Isis 151130190808
INTERVISTA 2 Dicembre Dic 2015 1030 02 dicembre 2015

Sayed Kazimi: «Afghanistan nella morsa dell'Isis»

Lo Stato Islamico si è già ramificato in 10 regioni. E recluta sempre più talebani. Il giornalista Kazimi: «No al disimpegno». Renzi: «Restiamo anche nel 2016».

  • ...

Dall'inizio dell'anno centinaia di migliaia di afghani si sono messi in marcia verso l'Europa, soprattutto verso la Germania che ha aperto le frontiere ai profughi.
La cancelliera Angela Merkel ha privilegiato i «siriani che scappano dalla guerra», poi in un'intervista ha detto «nessun limite ai profughi». Ma l'ondata di arrivi e le critiche interne hanno provocato una retromarcia della sua controversa politica d'accoglienza.
Siriani sì e afghani no. Con questi ultimi da espellere dopo aver affrontato (anche minorenni) un viaggio di migliaia di chilometri.
LA MINACCIA TALEBANA. Oltre a spingere l'Ue all'accordo con la Turchia ambigua nei confronti dell'Isis, Berlino progetta di rimpatriare migliaia di afghani, terza nazionalità di richiedenti asilo in Europa nel 2015, scelta alla quale si è accodata anche la Norvegia.
Secondo il ministero dell'Interno tedesco, «in Afghanistan ci sono zone sicure» e inoltre «Kabul riceve molti aiuti allo sviluppo», dunque gli afghani sarebbero migranti economici e non profughi: un quadro paradossalmente smentito anche dai diplomatici tedeschi in Afghanistan, secondo i quali la «minaccia talebana è più alta ora che nel 2001».
MISSIONE ITALIANA PROLUNGATA AL 2016. Sayed Abbas Kazimi, giovane vicedirettore dell'edizione online del principale canale all news afghano Tolonews, spiega a Lettera43.it che «l'Isis si è già ramificato in 10 regioni» e che «per la popolazione esistono pericoli concreti anche da parte altri gruppi integralisti». Per questo invita l'Occidente a evitare un «ritiro improvviso dei contingenti» (il primo dicembre Renzi ha annunciato il prolungamento della missione italiana anche al 2016, ndr).
Con altri giornalisti e dipendenti dell'emittente, Kazimi è diventato un «obiettivo militare» dei talebani per aver riportato le atrocità della loro recente offensiva a Kunduz.
A 25 anni è venuto per la prima volta in Europa per il seminario sulla stampa di Redattore sociale, in Italia, e per impegni in Belgio. Avrebbe potuto chiedere asilo ma ha deciso di tornare a rischiare la vita in Afghanistan per un'informazione libera.

Il giornalista afghano Sayed Abbas Kazimi (Redattore sociale).

DOMANDA. Di quanti afghani avete notizia nell'ultima ondata di migranti dai Balcani?
RISPOSTA.
Sono numeri indicativi, da verificare con i governi europei. A noi risultano partiti circa 160 mila afghani nel 2015. In gran parte erano diretti verso la Germania, il Paese europeo che in passato li ha accolti di più.
D. Cos'è successo in questi mesi?
R.
Alcuni non sono mai arrivati, contiamo diversi morti al passaggio tra l'Iran e la Turchia, e poi nei naufragi verso la Grecia.
D. Nei Balcani diversi raccontavano di essere afghani, e di voler andare nel Nord Europa.
R.
Ma dalla Germania programmano di rispedire indietro gli afghani e anche la Norveglia è pronta alle espulsioni dei nostri connazionali. Sostengono che in Afghanistan ci sono luoghi sicuri e che Kabul riceva dall'estero sufficienti fondi allo sviluppo.
D. È vero?
R.
Sì, ma il problema di base, dall'intervento internazionale, non è di natura economica. C'è molta corruzione e, in linea di principio, si è investito solo a breve termine, in aiuti momentanei e non in progetti di lunga durata, per esempio, in sostegno alle donne.

D. Lo stato dell'informazione è migliorato dopo la guerra degli Usa?
R.
Abbiamo un'informazione più libera e questo è stato un progresso. Tolonews ha raccontato in esclusiva delle studentesse stuprate dai talebani nell'ostello universitario di Konduz e siamo sgraditi anche al governo perché, con un barometro online, denunciamo le promesse irrealizzate.
D. Da ottobre i talebani vi hanno definito «obiettivo militare» con un comunicato formale e le foto di giornalisti e dipendenti del canale tivù.
R.
Siamo nel mirino, alcuni di noi hanno anche lasciato il Paese. Possiamo muoverci solo in alcune zone, diversi giornalisti anche stranieri erano stati uccisi e adesso siamo un target specifico dei talebani.
D. Parte di loro sta passando all'Isis?
R.
Parte di loro e di altri gruppi integralisti. Dalla provincia del Faryab l'Isis si è già ramificato in 10 regioni dell'Afghanistan. Prima di volare in Italia, stavano diffondendo volantini anche nel Barlan.
D. Ma per il ministro dell'Interno tedesco De Maizière la popolazione a rischio può essere sistemata in zone protette nel Paese.
R.
Invece esistono pericoli concreti, i civili non sono al sicuro. Le autorità del governo non controllano tutto il territorio.
D. Renzi ha annunciato che il contingente italiano rimarrà in Afghanistan anche nel 2016. È giusto o è meglio mantenere fede al disimpegno?
R.
Tanta gente, tra gli afghani, teme un ritiro improvviso dei contingenti. Si ripeterebbe lo sbaglio dell'Iraq, i jhadisti islamici approfitterebbero ancora di più di un vuoto totale di sicurezza.

Twitter @BarbaraCiolli

Articoli Correlati

Potresti esserti perso