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NOMINE 30 Novembre Nov 2015 2041 30 novembre 2015

Arriva Verdelli: cosa cambia adesso in Rai

I tre tg in mano all'ex Gazzetta. E a capo dell'ufficio stampa Luigi Coldagelli. Spinto da Filippo Sensi. Matteo stringe la presa su Viale Mazzini. E a gennaio...

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Antonio Campo Dall'Orto, direttore generale della Rai.

E ora che le carte iniziano a essere parzialmente scoperte, anche se quelle forti le vedremo solo a gennaio quando Antonio Campo Dall’Orto avrà finalmente il ruolo di amministratore delegato della Rai e potrà inaugurare la giostra delle nomine, a viale Mazzini c’è chi inizia a sentirsi molto più tranquillo di qualche settimana fa.
Con l’arrivo di Carlo Verdelli (leggi il profilo di Rivista Studio) i direttori dei tre telegiornali, Mario Orfeo, Marcello Masi e Bianca Berlinguer, hanno incassato la granitica certezza di restare al proprio posto.
Cambiare ora, ma anche a gennaio il ragionamento sarebbe lo stesso, significherebbe mandare in fibrillazione i partiti, per giunta alla vigilia delle amministrative.
E poi non ci sono posti adeguati da assegnare ai tre “tenores” in modo da farli star buoni.
VERDELLI DIRIGE IL TRAFFICO DENTRO I TG. L’unico “mobile” potrebbe essere Orfeo, semmai si dovesse riaprire la competizione per la guida del Corriere delle Sera, unico posto capace di soddisfare il direttore del Tg1.
Meglio, dunque, congelare tutto e non scontentare nessuno. Tanto ci penserà Verdelli a dirigere il traffico dei servizi all’interno dei tg, rispondendo direttamente al direttore generale della Rai e a Palazzo Chigi.
Una nomina, quella dell’ex timoniere della Gazzetta dello Sport a responsabile editoriale dell’informazione, bruciata dal quotidiano La Repubblica come vendetta per il venir meno del rapporto privilegiato avuto sino ad ora, grazie ai Gubitosi boys.
PARTITI FUORI DALLA RAI, NON IL GOVERNO. Dall’Orto, infatti, avrebbe preferito ufficializzare personalmente la nomina di Verdelli, in modo da evitare inutili tensioni all’interno delle redazioni. Ma il fastidio, per non dire rabbia e delusione, per l’affossamento definitivo delle cosiddette newsroom - due soli centri di comando per tutti i tg, pensate a suo tempo dal tandem Maggioni-Gubitosi - ha indotto l’attuale presidente dell’azienda a far uscire la notizia, facendo emergere lo schema dell’esecutivo.
Perché se il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha sempre ripetuto «fuori i partiti dalla Rai», non ha mai detto «fuori il governo da Viale Mazzini». E con le ultime nomine, di fatto, ha 'cannibalizzato' l’azienda.

Filippo Sensi 'piazza' Coldagelli a capo dell'ufficio stampa

Carlo Verdelli.

Verdelli terrà al guinzaglio i direttori dei telegiornali mentre il nuovo capo ufficio stampa, Luigi Coldagelli, si occuperà di controllare la comunicazione aziendale, tagliando definitivamente fuori i cosiddetti Gubitosi boys, a partite da Costanza Esclaplon, ex braccio destro del dimissionato direttore generale.
Coldagelli, che prende il posto di Fabrizio Casinelli, è stato voluto da Filippo Sensi, onnisciente e onnipresente portavoce del premier, in modo da avere il controllo totale su Viale Mazzini.
In questo modo la Rai rischia davvero di diventare l’house organ di Palazzo Chigi.
LEONE VERSO LA PRESIDENZA DI RAI CINEMA. Sistemata l’informazione a gennaio toccherà alla reti e all’area editoriale. Giancarlo Leone, indicato da molti come prossimo vice direttore generale, in realtà dovrebbe andare alla presidenza di Rai Cinema, in modo da rilanciare il settore.
Resta in sella, più forte di prima, Tinny Andreatta che alla direzione di Rai Fiction garantisce al governo la realizzazione di prodotti in linea con le indicazioni date dal premier.
Come vice, Campo Dall’Orto si limiterà a nominare uno dei suoi “amici” appena imbarcati in Rai, mantenendo così il controllo totale sull’azienda.
Spostando Leone alle produzioni cinematografiche, alla guida di RaiUno potrebbero andare Angelo Teodoli, oggi al vertice del secondo canale, o Maria Pia Ammirati, mentre a RaiTre si fa sempre più forte la voce dell’arrivo di Andrea Salerno, inventore e vero creatore del successo di Gazebo, il programma condotto da Diego Bianchi.
INDICAZIONI DEL CENTRODESTRA PER RAIDUE. Per la direzione del secondo canale la partita sarà tutta interna e dovrà tener necessariamente conto delle indicazioni del centrodestra, nella logica della spartizione che in Rai resta un dogma.
L’unica testata che entrerà a far parte di questa girandola di nomine è quella di Rai News per la quale il governo sta cercando il nome giusto.
Con molta probabilità si tratterà di un esterno, in modo da realizzare un progetto che rilanci la rete.
Insomma, con la Befana in Rai arriveranno tanti bei regali, anche se non tutti saranno soddisfatti.

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