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DIARIO DAL BELGIO 25 Novembre Nov 2015 1502 25 novembre 2015

Bruxelles e quel senso di surrealtà che non va via

Tanti blitz, un solo arresto. Piani di sicurezza messi online. Scuole aperte con l'allerta 4.

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La polizia belga ha pubblicato a sua volta un tweet: Per i gatti che ci hanno aiutato ieri sera...servitevi!.

Il 25 novembre Bruxelles prova a tornare alla normalità. Dopo quattro giorni di coprifuoco per l'allerta terrorismo le scuole riaprono: ora nelle strade, oltre a soldati con il mitra e carri armati, si vedono anche bambini con la cartella sulle spalle.
Hanno riaperto i musei, i teatri e i cinema con metal detector e soldati all'ingresso. E le metro hanno ripreso a funzionare, anche se non tutte le stazioni e non a orario pieno (sino alle 22).
Ma la parola tranquillità non è ancora sulle labbra dei cittadini, che per definire la situazione continuano a usare le stesse otto lettere che hanno usato in questi giorni soprattutto sui social network: surreale.
LE CAMERE DI SICUREZZA. E surreale non è solo il codice di comportamento che i genitori hanno ricevuto per preparare i figli al rientro in classe, scortati naturalmente dalla polizia. Un memorandum nel quale si chiede loro di non parcheggiare lungo il perimetro della struttura scolastica, di non entrare nell'edificio, di fare un percorso diverso, di venire a prendere i figli all'ora di pranzo perché le attività pomeridiane sono annullate.
Il ministro invita inoltre tutti gli amministratori a «prendere in considerazione, se necessario, la creazione di diverse stanze, una sorta di 'camere di sicurezza', dove gli insegnanti e gli studenti possano proteggersi in caso di incidente».
Insomma, un codice di comportamento anti-terroristi, che però gli stessi eventuali terroristi ora conoscono a menadito visto che è stato pubblicato sui i giornali.
SCUOLE APERTE E ALLERTA 4. Surreale è la stessa richiesta di ritorno alla normalità: si aprono le scuole ma le forze dell'ordine mantengono il livello massimo di allerta 4, lo stesso per il quale in questi giorni hanno chiesto ai cittadini di non frequentare posti affollati, di non andare nemmeno a fare shopping.
Quello che ha trasformato la capitale del Belgio e dell'Ue in un deserto, con metro, negozi e cinema serrati, e un silenzio inquietante spezzato solo dal continuo rumore degli elicotteri e delle sirene della polizia.
Ed è proprio per questo motivo di allerta permanente che alla fine, nonostante le scuole siano state riaperte, si fa sapere che se i bambini oggi non saranno mandati a lezione non saranno comunque sanzionati.
Insomma, davanti all'ordine massimo di allerta si concede il libero arbitrio, come a dire: cittadini fate voi come vi sentite, se non siete tranquilli non mandateli. Surreale.

Lo scaricabarile tra Francia e Belgio

Come è surreale il dibattito scatenato in questi giorni sui media francesi e belgi che hanno deciso, in questo momento di alta tensione, di farsi la guerra accusando l'un l'altro di non aver saputo gestire la situazione, di essersi lasciati scappare gli jiadisti, di averli formati e cullati, di essere razzisti e pasticcioni, di avere dei servizi segreti inadeguati.
E su questo punto il dibattito diventa ancora più surreale: basta andare sul profilo Twitter della Polizia federale del Belgio per notare una fotografia con una ciotola di croccantini, e la scritta. «Pour les chats qui nous ont aidé hier soir... Servez-vous!».
Tradotto: «Per i gatti che ci hanno aiutato ieri sera ... servitevi!».
BLITZ, SILENZIO E GATTINI. Ma per capire questo messaggio serve ben altra traduzione. Ed è quella della realtà che diventa irrealtà: succede domenica sera 22 novembre quando le forze dell'ordine paralizzano letteralmente il centro città, mettendo persino autobus di traverso per bloccare le strade. È in corso un'operazione anti-terrorismo senza precedenti, sembra che Salah Abdeslam e altri presunti terroristi che girano per la città muniti di bombe abbiano le ore contate.
La tensione è alta. E la polizia chiede a tutti i media e ai cittadini di non diffondere nessun tipo di informazione su dove si stanno svolgendo le operazioni. In Rete cala il silenzio. Poi si sente un miagolio. È quello delle centinaia di gatti che iniziano a invadere il web in risposta alla richiesta della polizia. Tutti postano foto e video di gattini con l'hashtag #BrusselsLockdown.

21 PRESUNTI TERRORISTI, UN ARRESTO. Si collabora, si lasciano le forze dell'ordine libere di agire, si cerca di stare tranquilli e si scherza in una maniera surreale, con i gattini. In risposta. dopo il mega blitz la polizia posta le crocchette su Twitter per ringraziare i cittadini.
E poi libera 17 dei 21 arrestati, perché non ha nessuna prova nei loro confronti. L'operazione anti-terrorismo è per ora un flop, ma i gattini sono sazi e contenti.
Poi il 25 novembre mattina: un'altra notizia, uno scoop. A darlo sono due quotidiani economici, L'Echo e De Tijd, che sulla giudiziaria hanno, come scrivono loro, «fonti ben informate», le quali raccontano che nei blitz fatti in Belgio «tra domenica e lunedì sono stati sventati una serie di attentati multipli nella capitale».
Peccato che su 29 perquisizioni tra Bruxelles, Charleroi e Liegi, un solo sospetto sia stato incriminato. Eppure la rete terroristica è stata «destabilizzata», si legge, e ora gli inquirenti puntano a identificarne il «nocciolo duro».
Ma la domanda è: se dei 21 presunti terroristi presi dalla polizia alla fine solo due sono in stato di arresto, chi ha organizzato questi attentati multipli poi sventati? Silenzio.
ATTENTATI SENZA ATTENTATORI. C'è il peccato ma non il peccatore. Forse sono stati i gattini, verrebbe da ironizzare. Ah la belgitude(la belgitudine, il tutto e il niente), è il commento che si sente più di frequente in questi giorni.
E mentre si cerca ancora di capire la notizia degli attentati multipli, arriva la smentita: «Questa informazione non è confermata ufficialmente», dice il ministro dell'Interno, Jan Jambon, «affidando ogni ulteriore commento al procuratore federale».
Punto e accapo. Qui più che gattini, non sanno che pesci pigliare. Si cerca di ironizzare ancora una volta, ma ora è il ministro degli Esteri e vicepremier belga, Didier Reynders, ad alzare di nuovo il livello di allerta: gli inquirenti in Belgio stanno cercando «10 individui» che potrebbero compiere attacchi simili a quelli del 13 novembre a Parigi «con armi pesanti e con attentati suicidi», dice Reynders, in una intervista a Abc News in programma la sera del 25 novembre, ed è pubblicata sul sito della tivù pubblica belga Rtbf.
UN SURREALISMO DEGNO DI MAGRITTE. Insomma 10 kamikaze sono in giro per il Belgio, il livello di allerta è 4, ma le scuole riaprono?
Reynders però assicura che la autorità hanno molte piste per trovare Salah Abdeslam (ora cercano anche il suo autista Mohamed Abrini) e si dice fiducioso che il ricercato numero uno sarà arrestato.
Surreale? D'altronde siamo a Bruxelles, la patria di Magritte, il padre del surrealismo belga.

Twitter @antodem

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