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POLITICA 3 Dicembre Dic 2015 2003 03 dicembre 2015

Brasile, cosa c'è dietro l'impeachment di Dilma

Il presidente della Camera Cunha dà il via libera al procedimento contro la Roussef. Lo scontro tra le due alte cariche dello Stato scuote la politica nazionale.

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Dilma Rousseff, presidente del Brasile.

Alla crisi economica che sta facendo vacillare lo sviluppo del Brasile, si è aggiunta anche l'instabilità politica.
Il mandato della presidente della Repubblica, Dilma Rousseff (rinnovato per altri quattro anni dopo le elezioni di ottobre 2014) rischia di terminare prima del tempo.
Il presidente della Camera dei deputati di Brasilia, Eduardo Cunha, ha infatti accolto una richiesta di impeachment mossa contro la Rousseff dalle opposizioni al suo governo, accusato di aver violato la legge di responsabilità fiscale.
ROUSSEFF:«ALMENO IO NON RUBO». La decisione, piombata nelle stanze del potere, scatena anche una guerra aperta tra due delle più alte cariche dello Stato: Rousseff e Cunha - da mesi su posizioni divergenti - ormai si attaccano reciprocamente anche nei discorsi ufficiali.
«Io non ho conti in Svizzera, né sono sospettata di aver stornato denaro pubblico», ha detto Dilma riferendosi alle denunce di corruzione a carico di Cunha per il presunto coinvolgimento nello scandalo di tangenti dentro Petrobras.
«Tutti sanno che non sono una ladra», si è poi sfogata Rousseff.
CUNHA:«DILMA MENTE ALLA NAZIONE». Pesantissima la replica del presidente della Camera. Dilma «ha mentito alla nazione», ha affermato Cunha, secondo cui il governo avrebbe tentato la strada dello 'scambio di favori': ottenere il via libera dal suo partito (all'opposizione) alla manovra fiscale in cambio della protezione dello stesso Cunha nel processo aperto contro di lui dopo la scoperta di conti segreti in Svizzera a suo nome.
«Chi sta mentendo è il presidente della Camera», ha ribadito pochi minuti dopo il ministro della Casa civile, Jaques Wagner.
Per la stampa brasiliana, l'ok all'impeachment è stata una evidente 'ritorsione' da parte di Cunha contro la presidente: il Partito dei lavoratori (Pt) di Dilma poche ore prima aveva annunciato di essere a favore dell'azione disciplinare contro Cunha per «condotta incompatibile con il decoro parlamentare».
IL LUNGO ITER DELL'IMPEACHMENT. La 'messa in stato di accusa' di Dilma non significa comunque destituzione immediata: a partire da questo momento, infatti, l'iter dell'impeachment si snoderà attraverso fasi lunghe e complesse, che prevedono la creazione (già lunedì 7 dicembre) di una commissione speciale, passando per la plenaria della Camera, il Supremo tribunale federale e, infine, il Senato, dove la presidente potrà essere eventualmente assolta o condannata.
Il Pt ha intanto comunicato che impugnerà il procedimento adottato da Cunha davanti alla Corte suprema.

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