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TENSIONE 27 Novembre Nov 2015 1929 27 novembre 2015

Russia-Turchia, scontro tra arsenali di fuoco

Putin ha 15 mila carri armati, 3.500 aerei da guerra e 352 navi. Erdogan si ferma a 3.700, mille e 115. Due eserciti secondi solo agli Stati Uniti.

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Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Quando i toni tra due colossi militari come Russia e Turchia si alzano, è il caso di iniziare a preoccuparsi.
I giorni seguenti all'abbattimento del jet russo da parte della Turchia sono stati densi di tensioni diplomatiche.
E le dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin e di quello turco Recep Tayyip Erdogan mostrano che le due parti non sono esattamente accomodanti.
IL NAZIONALISMO DEI LEADER. I due sono noti per il carattere d'acciaio, ed entrambi sono promotori di un nazionalismo - sempre più evidente col passare degli anni - che non concede dimostrazioni di debolezza.
La giornata del 27 novembre è cominciata con la proposta turca di un incontro al vertice, a cui il Cremlino ha risposto con una richiesta di scuse ufficiali come primo passo necessario per iniziare il dialogo.
CHI SCHERZA COL FUOCO? Il messaggio di Putin, preso come un'offesa, è bastato per far tornare Erdogan immediatamente su i suoi passi.
«La Russia non scherzi col fuoco», ha 'cordialmente' dichiarato il presidente turco, riportando la pacificazione al punto di partenza.



CONFRONTO TRA I DUE ARSENALI. «Scherzare col fuoco» in questo caso è il modo di dire più adatto, considerato che i due Paesi hanno due degli eserciti più potenti del mondo.
La Russia resta la seconda potenza militare dopo gli Stati Uniti, mentre la Turchia possiede il secondo esercito all'interno della Nato (dietro agli Usa).
Per fortuna, la minaccia delle rispettive forze armate è anche il motivo per cui probabilmente non si arriverà a uno scontro militare.
Secondo le stime del Cia World Factbook e del sito Global Firepower.com, la Russia dispone di 46 milioni di uomini atti al servizio militare (con un personale militare attivo di 766 mila unità), 15 mila carri armati, 3.500 aerei da guerra e 352 navi.
Le forze armate turche non sono così numerose, ma sono concentrate su un territorio decisamente meno esteso.
La Turchia dispone di 35 milioni di uomini atti al servizio (con un personale attivo di 410 mila unità), 3.700 carri armati, mille aerei da guerra e 115 navi.
Insieme con Israele è certamente la potenza predominante in Medio Oriente, nonostante non disponga di armi nucleari.
SIRIA, SI ALLONTANA LA SOLUZIONE. Il rischio più probabile è piuttosto quello di uno scontro politico sulla situazione siriana.
Proprio quando una possibile uscita diplomatica per il tragico conflitto mediorientale sembrava avvicinarsi, due delle potenze più implicate nella guerra sono arrivate ai ferri corti.
Gli osservatori più malevoli sostengono che l'abbattimento del jet sia servito alla Turchia per sparigliare le carte e allontanare la Russia (che appoggia il primo nemico di Erdogan, Bashar al Assad) da un accordo con gli Stati della Nato.
Se fosse vera la notizia rilasciata dal ministero della Difesa russo (che il jet abbattuto si trovava a 5 chilometri dal confine turco), sarebbe la prova che il Sultano non ha alcuna intenzione di abbandonare il doppio gioco di cui molti lo accusano.

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