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LETTERA 1 Dicembre Dic 2015 1906 01 dicembre 2015

Biancofiore: «I miei successi ammazzati dai big di Forza Italia»

La deputata scrive in risposta a L43: «In Trentino ho portato risultati. Ma mi hanno fatta fuori»

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Michaela Biancofiore e Silvio Berlusconi.

Caro direttore,

ho letto con sorpresa quanto riportato sul suo autorevole sito, dal giornalista Carlo Cattaneo (pseudonimo?), in merito a un mio presunto 'Flop elettorale' in Trentino Alto Adige.
Sarebbe opportuno che un giornalista che ha la fortuna di scrivere su un sito importante com'è Lettera43.it verificasse le notizie inesatte ricevute, magari rivolgendosi direttamente a coloro che vengono ingiustamente investiti dai livori di taluni.
Non mi sono mai occupata delle elezioni amministrative del Trentino Alto Adige del 2015 e sono stata contraria a tutte le decisioni assunte dal coordinamento nazionale in merito alle elezioni provinciali 2013, nelle quali ho messo a disposizione la mia esperienza e ho cercato di traslare i miei voti solamente per i quattro candidati espressione di Forza Italia: Lillo, Borin, Janes e Caser.
Di questo mio totale disimpegno c'è testimonianza nelle plurime note scritte al presidente Silvio Berlusconi e nell'ordine ai suoi massimi dirigenti: Giovanni Toti, Deborah Bergamini, Maria Rosaria Rossi.
Nonché nella mia totale assenza nelle liste del 2013 e nelle controversie finite anche sulla stampa con l'allora coordinatore regionale Enrico Lillo che nemmeno inserì l'unico parlamentare del Trentino Alto Adige nel coordinamento regionale.
Questo ovviamente dopo essere stato nominato coordinatore per mia intercessione col presidente Berlusconi al quale per la verità avevo fornito 3 curricula sottolineandogli il fatto che Lillo era il meno berlusconiano di tutti, vi è testimonianza diretta della collega Giammanco.
Ma si sa, come ci hanno insegnato amici comuni ispirandosi ad Andreotti, la gratitudine è il sentimento della vigilia.


Ciò premesso vorrei che chi ci legge, giornalista Cattaneo compreso, potesse prendere nota dei miei numeri e dei miei successi elettorali, affinché si finisca una volta per tutte di diffamare non la persona Michaela Biancofiore, ma un lavoro riuscito, forse unico in Italia, costato molto sacrificio e dolore.
Sono stata la prima donna a concorrere a un congresso provinciale di Forza Italia nel marzo 2003 e l'ho vinto col 95,3% delle preferenze degli aventi diritto al voto - e all'epoca di Scajola - cioè della traversata nel deserto: si trattava di congressi seri.
A ottobre dello stesso anno, alle provinciali 2003, il partito prende un solo punto percentuale in più rispetto al 1998, ma io conseguo il record di preferenze mai preso da un esponente di Forza Italia dal 1994, ovvero 3.680 preferenze su poco più di 5 mila voti di lista.
Nel 2005, a due anni circa dal mandato datomi dai tesserati, la Forza Italia da me guidata è il perno sul quale si costruisce la vittoria per la prima volta nella storia del centrodestra del governo della città di Bolzano.
Forza Italia balza al 10% nel comune capoluogo (aveva il 4% diventato il 7% con il Ccd nel 1998), lo stesso dato della Lega Nord del maggio scorso, consegue 5 eletti ed è l'unico partito che risulta in crescita in tutto il panorama politico altoatesino, gruppo tedesco compreso.
Testimonianza ne è la prima pagina del quotidiano Alto Adige che ha messo una sola freccetta verde in su per i partiti, quello da me guidato.
Non solo, un famoso vignettista fece una memorabile vignetta al ballottaggio nel quale mi disegnò come Biancaneve che si portava dietro i 7 nani, ovvero i 7 voti di differenza con i quali avevamo vinto al ballottaggio.
Ero l'unica assieme ai miei ragazzi che credeva nella vittoria nonostante l'appoggio della Svp al ballottaggio al candidato del Pd.
Solo dopo la vittoria, perché di concludere con un comizio era stato ovviamente sconsigliato dalla dirigenza nazionale di Fi che confidava in un'ennesima sconfitta vista la débâcle delle regionali, venne Berlusconi a festeggiare nella piazza storica degli italiani - piazza della Vittoria - annunciando urbi et orbi che mi avrebbe portato a Roma forte dei miei successi.
Così fece nella mia incredulità, candidandomi alle elezioni politiche del 2006 - elezioni politiche perse dal centrodestra - come si ricorderà, alle quali la Forza Italia da me guidata ha conseguito un risultato record con ben il 2,7% in più rispetto a qualsiasi provincia italiana e soprattutto compiendo il sorpasso storico di An che era il partito enclave degli italiani: Fi Alto Adige 30.323 voti pari al 9,75% e An 21.366 voti pari all'8,14%.


