Renzi, coalizione ampia contro Isis
MAMBO 30 Novembre Nov 2015 0937 30 novembre 2015

Renzi pensa al suo orto, Grillo marcia su Roma

Sembra occuparsi solo del Granducato di Toscana. I mille del M5s si prendono tutto.

  • ...

Mentre i sondaggi e le previsioni degli esperti (ultimo, in ordine di tempo, Ilvo Diamanti sulla Repubblica del 30 novembre), dicono che il Movimento 5 Stelle va a gonfie vele e il Pd ristagna, nel partito dei dem infuria la polemica sul segretario-premier.
La sinistra, e non solo, pensa che Renzi dovrebbe dedicarsi all’incarico di governo lasciando a un segretario a tempo pieno la cura del Pd. I seguaci del presidente del Consiglio pensano che va bene come è ora. Fra questi vi è anche chi (come Fabrizio Rondolino) propone l’ipotesi più estrema, cioè che si occupi di più del partito lasciando per alcuni giorni la settimana la cura del governo.
C'È CHI INVOCA PIÙ RENZISMO. Questa tesi ha una sotto-tesi: Renzi ha già fortemente rinnovato il Nazareno, deve quindi rinnovare (cioè procedere come uno schiacciasassi) la periferia. Il paradigma di queste suggestioni è di cultura populista - non me ne voglia Rondolino! - dove si sostiene che un popolo, per definizione normale, ha bisogno di leader eccezionali.
Poi c’è tutta la letteratura sulle grandi personalità politiche, alcuni veri e propri dittatori, secondo cui le cose che non funzionavano dipendevano dalla infedeltà dei collaboratori, dalla periferia del potere o dalla scarsa informazione del capo supremo (ah! se lo avesse saputo Lui...).
Per Renzi si applica la stessa teoria. Centro politico buono, perché se ne occupa Lui, periferia cattiva.
Il primo assunto è assolutamente infondato. Il gruppo dirigente attorno a Renzi tecnicamente non ne ha azzeccata una. Dalla Campania a Roma città, da Bassolino a Milano non c’è un solo atto o una sola dichiarazione che non abbia procurato danni.
IL PREMIER HA GIÀ LE MANI OVUNQUE. Il cerchio più ristretto attorno a Renzi sta suscitando inquietudine per quella tendenza a mettere le mani dovunque. Luca Lotti è l’uomo di Renzi e gode di cattiva fama. Anche lui, come tanti segretari di leader, si atteggia a statista ma in tanti gli hanno già preso le misure.
Poi vogliamo parlare della Serracchiani? Si può dire che solo la Boschi, dell’entourage di Renzi, ha un’immagine ancora spendibile e appena offuscata dai boatos attorno alla banca del padre.
Per tutto il resto il Nazareno risanato assomiglia alla corte di Craxi, ai Lothar di D’Alema (e Rondolino sa a che mi riferisco) eccetera, eccetera.
Anche la tesi che la periferia sia infetta è discutibile. Quel che resta del Pd è lì. Molte leadership godono in periferia di consensi larghi.
Piacciano o no De Luca, Bassolino, Emiliano hanno voti. Senza quei voti e quelle tessere Guerini e soci andrebbero a ramengo. Quando la periferia “infetta” si è ribellata, Renzi ha perso le elezioni, remember Emilia Romagna?
È evidente che c’è un problema che riguarda il Pd, ma tutto il partito, non la sua periferia.
UNA VISIONE TROPPO TOSCANO-CENTRICA. Il Pd è nato dopo lo scioglimento di Ds e Margherita come la federazione dei partiti personali a cui si è aggiunta una quota di “nativi”, come li ha chiamati Pierluigi Bersani.
Strada facendo molti nativi sono entrati nelle correnti, molte correnti si sono liquefatte, pensate a quella di Orfini, altre si sono consolidate. Su tutte si è imposta la corrente personale del segretario-premier, onnipotente e prepotente.
Con tutta evidenza a Renzi e ai suoi interessa solo il Granducato di Toscana. Solo che l’Italia fu unificata dai torinesi, con l’apporto militare di Garibaldi, con le idee di Mazzini e la diplomazia di Cavour. Siamo sempre fra la Liguria e la Savoia con punte uruguage.
Firenze, pur molto bella, non è politicamente l’Italia, non lo è mai stata in tutte questi decenni che ci separano dalla vittoria risorgimentale. Difficilmente un Paese che non ha retto il prepotere dei romani, dei lombardi, degli avellinesi potrà accettare il dominio dei toscani.
Renzi non lo sa, ma Grillo sta marciando sulla linea Roma-Firenze con i suoi. Sono i suoi Mille mentre il Granducato ha banche, enti, direttori di giornali ma non ha truppe.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso