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RISCHIO ATTENTATI 27 Novembre Nov 2015 1900 27 novembre 2015

La Germania sfida l'Isis: ora Merkel teme rappresaglie

I tedeschi si schierano con Putin e Hollande. E i jihadisti meditano vendetta. Traffico di armi, bombe ad Hannover, foreign fighter: ecco perché sale l'allerta.

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Lo stadio di Hannover.

Blitz nelle moschee di Berlino, su segnalazioni specifiche di attentato terroristico.
I due ricercati, un tunisino e un siriano, sono stati poi arrestati con l'accusa di pianificare un attacco, si sospetta a Dortmund.
Dopo le stragi parigine del 13 novembre, i servizi francesi avevano allertato su tre bombe pronte a esplodere nello stadio di Hannover, durante la partita Germania-Olanda, poi annullata.
E i media tedeschi rivelano di indagini in corso su dei fucili d'assalto usati al Bataclan, passati anche dalle mani di un trafficante del Baden-Württemberg.
ARMI ORDINATE ONLINE. L'uomo, fermato, avrebbe rivenduto quattro armi ordinate su internet (due di produzione cinese, due dall'ex Jugoslavia) a un «arabo di Parigi».
Un'altra spedizione sospetta di fucili dai Balcani, verso il Belgio, è stata intercettata al porto di Trieste.
Il traffico clandestino da Est a Ovest tocca diversi Stati di passaggio.
A ogni modo, anche se l'intelligence e i controlli hanno dimostrato di funzionare meglio che Oltralpe, la Germania è più vulnerabile dell'Italia agli attacchi terroristici.
JIHADISTI IN CASA. Ha in pancia migliaia di combattenti nell'Isis e altri gruppi jihadisti, e una comunità radicale salafita cresciuta, nell'ultimo decennio, in modo dirompente.
L'ingresso inevitalmente disordinato di decine di migliaia di richiedenti asilo dalla rotta balcanica ha, nella drammatica emergenza degli ultimi mesi, aumentato il rischio di infiltrazioni.
E l'arrivo dei tedeschi - pur senza cacciabombardieri - nei cieli siriani e iracheni in sostegno militare alla Francia li espone ulteriormente a possibili rappresaglie.

Crescono ansia e diffidenza verso i profughi

Un migrante in arrivo in Germania.

I milioni di profughi che premono per entrare in Germania sono le prime vittime del cancro dell'Isis.
Scappano dal Califfato e se lo ritrovano anche in Europa, dove cresce l'ansia verso di loro.
Vegono additati come untori, in realtà sono solo uno dei tanti canali usati dai terroristi, che hanno cellule presenti da anni in Occidente, per sfuggire ai controlli.
Il clima si è fatto pesante a Parigi, dove i siriani per paura di attacchi hanno smesso di dormire in strada: il governo ha anche chiuso loro le frontiere, dopo la scoperta di falsi passaporti siriani tra gli attentatori.
PSICOSI ANTI-IMMIGRATI. A Berlino e nella Germania Est la psicosi anti-immigrati era montante sin da dopo le stragi di al Qaeda e dell'Isis di inizio 2015 alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e nel supermarket parigini.
Verviers, una delle basi della filiera belga di terroristi, è a un passo dalla frontiera tedesca.
Il ministro dell'Interno Thomas de Maiziére definiva la situazione «molto seria» e dalla roccaforte di Dresda i nazional-populisti di Pegida, autoproclamatisi «patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente», agitavano le piazze contro la minaccia musulmana, strizzando l'occhio agli euroscettici di Alternative für Deutschland.
ACCOGLIENZA PROBLEMATICA. A fine mandato, la cancelliera Angela Merkel (minacciata nei video dai jihadisti tedeschi dell'Isis), si è erta a paladina dei rifugiati, ma la sua politica di accoglienza le si sta ritorcendo contro.
La mobilitazione solidale della cittadinanza è stata alta, ma si stanno accumulando le tensioni tra i richiedenti asilo parcheggiati nei centri d'accoglienza e tra le le stesse comunità interne di immigrati, mentre crescono le pulsioni islamofobiche dei tedeschi.
L'humus del quale si nutre il radicalismo islamico.

Berlino a rischio ritorsioni per gli aiuti militari a Hollande e Putin

La cancelliera tedesca Angela Merkel.

Strutture per l'accoglienza dei profughi sono state bruciate nell'Est e anche a Stoccarda, nel ricco Baden-Württemberg che, dall'era dei Gastarbeiter, ospita comunità di immigrati mai del tutto integrati e anche trafficanti di armi.
Risse tra curdi e musulmani salafiti (in Germania se ne stimano fino a 7 mila, rispetto ai 3 mila di pochi anni fa) con decine di feriti sono esplose, con lo scontro in corso in Siria, in Bassa Sassonia e ad Amburgo, già covo degli attentatori delle Torri gemelle e di importanti cellule di al Qaeda del post 11 settembre 2001.
CONTROLLI A TAPPETO. Nei centri commerciali e ai mercatini natalizi, obiettivi sensibili per l'alta affluenza di civili, la sorveglianza è altissima, soprattutto nel periodo prenatalizio, ed è stata aumentata anche nei luoghi di raccolta istituzionali e pubblici come le metropolitane.
I cittadini sono stati sollecitati a segnalare movimenti sospetti e nel 2015 il governo tedesco ha anche approvato una legge per il ritiro dei documenti di identità ai presunti jihadisti: ma la stretta di controlli non ha impedito la pianificazione degli attentati sventati, né il passaggio o il ritorno dei combattenti dell'Isis o di altri gruppi terroristici dal Medio Oriente.
L'intelligence ne stima 180, con addestramento militare. Dopo la Francia la Germania è il secondo Paese dell'Ue, a pari merito con la Gran Bretagna, di foreign fighter: circa 750, quasi tutti indottrinati in ambienti salafiti.
Le forze dell'ordine ammettono che è difficile seguirli tutti costantemente.
LA GERMANA VA ALLA GUERRA. Il pacchetto anti-terrorismo di Berlino include un ruolo militare attivo, di fatto il primo ritorno dei tedeschi in missione autonoma all'estero dai tempi del nazismo: armi e addestratori ai curdi, missili patriot della Germania in Turchia, altre unità in Mali.
L'escalation dell'Isis ha spinto Merkel al capezzale di François Hollande: l'impegno in Mali e nel Kurdistan iracheno è stato aumentato con centinaia di trainer tedeschi, navi da guerra e tornado per ricognizione della Luftwaffe sono in viaggio verso la Siria.
La cancelliera è nell'orbita del presidente francese, sempre più vicino e solidale alal Russia di Vladimir Putin. Entrambi in azione con raid ed entrambi vittime di gravi attacchi terroristici con centinaia di morti civili.

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