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MAMBO 24 Novembre Nov 2015 1130 24 novembre 2015

Renzi, occhio al Cavaliere Nero di Gigi Proietti

Pensa più a Bassolino che ai veri nemici. Per lui può finire come nella famosa barzelletta.

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Qualcuno, preferibilmente romano, penso a Gentiloni o alle raffinata Madia, dovrebbe far sentire, cercandola su Youtube, a Renzi, Serracchiani, Guerini e Lotti, quello che si occupa di servizi pranzando con tutte le mezze calzette che trova fra le “barbe finte”, la famosa barzelletta di Gigi Proietti sul Cavaliere Bianco e il Cavaliere Nero.

Non ve la scrivo, non vi farei ridere, io. Ma se loro e voi la ascoltate non solo avrete alcuni minuti di divertimento puro, si sa che Proietti è un genio - non fiorentino ma un genio autentico - ma capirete perché i ragazzi del “giglio magico” forse si stanno avvicinando al momento fatidico in cui si faranno molto male da soli.
Oggi apprendiamo che la norma anti-Bassolino è rinviata di qualche mese. Lo scandalo di questa norma è che ci impedisce di criticare, o no, la scelta dell’ex sindaco di ripresentarsi affidando la decisione su questa possibilità a una modifica statutaria fatta ad hoc.
L'ANTI-BASSOLINO, UNA NORMA-SGORBIO. Questa modifica confliggerebbe con le regole esistenti, con le leggi dello Stato, con la prassi di cui si sono, giustamente, avvantaggiati amici e grandi elettori di Renzi, ad esempio l’ottimo sindaco di Catania Enzo Bianco, alla terza sindacatura.
Come viene in mente a questi compagnucci di merende di immaginare questo sgorbio costituzionale? Viene in mente perché Bassolino ha occupato, e in gran parte bene, molti anni del suo passato a occuparsi di politica, perché non è un seguace della nouvelle vague, perché è stato comunista.
State tranquilli che se avesse avuto nel suo album di famiglia Amintore Fanfani nessuno gli avrebbe contestato alcunchè.
La mia tesi è semplice. Sono personalmente convinto che il popolo comunista, dopo la lunga attraversata post-1989, si sia sciolto andando parte di qui, parte di là, parte a casa.
Tuttavia è un popolo che ha forte dentro di sé nostalgia e dignità. Se passi le tue giornate a costruire un partito per il quale tutti i compagni di strada vanno bene, berlusconiani, ex berlusconiani, innocenti, condannati, tranne quelli che hanno la tessera del Pci fra i loro cimeli, allora può accadere - ecco il suggerimento di ascoltare Proietti - che il Cavaliere Nero si risvegli e faccia una strage. Politicamente parlando.
Voglio dire che il Cavaliere Nero di nascita Pci si appresta adadottare elettoralmente la grandiosa strategia del “vaffanculo”, lasciando Renzi e la futile compagnia di quarantenni invecchiati precocemente nelle mani di Grillo e Salvini.
RENZI PENSA PIÙ AGLI EX-PCI CHE AI SUOI PROBLEMI VERI. Il premier, lo si ripete noiosamente, ha talento poltico, ha un enorme fattore C., fa alcune cose buone. Si sopravvaluta, però. Ha litigato con tutti, ma proprio tutti i suoi iniziali supporter.
Non c’è traccia di simpatia per lui nella grande amministrazione dello Stato né nelle fra le forze economiche fondamentali, il suo consenso personale è minacciato da personaggi altrettanto improbabili. Dovrebbe preoccuparsi. Invece pensa alla norma anti-Bassolino o ad altre norme che favoriscano suoi amici, nuovi o antichi, pur di non vedere tracce di comunismo fra i suoi ranghi.
È legittimo. Berlusconi, a parte Bondi, la pensava alla stessa maniera. Però Berlusconi chiedeva voti alla destra non alla sinistra.
Qui carissimi Renzi, Lotti, Serracchiani, Guerini appare sulla scena il Cavaliere Nero!
Sarà dura, credetemi, proprio dura per voi!

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