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PRESSING 2 Dicembre Dic 2015 1910 02 dicembre 2015

Crisi dei migranti, il Nord Europa vuole 'cacciare' di nuovo la Grecia

«Atene non controlla le frontiere». Il Nord minaccia di buttarla fuori da Schengen.

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Prima fuori dall'euro. Ora fuori da Schengen. La Grecia per molte cancellerie europee è di nuovo un fardello di cui si farebbe volentieri a meno. Nelle ultime settimane, dopo che la crisi dei migranti ha messo in difficoltà anche Paesi con alti standard di accoglienza come Svezia e Germania, secondo almeno quattro alti funzionari europei, l'Unione ha minacciato più volte Atene di escluderla dallo spazio Schengen.
NO ALLA MISSIONE FRONTEX. La Grecia infatti avrebbe rifiutato l'aiuto di una missione Frontex per il controllo della frontiera con la Macedonia. E non avrebbe nemmeno seguito il suggerimento dell'Unione di chiedere il supporto della protezione civile Ue. Mentre l'istituzione di hotspot, cioè di centri di identificazione dei migranti sotto la supervisione dell'Ue, che Bruxelles ha chiesto a Italia e Grecia, è lungi dall'essere completata. E i ricollocamenti sono fermi a quota 30. L'Italia del resto non ha fatto molto meglio, ma tant'è. L'ipotesi di escludere la Grecia dallo spazio Schengen, secondo quanto riferito dal Financial Times, sarebbe allora iniziata a circolare tra le cancellerie europee, come misura ultima per convincere Atene ad agire. E sarebbe stata ventilata al governo di Alexis Tsipras anche da Jean Asselborn, il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Paese che ha la presidenza del semestre europeo.
700MILA ARRIVI IN DIECI MESI. La Grecia non riesce a far fronte ai 700mila migranti che sono arrivati sulle sue isole nell'ultimo anno. Per giungere a Lesbo, Chios, Kos, basta percorrere pochi chilometri di mare che separano le terre greche dalla Turchia. Pochi mesi fa il direttore dell'Unesco per la Grecia raccontava a Lettera43.it che il governo non aveva apportato nessun piano complessivo per gestire l'emergenza. E che le strutture gestite dalla organizzazione delle Nazioni Unite che avrebbero potuto ospitare i profughi non erano nemmeno state consultate. Ma era agosto. Ora è pieno inverno. E in una lettera al presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, il commissario Ue alla salute, Vytenis Andriukaitis, ha parlato di una situazione disperata: persone che muoiono per la mancanza di tende e coperte.

Germania e Austria pronte a 'togliere il passaporto Ue' ai greci

Migranti sbarcati sull'isola di Lesbo.

La Commissione Ue aveva proposto alla Grecia di inviare 400 agenti di Frontex per il controllo della frontiera settentrionale con la Macedonia. Dove sono state sfondate le frontiere. Atene ha risposto con una lettera in cui lamentava che il mandato all'Ue era troppo ampio. E andava ben al di là della registrazione dei migranti, l'obiettivo dichiarato degli hotspot. Senza la richiesta esplicita del governo di Atene, il meccanismo non può ovviamente essere messo sul campo. Un funzionario del governo, interpellato da Ft, ha dichiarato che la questione è stata trascinata in nome di una legge che prevede che solo i greci possano controllare le proprie frontiere. Dopo l'articolo del quotidiano della City, la notizia è stata confermata da numerose fonti diplomatiche europee. E anche dal ministro greco per l'immigrazione, Ioannis Mouzalas.
Ma a quanto pare la missione di Frontex è marginale. L'accusa principale che l'Ue muove alle autorità greche è che col pretesto di non essere in grado di gestire da sola i flussi, si sia limitata ad organizzare i trasferimenti dei migranti arrivati sulle sue coste verso la frontiera con la Macedonia, favorendo il movimento di massa, senza controlli, verso il nord Europa.
INTENSA PRESSIONE SU ATENE. La Grecia, ha dichiarato Mouzalas, è ingiustamente sottoposta ad un' «intensa pressione» da parte di alcuni paesi europei. Il ministro ha smentito prò che ci sia stato un avvertimento ufficiale. E ha messo in guardia che «la Grecia è l'inizio del corridoio, ma la porta è in Turchia» e quindi «è impossibile controllare i flussi dalla Grecia».
Le pressioni arrivano dai Paesi del corridoio Mitteleuropeo: Germania, Austria, Slovenia e Croazia. Ma sono sostenute anche da Belgio, Olanda, e Lussemburgo. La Francia nicchia. Del resto sarebbe la prima volta dal 1985. E a farne le spese sarebbero ancora una volta i cittadini greci. Gli stessi che sono stati isolati dal congelamento dei depositi delle banche. E a cui ora verrebbero chiuse le frontiere europee in faccia. Mentre paradossalmente i migranti continuerebbero la loro marcia di terra, indifferente alle barriere della legge comunitaria.
La base legale per una tale iniziativa è l'articolo 26 del Codice Schengen. Ma l'iter in realtà non è nemmeno aperto.
DOCUMENTO PER IL VERTICE DI VENERDÌ. La condizione è «evocata per allusioni» in un documento su Schengen che la presidenza lussemburghese sta finalizzando, in vista del consiglio Interni di venerdì 4 dicembre. «Un riferimento estremamente ellittico», viene definito.
Ma intanto la tensione è salita fino ad un incontro bilaterale ai margini del vertice Ue-Turchia tra Juncker e il premier Alexis Tsipras. Che ha mosso le acque. Il governo ellenico durante il viaggio del ministro degli Esteri lussemberghese ha definito le task force per ogni isola, ha aperto l''hotspot' del Pireo. E Atene ha fatto sapere che chiederà il pattugliamento di Frontex alle frontiere con la Macedonia entro il fine settimana.

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