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DIPLOMAZIA 26 Novembre Nov 2015 2301 26 novembre 2015

Putin-Hollande, asse in Siria contro l'Isis

Il presidente francese a Mosca: «Il nostro nemico è il Daesh». Putin auspica una «larga coalizione comune». Ma resta irrisolto il nodo rappresentato da Bashar al-Assad.

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Il presidente francese Francois Hollande e il presidente russo Vladimir Putin insieme al Cremlino.

Scambio di informazioni di intelligence e concentrazione dei raid. Su questi due pilastri il presidente russo Vladimir Putin ha stretto la sua prima alleanza con un Paese occidentale, la Francia, nell'ambito del conflitto in Medio Oriente.
Il Cremlino ha fatto anche di più, auspicando una «larga coalizione comune» sotto l'egida dell'Onu, ma dicendosi pronto in caso contrario a cooperare anche con la coalizione già esistente guidata dagli Stati Uniti.
SUMMIT DURATO TRE ORE. Il summit a Mosca tra Hollande e Putin, accomunati dal lutto per gli attentati rivendicati dallo Stato islamico, è durato circa tre ore.
E ha lasciato insoluto il nodo relativo al futuro di Bashar al-Assad. Se per Hollande il presidente siriano «non può avere alcun ruolo nel futuro del Paese», per Putin rimane un «alleato naturale» nella lotta contro l'Isis e il suo destino «può essere deciso solo dal popolo siriano».
Non si tratta di una questione marginale, dal momento che prima ancora di debellare l'Isis occorre stabilire quale entità statale potrà prenderne il posto, soprattutto nei territori che i jihadisti hanno occupato in quella che un tempo era la Siria, prima della disgregazione del Paese causata dalla guerra civile con i suoi 300 mila morti.
L'incontro con Putin è la tappa finale del tour diplomatico in cui si è lanciato il presidente Hollande, quella più difficile, perché in gioco c'è il ritorno della Russia in Occidente dopo il lungo isolamento per la crisi ucraina, anch'essa nell'agenda del vertice.
IL PESO DELLE TENSIONI CON LA TURCHIA. Una sfida ancora più difficile dopo l'abbattimento del jet russo da parte della Turchia, Paese Nato che si trova già nella coalizione anti-Isis a guida Usa e che ora subirà la vendetta delle sanzioni economiche di Mosca. Una nuova alleanza sembra però iniziare a prendere forma, con il premier britannico David Cameron che ha chiesto l'autorizzazione al parlamento per i raid aerei, la decisione della Merkel di inviare caccia Tornado e una nave da guerra in Siria (oltre a 650 soldati in Mali per appoggiare Parigi) e il rinnovato impegno del premier italiano Matteo Renzi in una strategia globale contro il terrorismo.
Dopo gli attentati di Parigi, Putin aveva offerto piena collaborazione militare alla reazione di Hollande, ordinando allo stato maggiore di coordinarsi con quello francese e alla flotta russa sulla costa siriana di prendere contatti con la portaerei Charles de Gaulle, trattando i francesi come alleati.
PUTIN: «PRONTI A COOPERARE CON PARIGI». Giovedì 26 novembre il leader del Cremlino ha incassato il sostegno di Hollande, e gli ha confermato che la Russia «è pronta a cooperare con la Francia». «È arrivato il momento di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo», gli ha fatto eco Hollande. «Il nostro nemico è il Daesh. Sono venuto qui a Mosca per vedere come possiamo agire insieme e coordinarci in modo da poter attaccare questo gruppo terroristico, ma anche per raggiungere una soluzione politica per la pace in Siria», ha precisato Hollande.
COSA FARANNO ADESSO GLI STATI UNITI? Sulla creazione di una coalizione unica che includa Mosca pesano le tensioni con Ankara. Putin ha preteso le scuse di Erdogan, che le pretende a sua volta dal presidente russo. Resta soprattutto l'incognita degli Stati Uniti, allarmati per il dispiegamento nella base russa di Latakia di missili antiaerei S-400. Mentre Mosca accusa Washington di «continuare a giocare con le sanzioni», anziché «consolidare gli sforzi nella lotta alle minacce comuni».

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