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PROFILO 1 Dicembre Dic 2015 1842 01 dicembre 2015

Francesca Balzani, sale la nuova opzione per Renzi a Milano

Genovese. Tributarista allieva di Uckmar. Diventata vice sindaco nel luglio 2015. Dalla Rete di Orlando al salvataggio de l'Unità nel 2001: chi è la candidata di sinistra che insidia Sala.

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Francesca Balzani.

Quando partì da Genova per andare a fare l'assessore al Bilancio a Milano, i colleghi di partito e le malelingue della città ligure capirono subito che Francesca Balzani non si era spostata a caso.
Anzi, in tanti ancora adesso, a microfoni spenti, spiegano che questo avvocato nato a Genova il 31 ottobre del 1966, trasferendosi in piazza della Scala, sotto le guglie della Madonnina del Duomo, avrebbe ancora di più allargato il suo raggio di potere nei salotti della borghesia milanese.
Quella che dal Mar Ligure aveva conosciuto solo durante un master all'Università Bocconi o tramite il suo lavoro di legale esperto in materie tributarie.
NOME BUONO PER IL 2016. È suonato strano a tanti che Matteo Renzi, premier e segretario del Partito democratico, in un retroscena prima dell'estate sul Corriere della sera ammettesse di non conoscerla.
Era un nome 'importante' che già all'epoca il sindaco Giuliano Pisapia propose come possibile candidato alle amministrative del 2016.
STUDIO LEGALE INFLUENTE. Del resto Renzi proprio nel 2015 ha avuto uno scambio epistolare con Victor Uckmar, decano dei giuristi tributaristi italiani, nonché professore e maestro di Francesca e di suo marito Francesco Tundo, titolare dello Studio Tundo.
Il presidente del Consiglio rispose a Uckmar - che gli aveva fatto presente che il sistema tributario italiano era allo sfascio - promettendo un cambio di mentalità in materia fiscale da parte dell'esecutivo.
Non è chiaro come i due siano rimasti, né se ci siano stati altri contatti.
PISAPIA LA PORTA DAL PREMIER. Di fatto però adesso i destini di uno degli avvocati più ricchi e potenti in Italia potrebbe di nuovo incrociare la strada dell'ex rottamatore fiorentino, ancora poco avvezzo ai salotti della borghesia del Nord.
Proprio Pisapia è pronto a portare a Renzi la Balzani come possibile candidato sindaco di Milano nei prossimi giorni a Roma, forse già mercoledì 2 dicembre.
ORA VACCILLA IL PIANO SU SALA. E il presidente del Consiglio potrebbe vacillare nelle sicurezze con cui fino a questo momento ha portato avanti la candidatura di Giuseppe Sala, l'amministratore delegato di Expo 2015, stoppato nella sua corsa verso Palazzo Marino dal movimento arancione di Pisapia, che lo ha definito «divisivo».
La frase «Balzani chi?» infatti sembra poco consona a questo pezzo da novanta tra gli esperti di fisco in Italia, una materia per pochi, perché dopo Uckmar nel nostro Paese di competenti ci sono solo l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, con cui il professore genovese ha sempre polemizzato, e Vincenzo Visco, altro ex ministro ma di sinistra, spesso d'accordo invece con il principe del foro genovese.

Uckmar, amico sia di De Benedetti sia di Berlusconi

Victor Uckmar.

