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ISTITUZIONI 25 Novembre Nov 2015 1043 25 novembre 2015

Corte costituzionale, intesa Pd-dem sui tre nomi

Barbera, Sisto e Pitruzzella, Pd e Fi trovano l'intesa sui candidati alla Consulta. Ma è ancora fumata nera.

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Augusto Barbera in una foto del 1997, quando era ministro per i Rapporti con il parlamento.

Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella. Sono i nomi che dovrebbero mettere d'accordo Partito democratico e Forza Italia per la Corte costituzionale.
Ma la prima sessione di voto in parlamento del 25 novembre (il 28esimo tentativo della serie), ha prodotto un'altra fumata nera.
I 559 parlamentari della maggioranza e i 95 di Forza Italia sarebbero più che sufficienti per raggiungere e superare il quorum richiesto di 570 voti, eppure qualcosa non ha funzionato.
«Domani non può finire in una nuova buca», aveva detto Renzi ai suoi alla vigilia. E per ora le cose non stanno andando come il premier sperava
PITRUZZELLA NEW ENTRY. Inizialmente l'intesa avrebbe dovuto comprendere anche il Movimento 5 stelle, con Barbera candidato del Partito democratico, Sisto quello di Forza Italia e Franco Modugno per i Pentastellati.
Ma al Movimento non andavano giù i nomi scelti dagli altri due partiti, e se il «no» a Sisto, deputato di Forza Italia, era reso prevedibile dalla contrarietà dei grillini ai passaggi diretti dal parlamento alla Corte, quello a Barbera ha creato qualche attrito con i dem, aprendo il varco a Pitruzzella, attuale presidente dell'Antitrust e candidato di Scelta civica.
M5S: «IL PD CAMBI CANDIDATO». Il M5s ha chiesto ai dem di «proporre una diversa personalità che oltre all'alto profilo scientifico risponda ai requisiti minimi di terzietà e indipendenza».
Barbera non va bene ai Cinque stelle perché è stato parlamentare dal '76 al '94 ed è «tra i professori di riferimento del Pci, del Pds, dei Ds e infine del Pd».
Secondo i pentastellati «iIl Pd può scegliere un voto trasparente con il M5s o la vetusta logica di spartizione delle poltrone con la solita Forza Italia», si legge in un post dei parlamentari M5s sul blog di Grillo.
Al Pd la bocciatura di Barbera non è andata giù: «È un nome di altissimo profilo», ha detto Ettore Rosato. Ma a dare veramente fastidio è il fatto che il M5s aveva chiesto l'ufficializzazione dei nomi in anticipo, per poterli sottomettere al voto del web, salvo poi decretare lo strappo senza consultare gli iscritti. Ma i grillini hanno risposto dicendo che il Pd sapeva che il nome di Barbera non era votabile.
Nemmeno la fumata nera ha fatto cambiare idea ai dem: «È un nome che resta», ha detto Rosato, «bisogna andare rapidamente a una nuova votazione. decideranno i presidenti delle Camere, ma bisogna eleggerli quanto prima».

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