Si penserà che grazie a questi risultati avrei meritato una promozione e magari un ruolo nazionale immagino.
Invece no, a ottobre dello stesso anno a causa dell'attività denigratoria e per l'invidia dei soliti dirigenti nazionali che poi hanno tutti tradito Berlusconi, sono stata commissariata, la mia Regione è stata sacrificata sull'altare della fantasiosa idea che la Svp se io fossi stata rimossa avrebbe fatto cadere il governo Prodi.
E tutti sappiamo come sono andate viceversa le cose.
Da allora si sono avvicendati 5 commissari in Trentino Alto Adige tornati tutti a Roma a dire che Fi lì ero io e soprattutto che avevo ragione sulla linea politica, ma nell'ordine Bondi, Cicchitto, Verdini e Alfano mi volevano fuori e avevano impiantato nella testa del presidente che la Svp, alleata del Pd dal 1994 a causa della nostra alleanza con l'ex Msi, non era in coalizione a causa mia.
Tanto da candidarmi nel 2008 in Campania invece che nel mio Trentino Alto Adige nel quale rappresentavo l'unica speranza per gli italiani.
Il risultato delle elezioni politiche che comunque vincemmo in Italia fu disastroso nel mio Trentino con gente catapultata dal Friuli e dalla Lombardia e il più detestato di tutti, ma gasparriano di ferro, punta di diamante locale: Pdl -3,85 % rispetto alla somma Fi e An del 2006 .
Nonostante questo trattamento per tirare i candidati di Fi alle elezioni regionali 2008 vengo candidata capolista su proposta di La Russa con dietro tutti gli An affinché li 'tirassi' come si dice in gergo e solo al quinto posto uno di Fi , l'allora mio braccio destro Maurizio Vezzali.
Verdini mi disse testualmente che ero una «cogliona» e che nessuno di Fi sarebbe stato eletto.
Così non fu, io presi 10.555 preferenze, cioè più del doppio del 2003 e Maurizio Vezzali venne eletto ammutolendo tutti e scalzando un professionista delle preferenze di An.
Per amore del movimento e di Berlusconi al quale mi lega ancora un profondo affetto, su proposta paradossalmente di Bondi e Verdini, vengo candidata alle Europee del 2009 per contravvenire alla querelle sulle attricette inserite ad arte nelle liste, questione sollevata come si ricorderà dalla signora Veronica Lario.
Conseguo 29 mila preferenze nella mia regione, dato mai conseguito da nessuno, e 33 mila in tutto il Nord Est e risulto la prima dei non eletti al parlamento europeo.
Il Pdl da me guidato supera il Pd in Regione, il centrodestra torna a essere il primo schieramento.
Per contrapposizione di Bondi, Verdini e Gasparri non mi viene comunque restituito l'onore e arriva Fitto come commissario che spacca ulteriormente il partito provocando la diaspora di tutti i consiglieri regionali eletti che hanno poi fondato partiti personali, ormai troppo in voga.


Nel 2013, nella generale sudditanza della stragrande maggioranza della classe dirigente del Pdl-Forza Italia ad Alfano re, sono stata una delle poche sostenitrici della necessità di puntare ancora una volta su Berlusconi, forse perché facendo ancora la spesa da sola al supermercato e frequentando poco i salotti del politically correct, sapevo e sentivo che il popolo di centrodestra voleva ancora lui e non il Monti di turno.
Ovviamente Alfano mi detestava palesemente tanto da arrivare assieme a Verdini a non ratificare la mia nomina scritta e autografa da parte del presidente a commissario straordinario del Trentino Alto Adige per la gestione delle elezioni politiche.
Cosa che ho poi fatto ugualmente per abnegazione e per oggettiva mancanza di chi se ne potesse occupare e per ringraziare Berlusconi di avermi rimessa capolista nella mia regione.
Da allora, considerata l'impossibilità di Berlusconi di prevalere su una sua classe dirigente che mai ha lavorato nell'interesse della gente e del partito e che poi ha dimostrato di essersi servita di Berlusconi mai di averlo servito, ho progressivamente abbandonato il mio ruolo ufficioso di responsabile del Trentino Alto Adige con il risultato del 2,5% altoatesino alle Provinciali 2013 e del 3,7% del Trentino (dato molto più grave perché il Trentino non è diviso in gruppi etnici) al 3,6% delle ultime amministrative che è tutto da ascrivere alla distruzione progressiva del mio lavoro portato avanti da sedicenti dirigenti nazionali senza un voto proprio e che mai hanno fatto una campagna elettorale sottoponendosi al giudizio degli elettori e sul territorio all'inesistenza di una linea politica Lillo e al grigiore del personaggio che con lo sforzo di un ciclope sono riuscita a far conseguire 1.200 preferenze alle provinciali diventati poi con le sue sole forse 209 voti da capolista alle ultime amministrative, cioè meno 1.000 preferenze.
Tutto questo, direttore, a onor del vero e dati alla mano certificati dall'archivio elettorale del ministero dell'Interno.
I miei successi - che erano i successi di Forza Italia dovuti alla più pura applicazione del berlusconismo nella regione da me guidata - follia, stile e linea, paradossalmente, assassinati dagli stessi plurimi plenipotenziari di Berlusconi. Nonostante tutto mi sento di dirle che Forza Italia non è destinata a sparire se Berlusconi avrà la capacità di riconoscere chi merita la sua fiducia ma soprattutto quella del nostro elettorato che è ancora lì ad attendere un descamisado o una descamisada, che sappia sporcarsi le scarpe e abbia il coraggio di gettare il cuore oltre gli ostacoli - parafrasando il mio libro -, guidando la ripartenza come ha fatto Matteo Salvini con la Lega Nord. Ogni crisi è un'opportunità, come si suol dire.
Nel ringraziarla per lo spazio che vorrà offrirmi, le porgo i miei più distinti saluti

Michaela Biancofiore

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