Raid Russi Siria 151006163810
L'ULTIMO MARXIANO 1 Dicembre Dic 2015 0910 01 dicembre 2015

Il terrore jihadista, alleato migliore del capitalismo

Con la scusa della lotta all'Isis l'Occidente si sente legittimato a usare metodi terroristici.

  • ...

Raid russi in Siria.

Intanto procedono le operazioni militari e i piani per i prossimi bombardamenti umanitari.
Occorre fermare il terrorismo, si dice. Anche a costo – questo il “non detto” – di massacrare innocenti in Siria. In nome della lotta al terrorismo e della difesa dei diritti umani, tutto diventa possibile. Basterebbe avere letto Le categorie del politico di Carl Schmitt per saperlo: «L'umanità è uno strumento particolarmente idoneo alle espansioni imperialistiche ed è, nella sua forma etico-umanitaria, un veicolo specifico dell'imperialismo economico». Non lo si potrebbe esprimere meglio.
I «MISSILI UMANITARI» DELL'OCCIDENTE. Ha solennemente annunciato Obama, con l’usuale tono di chi si sente portatore di una special mission cosmico-storica: «Distruggeremo terroristi senza rinunciare ai nostri valori». Peccato che questi fantomatici valori si rivelino troppo spesso anch'essi terroristici, soprattutto quando vengono esportati a suon di bombe e missili, sia pure presentati rigorosamente come «bombe intelligenti» e «missili umanitari».
Il terrore si dice e si pratica in molti modi. E spesso la guerra contro il terrore diventa l’alibi per agire in forma terroristica. Peccato che poi l’indignazione verso il terrore sia a corrente alternata, chissà perché: i morti di Francia destano – giustamente – commozione e indignazione; quelli di Siria lasciano indifferenti, come se, in fondo, fossero solo effetti collaterali o incidenti di percorso.
Chi non lo sa? Si era deciso di bombardare il Paese in questione già da tempo: la Siria figurava già dal 2001 nella lista di proscrizione dell’«asse del male» degli «Stati canaglia». Si è trovato, in ultimo, il casus belli per attaccare con bombe “umanitarie” e “intelligenti”.
La democrazia ancora una volta si esporta, e i metodi con cui la si esporta sono difficilmente qualificabili come democratici. Addirittura può sorgere l’inconfessabile sospetto che l’esportatore, a furia di esportare, resti privo della materia prima in casa propria.
Si è capito, comunque. È chiaro, almeno per chi non sia succube del vitreo teatro delle ideologie e del “si dice” amministrato dalla fabbrica dei consensi televisiva e giornalistica.
TUTTI CONCENTRATI SULL'ISLAM, NON SUL MERCATO. Da qui fino a chissà quando si parlerà solo, genericamente, di terrorismo islamico - categoria vaga e generica, peraltro - e non si spenderà più una parola sul fanatismo economico e le sue contraddizioni, sulle manovre 'riformistiche' che rimuovono i diritti e decompongono il mondo del lavoro, sulla precarizzazione delle esistenze e dei contratti. Insomma, non si discuterà più di quel terrorismo che si chiama violenza dell'economia.
Per i giovani disoccupati e a tempo determinato, per gli sfruttati e per gli esclusi, ossia per quanti quotidianamente subiscono sulla loro carne viva il terrorismo del sistema chiamato capitalismo, si è stabilito che il nemico da cui devono guardarsi e contro cui eventualmente devono armarsi è l’islam, identificato con il terrorismo e con le stragi.
Sulla sua pagina Facebook, la guida del Carroccio addirittura si avventura a porre questioni parafilosofiche: «La domanda è: questo Islam è compatibile con la Democrazia?».
Ovviamente, la domanda che non si solleva e che, a maggior ragione, dopo gli attentati, non si solleverà ancora per parecchio tempo, resta la seguente: il mercato sovrano è compatibile con la democrazia?

Articoli Correlati

Potresti esserti perso