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POLITICA 26 Novembre Nov 2015 1333 26 novembre 2015

Varese, forzisti tentati dallo scacco alla Lega

Comi e Caianiello stanno lavorando col Pd. Per vincere nel comune di Varese, storica roccaforte del Carroccio. Sullo sfondo Verdini. Renzi assiste interessato.

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Gioacchino Caianiello e Lara Comi.

Per capire cosa sta accadendo a Varese, sponda Forza Italia, in questa delicata fase che precede le amministrative, è necessario fare un piccolo sforzo di memoria.
Il nastro va riavvolto fino alla celebrazione degli ultimi congressi. Quelli, per essere precisi, di Gallarate, Busto Arsizio e Varese che, nella migliore tradizione forzista, sono stati celebrati per acclamazione. D’altra parte era stato proprio il coordinatore provinciale, l’eurodeputata Lara Comi, (eletta nel ruolo grazie al Pdl e riconfermata dopo la resurrezione di Forza Italia da Silvio Berlusconi) di concerto con il fido scudiero, Nino Caianiello, a voler solennizzare la solidità del partito locale attraverso assemblee unitarie.
Alla presenza della responsabile della segreteria regionale, Mariastella Gelmini, si contavano, tuttavia, più sedie vuote (dei dissidenti) che non occupate da terga festanti di iscritti appassionati.
LA GUERRA DENTRO FORZA ITALIA. La causa? Le solite, ataviche, incancrenite dispute interne. Un gioco di specchi assai conosciuto in diversi coordinamenti lombardi. In questo caso, però, parzialmente giustificate da un dato non trascurabile.
È la prima volta che un partito, sia pur nella sua dimensione locale, viene “amministrato” da un’associazione, Agorà, in cui hanno trovato accoglienza e riparo le anime riformiste e liberali degli azzurri. Sarà un caso ma anche le sedi del partito e dell’associazione sono coincidenti.
Un gioco di vasi comunicanti insostenibile per gli oppositori al duo Comi-Caianiello. Una sovrapposizione inaccettabile che ha portato mezzo partito a sfiduciare la coppia. “I Bavaresi”, così si chiama il nuovissimo contenitore antirenziano, sosterrà (se confermato) Stefano Malerba in continuità con la politica di Attilio Fontana.
INCROCI CON L'EX SINDACO FONTANA. A proposito di intrecci, una curiosità: il vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Luca Marsico, vicino a Caianiello, è socio di studio del sindaco Fontana.
Situazione quasi grottesca. In questo clima, tutt’altro che semplice, la “governance duale”, Co-Ca, (con Verdini sullo sfondo) sta lavorando alacremente per creare un laboratorio che potrebbe sfiorare anche Milano e il suo futuro sindaco.
L’idea, indubbiamente innovativa, è quella di sostenere, per la prima volta in vent’anni di Berlusconi, un candidato sindaco democratico, Daniele Marantelli (renziano o ex bersaniano termini che ormai risultano sinonimi), in contrapposizione alla Lega.
COMI CONTRO LA LEGA NORD. Non è un mistero, infatti, che a Lara Comi la deriva verde(nera) del partito non sia mai piaciuta.
Si tratterebbe, dunque, di un attacco frontale proprio in quella Varese storica roccaforte del carroccio. Umberto Bossi, il governatore Roberto Maroni e anche Giancarlo Giorgetti, vera testa pensante della galassia leghista, conservano radici profonde nel territorio.
Dal 1993 la città ha un sindaco che fa riferimento ad Alberto da Giussano (sempre in sintonia con gli azzurri) se si esclude una parentesi da novembre 2005 a giugno 2006 causa commissariamento.
Come reagirà Berlusconi? Al momento tutto tace. I big (lombardi) del partito sopportano (poco) senza intervenire.
L'ASSOCIAZIONE SOCIALISTA AGORÀ DI VARESE. La battaglia è partita. Agorà, peraltro, vanta un credito non trascurabile con la Lega.
L’associazione che si muove con disinvoltura (anche politica) tra Lombardia, Piemonte e, parzialmente, in Veneto, è stata protagonista della conferma del sindaco di Vigevano (comune di 60.000 abitanti), Andrea Sala, preferendolo al candidato di bandiera, l’ex presidente della locale Confartigianato, Stefano Luigi Bellati.
La disinvoltura dell’associazione, però, non si ferma qui.
C'È ANCHE RAFFAELE FITTO. Quando Raffaele Fitto esce dal partito, sbattendo la porta, per formare “Conservatori e Riformisti”, la senatrice Cinzia Bonfrisco (capogruppo al Senato del nuovo gruppo) organizza, a Verona, un incontro tra amici.
In prima fila anche una delegazione di Agorà composta da Comi, Caianiello e Pagnoncelli. Un gesto apprezzato da Fitto che già aveva sostenuto la saronnese alle elezioni europee.
Varese, forse involontariamente, diventa, dunque, ombelico del mondo politico nazionale. Co-Ca stanno giocando un terno secco. Un grosso rischio, perché non sarà facile mandare a casa la Lega. Gli ultimi sondaggi, peraltro, danno il Carroccio in netto vantaggio. La partita è appena iniziata e la giovane Comi è consapevole di giocarsi molto della sua credibilità politica.
Da lontano la osservano, con interessi diversi, Denis Verdini, Diego Della Valle e anche un certo Matteo Renzi.

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