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DIPLOMAZIA 2 Dicembre Dic 2015 1419 02 dicembre 2015

Nato, le tappe dell'espansione dell'Alleanza atlantica

La Nato invita il Montenegro a unirsi all'Alleanza. Per allargare ulteriormente la sua influenza a Est. Le tappe di un'espansione iniziata dopo la Guerra Fredda.

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I ministri degli Esteri dei Paesi membri della Nato hanno ufficialmente invitato il Montenegro a entrare nell'Alleanza Atlantica. L'ingresso del piccolo Stato balcanico porterebbe a 29 il numero delle nazioni appartenenti al Patto stipulato nel 1949 in funzione anti-sovietica.
La Nato riconferma così la sua politica delle porte aperte, ribadendo un tentativo di espansione che nell'attuale congiuntura storica rischia di allontanare la Russia di Putin proprio quando il conflitto siriano necessita di unità d'intenti.
Restano ancora fuori Georgia, Bosnia e Macedonia, i tre paesi candidati verso i quali viene comunque riconfermata la dichiarazione di Bucarest, che nel 2008 aprì le porte all'ulteriore allargamento della Nato nell'Est europeo.
«RISPOSTE DALLA RUSSIA». La Russia ha subito reagito alla mossa della Nato, dichiarando attraverso il portavoce di Vladimir Putin che «la continua espansione della Nato verso Est, di certo, non può che portare ad azioni di risposta da parte russa» per motivi di sicurezza.
Il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltemberg ha subito cercato di raffreddare gli umori di Mosca, auspicando che torni a riunirsi il Consiglio Nato-Russia come «strumento di impegno politico». Il tavolo di dialogo tra i due antichi rivali è fermo da dopo l'annessione della Crimea, ma ufficialmente non è mai stato chiuso.

L'espansione della Nato: un pezzo di Europa alla volta

Dopo la Croazia e l'Albania, entrati nel 2009, il Montenegro potrebbe essere il terzo Stato dei Balcani Occidentali ad aderire all'Alleanza Atlantica, e l'ultimo tassello di un lento allargamento iniziato con la fine della Guerra Fredda.
Dalla caduta dell'Unione Sovietica nel 1991 la Nato - che tramite il presidente Bush Senior aveva assicurato al segretario del Partito comunista Gorbacev che l'Alleanza non si sarebbe allargata a Est – inizia Paese per Paese ad allargare il club.

Le tappe dell'espansione della Nato.

Nel 1999 Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca hanno aderito al Patto Atlantico. Nel 2004 è stata la volta di Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria e Romania. Tredici anni dopo la caduta dell’Urss il numero di Stati membri passa da 16 a 26, e i nuovi arrivati sono tutti Paesi dell’Europa Orientale o Centrale.
Dopo l’allargamento del 2004, nel 2009 Croazia e Albania entrano nell’alleanza.
UNA MINACCIA PER LA RUSSIA. Dal punto di vista della Russia, la cui paura di essere accerchiata affonda le radici nella sua storia, l'allargamento della Nato rappresenta una minaccia.
Il Paese governato da Vladimir Putin negli anni 2000 non è più quello uscito debolissimo dalla fine della Guerra Fredda, e quando si è iniziato a parlare anche di Ucraina e Georgia come futuri membri (direttamente confinanti con la Russia), Mosca ha alzato la voce. È dopo la proposta europea all'Ucraina e la rivoluzione di Piazza Maidan, infatti, che le truppe filo-russe hanno deciso di intervenire in Ucraina orientale, crisi che ha portato alla secessione della Crimea.

La Nato torna nei giochi: l'alleanza con la Turchia

L'invito al Montenegro, la cui importanza geo-politica è minima, arriva in un momento critico.
Il ruolo dell'Alleanza Atlantica è tornato alla luce dopo l'abbattimento di un jet russo da parte della Turchia, membro del Patto e secondo esercito per potenza dopo gli Usa.
L'INCIDENTE CON ANKARA. Se da una parte la Francia ha rinsaldato i legami con Mosca dopo gli attentati di Parigi, dall'altra l'incidente diplomatico con Ankara ha riportato all'attualità la questione dell'Alleanza Atlantica. I Paesi firmatari del Patto hanno l'obbligo di schierarsi a difesa di un loro membro, la Turchia, il cui ruolo nel conflitto siriano viene ampliamente criticato da tutti gli osservatori internazionali.
ERDOGAN, ALLEATO SCOMODO. Il presidente Erdogan è un alleato scomodo, che per gli attuali interessi occidentali in Medio Oriente rappresenta più un ostacolo che un aiuto.
Invece che sminuire questa partnership contraddittoria, la Nato con l'allargamento al Montenegro non fa altro che inimicarsi una Russia di cui in questo momento avrebbe bisogno per risolvere il groviglio siriano.

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