bassolino che impedisce agli ex sindaci di presentarsi.

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Antonio Bassolino.

Il ritorno sulla scena comunale di un vecchio sindaco può dare risultati diversi.
Ad Enzo Bianco a Catania andò bene, a Rutelli a Roma no. È una faccenda che sbrigano i cittadini. Invece nel Pd, da quando Antonio Bassolino vuole correre per Napoli contro De Magistris, questa questione la vogliono risolvere i nuovi burocrati di via del Nazareno, gli amici di Verdini, per capirci, “giovani” per definizione che probabilmente si riterranno tali fino a cento anni.
E contro Bassolino si apprestano a tirare fuori una norma nuova-nuova che impedisce agli ex sindaci di presentarsi. Beninteso nelle liste del Pd, perché in altre liste possono farlo come garantisce la Costituzione italiana che il Partito democratico, al suo interno, sospende.
BASSOLINO, CONTROVERSO MA CAPACE. La ratio di questa scelta è che Bassolino è il “vecchio” mentre i giovani e pressocché fallimentari burocrati renziani, che addirittura mettono bocca sui servizi di sicurezza nazionali (aiuto, povera Italia!) sono il “nuovo” che avanza, anzi a giudicare dai sondaggi che stiamo leggendo, ”che avanzava”.
Bassolino è personaggio controverso. Divenne sindaco di Napoli in una splendida stagione di elezioni comunali e venne eletto mentre molti penavano che lui, non napoletano di nascita, e soprattutto con l’imprinting di uomo di partito, non ce l’avrebbe fatta. Ce la fece e per alcuni anni fu un sindaco amato e invidiato. Divenne anche presidente di Regione e incappò nella tragica vicenda dei rifiuti alla cui soluzione collaborò fattivamente con i commissari nominati dal governo. Superò guai giudiziari e malanni personali e, in una età ancora utile, vuole tornare a fare qualcosa per la sua città e per la sua comunità politica.
I renziani e gli ex renziani scappati via, penso a Civati, gridano alla scandalo. Loro vorrebbero la “pulizia etnica” di tutto ciò che c’era prima, soprattutto se ciò che c’era prima aveva in tasca la tessera del Pci oppure è stato di sinistra (e molti elettori l’hanno talmente compreso cha la fuga di quelli di sinistra dal Pd è in atto da anni, vedi Emilia-Romagna).
Verso questi personaggi vissuti a sinistra, gli anticomunisti renziani sono tanto severi quanto sono cortesi con l’amico Verdini.
Questo atteggiamento ebbe un certo successo all’inizio della resistibile (citazione di Berthold Brecht, lo preciso per Luca Lotti, informandolo che trattasi di poeta e drammaturgo geniale ancorché comunista) ascesa di Renzi.
I CANDIDATI RENZIANI SONO 'VOTO-REPELLENTI'. Sembrava lui, Renzi, un fenomeno e il suo gruppo un uragano. Poi i cotillons si sono spenti ad uno a uno. Simbolo di questa nuova fase la signora Moretti, bocciata dagli elettori. Altri simboli sono i fallimenti in tutte le realtà locali collezionati dal renzismo chiacchierone e inefficace.
Però a loro sembra di dover combattere questa ultima battaglia contro chi c’era prima e si inventano norme anti-Bassolino a gara aperta.
Inutile elencare le violazioni anche di diritti che questa decisione comporta.
Basta dire che cercano nei regolamenti quei voti anti-Bassolino che pensano di non poter avere nel popolo.
Notoriamente i “loro” candidati sono “voto-repellenti”, non beccano un sostegno popolare. Così si fanno le regole a seconda di come lor conviene.
Una democrazia fai da te che è il primo passo per una non democrazia. Non so se Bassolino potrà vincere e se potrà essere un buon sindaco, ma lasciarlo decidere agli elettori è troppo osè per l’anticomunismo d’antan dei renziani?

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