Uckmar, profilo defilato proprio come quello della sua allieva Balzani, vuole dire tutto in Italia.
Amico di Carlo De Benedetti, ma in buoni rapporti pure con Silvio Berlusconi, per 20 anni nella commissione sui bilanci delle società di calcio di Serie A, presidente di svariate associazioni di commercialisti, è conosciuto e stimato nei salotti milanesi, di destra e di sinistra, dove spesso i soldi non hanno colore.
CON GLI AVVOCATI DEL CAV. Se da un lato può ascoltare De Benedetti che presenta la sua biografia, dall'alro si permette di difendere Matteo Marzotto dal reato di evasione fiscale insieme con i penalisti Niccolò Ghedini e Piero Longo, avvocati storici dell'ex Cavaliere.
ENDORSEMENT DA DALAI. E dall'altro ancora può essere il presidente del collegio dei liquidatori de l'Unità, il quotidiano di Antonio Gramsci che nel 2001 rischiava di chiudere: fu proprio la Balzani a seguire dal punto di vista giuridico l'entrata dell'editore Alessandro Dalai insieme con una cordata di imprenditori per salvare il quotidiano.
Editore milanese che proprio nelle ultime ore ha dato il suo endorsement alla bella Francesca.
IL MARITO STIMATO A MILANO. Il marito Francesco Tundo è laureato in Bocconi e insegna all'Università di Bologna.
Viene spesso ascoltato dai giornalisti come esperto in materia fiscale.
A Milano è molto apprezzato e stimato.
La Balzani, genovese come le origini di Letizia Moratti, ha speso una vita fra impegno politico e numeri.
Nacque politcamente con la Rete di Leolunca Orlando e Nando Dalla Chiesa, dalla forte impronta anti-mafiosa, ma si avvicinò alla sinistra proprio dopo il salvataggio de l'Unità.
LANCIATA DALLA VINCENZI. Poi è entrata in Carige, la banca per eccellenza della Liguria, quindi è stata lanciata dall'ex sindaco di Genova Marta Vincenzi per sanare i conti della vecchia giunta Pericu: tagliò tanto e riscosse successi.
Nel 2009 è entrata al Parlamento europeo (col Pd) come membro delle Commissioni bilancio, controllo del bilancio, commercio internazionale e trasporti.
Importante è stata anche la nomina (2011) a Relatore generale al bilancio europeo 2012.

Nel 2015 la scalata di Francesca a Palazzo Marino

Giuliano Pisapia e Francesca Balzani.

Il resto è storia recente.
Prima assessore al Bilancio, successivamente incarico come presidente della Commissione finanza locale Anci nazionale e, infine, vice sindaco da luglio 2015.
Il suo sembra il ritratto perfetto per ricoprire il ruolo di “amministratore delegato” di una realtà complessa come Milano.
Donna di sinistra, non renziana, lontana dagli eccessi estremistici di alcuni sostenitori di Pisapia, piace sia ai poteri forti (già simpatizzanti del sindaco arancione) sia alla borghesia illuminata e laica che, storicamente, incarna lo spirito della città.
DALLA CHIESA STA CON LEI. Ha amicizie trasversali.
Dalla Chiesa, ex candidato sindaco di Milano nel 1993, simbolo di una certa sinistra milanese ora vicina a Pierfrancesco Majorino, altro candidato alle primarie, l'ha appoggiata nel 2009 e la descrisse così in un post di qualche anno fa: «Ho conosciuto Francesca quando, ragazza, fu attratta dal progetto-utopia della Rete. L’ho poi seguita nei suoi successi professionali: lo studio Uckmar, la soluzione (che tutti ritenevano impossibile) della vicenda finanziaria della vecchia Unità e la rinascita del giornale, il consiglio di amministrazione della Carige e infine la nomina da parte di Marta Vincenzi, come tecnico indipendente, ad assessore al Bilancio del Comune di Genova. L’ho seguita però soprattutto nella sua vicenda umana: il matrimonio con Francesco Tundo, mio allievo in Bocconi, poi anche lui simpatizzante della Rete, ora affermato commercialista e tributarista a Milano nonché docente universitario a Bologna».
SMARRIMENTO AL CENTRO. Insomma, la Balzani non è un personaggio di poco conto.
E issare, idealmente, la bandiera democratica sopra il Duomo rappresenta un’occasione golosa, troppo golosa, per Matteo Renzi, per di più con una donna.
Infatti, come insegnava il manuale Cencelli, il sindaco di Milano ha lo stesso peso di un ministro di prima fascia.
Motivo per cui (a proposito di democristiani) si guarda con interesse a ciò che accade al centro.
Perché se il vecchio centrodestra, inteso come coalizione, appare al momento impantanato, il Nuovo centrodestra (inteso come partito) non se la passa certo meglio.
PASSERA-NCD IN FUMO. Anzi, suggeriscono i ben informati che si è tenuto un incontro fra l’ex ministro Corrado Passera e una delegazione di dirigenti lombardi Ncd.
Esito finale tutt’altro che positivo. Chissà che proprio la Balzani non riesca nell'operazione che fu di Pisapia nel 2011: unire la borghesia illuminata del centro con la sinistra dei movimenti del capoluogo lombardo.

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