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POLITICA 25 Novembre Nov 2015 1837 25 novembre 2015

Milano, Pisapia cerca di ostacolare l'operazione Sala

Pisapia non vuole un Patto del Nazareno a Milano. Così lavora dietro le quinte. Per far saltare la sua candidatura. Tra articoli ad hoc e l'appoggio a Balzani.

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Giuliano Pisapia, Matteo Renzi e Giuseppe Sala.

Giuliano Pisapia passerà alla storia per aver spezzato un possibile patto del Nazareno bis tra Renzi e Berlusconi su Milano?
È questa la domanda che circola in questi giorni nel capoluogo lombardo alle prese con un Partito democratico nella palude in vista delle prossime elezioni amministrative del 2016.
Alcuni lo definiscono «un lavoro di fino», fatto «in silenzio», quello dell'avvocato penalista, ex deputato indipendente di Rifondazione Comunista.
Altri paragonano le mosse di Pisapia a quelle di Frank Underwood, il Kevin Spacey degli intrighi politici della serie televisiva House Of Cards.
LA CANDIDATURA DELLA BALZANI CHE SPIAZZA SALA. Sta di fatto che in un modo o nell'altro, tra detti e non detti, articoli ad hoc sulla carta stampata, l'appoggio alla candidatura dell'assessore al Bilancio Francesca Balzani per le primarie poi smorzata («Deciderà lei se candidarsi», dice il primo cittadino) e soprattutto molto pragmatismo, “la forza arancione e gentile” del 2011 sta sabotando la candidatura dell'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala voluta dal premier Matteo Renzi. Non è un caso che proprio Sala, a domanda sul suo futuro, abbia risposto di non voler prendere decisioni fino a fine dicembre. E anzi, che nel caso «noi a Milano avremmo l’opzione meno divisiva possibile che è quella del sindaco uscente, Giuliano Pisapia: se dovessi esprimere un augurio mi augurerei che ci ripensasse».
Non è uno scambio di battute di poco conto, considerando che l'ex city manager della giunta di centrodestra di Letizia Moratti è stato dato in questi mesi come l'unico tra i candidati possibili e vincenti per le elezioni comunali. Renzi ne ha parlato spesso bene. Ma ogni volta che ci si è trovati a un passo dall'ufficialità della candidatura questa è saltata. E ora pare ci sia una battuta d'arresto.
L'INCOGNITA DELLA PROCURA DI MILANO. Del resto su Sala continuano a circolare problemi di ogni tipo. Sarà perché nella procura di Milano il nome del manager di Expo continua a rimbombare, dopo che molti suoi uomini che hanno lavorato all'esposizione universale sono stati condannati.
Sarà perché Renzi aspetta ancora il nuovo capo della procura, appunto, per capire cosa potrebbe succedere in futuro. Sarà perché la vecchia amministrazione Pisapia, dopo l'annuncio dell'attuale sindaco di non voler correre per un altro mandato, non vuole buttare all'aria il modello Milano.
Sarà per tutta una serie di motivi che in questi giorni gira persino la voce che Sala, già entrato in Cassa Depositi e Prestiti, avrebbe trovato un accordo pure per gestire Arexpo, in pratica il futuro del post esposizione universale. L'incarico potrebbe levarlo dai giochi politici? Questo non è detto.
CONFUSIONE TOTALE NEL PARTITO DEMOCRATICO. Anche perché al momento 'la confusione è grande sotto il cielo', come diceva Mao. Del resto sulle primarie è tutto bloccato.
Lunedì 23 novembre la direzione del Pd di Milano non ha trovato una quadra sulla vicenda, stretta tra chi vuole le primarie il 7 febbraio, in particolare Pierfrancesco Majorino, chi invece le sposterebbe di qualche giorno, chi ancora seguirebbe l'idea di Renzi di spostarle al 20 marzo.
Non si è scelto niente. Tutto fermo. Il problema, a quanto pare, è quello che alcuni si aspettavano nel capoluogo lombardo, cioè che Sala venisse accolto dalla città con una certa diffidenza, soprattutto a sinistra. L'ex manager Telecom e Pirelli è sempre stato vicino a Silvio Berlusconi, sia per il buon rapporto con Bruno Ermolli, consigliere economico in quel di Arcore. La possibile candidatura nel centrodestra di Alessandro Sallusti, tutt'ora in forse, avrebbe svelato il gioco del Patto del Nazareno bis su Milano.
I SONDAGGI SVELANO IL PATTO RENZI-BERLUSCONI. E a dirlo sono stati i sondaggi degli ultimi giorni. Nicola Piepoli, intervistato dal Sussidiario, lo ha spiegato bene: «Tra Giuseppe Sala e Alessandro Sallusti non c'è partita: vince l'ex commissario di Expo».
In sostanza è un candidato perdente che fa gioco a Berlusconi e a Renzi.
Il tempo ora stringe. Entro dicembre bisognerà presentare le candidature per le primarie. E pare sia Pisapia ora a tenere la palla in mano contro Renzi e il Pd milanese. «Certo è che ormai», ha proseguito Pisapia, «la scadenza per la presentazione dei nominativi che si candidano è a breve. Fra poche settimane ogni curiosità sarà tolta dai nomi che vedrete alla ricerca delle firme per essere candidati alle primarie e quindi a fare il futuro sindaco di Milano».
Chissà se Sala a questo punto non vorrà più ricandidarsi. E Renzi cosa farà?

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