TERRORISMO 3 Dicembre Dic 2015 1200 03 dicembre 2015

Le 10 ambiguità dell'Occidente contro l'Isis

Lotta al Califfo, non più ad al Qaeda. Abbattuti solo gli aerei russi. Petrolio salvo. Soldi ai jihadisti. Legami sospetti con gli 007 turchi. I punti oscuri del conflitto.

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Il califfo Abu Bakr al Baghdadi.

Mentre Barack Obama e Vladimir Putin si incontravano a Parigi per discutere della guerra totale all’Isis, in Libano l’ex moglie e la figlia dell’autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi venivano rilasciate nell’ambito di uno scambio di prigionieri tra il governo di Beirut e i qaedisti di al Nusra, alleati con i ribelli siriani.
UNO STRANO DO UT DES. La donna era stata sposata anni fa, e solo per pochi mesi, con il leader del sedicente Stato islamico e la bambina figura nel gruppo dei minori liberati: nessuno mette in dubbio che l’ex moglie e la figlia siano, come molte donne, tra le prime vittime di uomini e gruppi violenti, in questo caso terroristi islamici.
Ma la notizia del do ut des tra l’esercito libanese e l’ala più estremista dell’opposizione siriana, riportata non a caso dai media iraniani a Beirut, è l’ultima delle molte cose che non tornano nella guerra dichiarata da tutti i governi all’estremismo islamico.
Ma che alcuni di loro combattono solo a parole.

1. L'Occidente fa la guerra all'Isis e non più ad al Qaeda?

Un jihadista di al Nusra, di stanza ad Aleppo, in Siria.

Al Nusra e Isis hanno origine dallo stesso nucleo di al Qaeda in Iraq del super terrorista Abu Musab al Zarqawi, ucciso nel 2006 da un drone Usa.
RIVALITÀ TERRITORIALI. Nel 2013 l'Isis si è scisso da al Nusra per rivalità territoriali, fondando il Califfato, ed è ora in guerra con i rivali qaedisti, nel frattempo saldatisi ai ribelli siriani e ad altri gruppi jihadisti.
È per questa commistione che l’ex moglie e figlia di al Baghdadi vengono ora liberate, proprio in uno scambio con al Nusra.
Possibile, per gli Usa, combattere davvero l’estremismo islamico tollerando, e addirittura usando, al Qaeda contro l’Isis?

2. Perché i ribelli siriani non si dissociano da al Nusra?

Esercito regolare, ribelli di matrice laica, brigate qaediste, curdi siriani, Isis e altre fazioni formano il calderone siriano.

Negli Anni 90 la stessa tattica del Pentagono, addestrare cioè mujaheddin in Afghanistan in funzione anti-sovietica, generò il boomerang dell’ascesa dei talebani: il loro emirato islamico è stato la culla di al Qaeda, nella polveriera irachena i qaedisti hanno poi fatto il salto di qualità dell’Isis.
NON SI POSSONO LEGITTIMARE I TERRORISTI. In linea di principio è giusto il ragionamento di Obama di non legittimare il regime siriano, anche se è contro l’Isis, e di stare dalla parte dei ribelli che chiedono democrazia.
Ma non si possono neanche legittimare i terroristi: quelli che fanno stragi in Europa vengono sia dall’Isis sia da al Nusra.
Per difendere i membri dell'opposizione moderata siriana, gli Usa dovrebbero chiedere loro di dissociarsi da al Nusra.

3. Come mai gli Usa non bombardano la strada tra Mosul e Raqqa?

Un edificio di Raqqa distrutto dalle bombe.

Un’altra cosa che non torna nella guerra all’Isis è perché, presa Mosul, la seconda metropoli irachena dopo Baghdad, e proclamato nel 2014 il sedicente Stato islamico nel Nord della Siria e dell’Iraq, gli americani - e anche i russi e gli iraniani che difendono Assad - non abbiano mai bombardato la strada principale che unisce Mosul a Raqqa.
BLOCCATA SOLO DAI CURDI. In un anno, il collegamento tra le due capitali dell’Isis in Iraq e in Siria è rimasto incredibilmente intatto: solo i curdi, nella loro offensiva verso Raqqa, lo hanno bloccato nell’autunno del 2015.

4. Perché sono ancora intatti i pozzi di petrolio dell'Isis?

L'Isis vende il petrolio a una media di 20 dollari al barile.

Un'altra anomalia dei raid contro l’Isis (sono in azione caccia americani, francesi, russi e iraniani e anche dell’aviazione di Assad) è aver lasciato pressoché intatti i pozzi e gli stabilimenti per la lavorazione del petrolio e per la produzione dell’energia elettrica nei territori del Califfato.
Solo i raid russi hanno colpito in parte l’indotto, gli Usa sostengono di averlo fatto ma non è così.
AI SIRIANI LE RISORSE SERVONO. Anche il regime siriano, che scarica grandi quantità di barili-bomba contro i quartieri civili e bombarda scuole e ospedali, non avrebbe voluto danneggiare le risorse di idrocarburi e l’elettricità dell’Isis servirebbe per mandare avanti anche le sue strutture.

5. La Turchia e chi altro commercia col Califfato?

Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia.

Abbattuto dell’aereo russo, Putin ha attaccato frontalmente Ankara, sostenendo che commerciano petrolio con al Baghdadi: un figlio del presidente ed ex premier turco Erdogan sarebbe addirittura coinvolto nei traffici illeciti.
Come ha spiegato Lettera43.it, attraverso brocker di società opache, dai paradisi fiscali (anche del Golfo), il petrolio dell’Isis può essere facilmente ripulito e finire in Occidente, oltre che in Turchia.
RAPIDA ORGANIZZAZIONE. La rapida organizzazione e la grande capacità di finanziamento e autofinanziamento è un’altra stranezza del Califfato, un nemico formalmente combattuto da tutti.

6. I servizi segreti di Ankara sono legati all'Isis?

Personale di sicurezza fuori dall'hotel Radisson di Bamako.

La Turchia è da tempo accusata di collusioni con l’Isis, ma nega dicendo di stare con i ribelli sirani (e cioè anche al Nusra): una posizione già ambigua alla quale si aggiungono molte altre incongruenza.
A Mosul, nel 2014, l’Isis occupò il consolato turco, prendendo in ostaggio 49 dipendenti, ma Ankara riuscì eccezionalmente a farli liberare.
TURCHI SEMPRE IN SALVO. Gli attentati jihadisti in Turchia hanno sempre colpito curdi, non turchi, e anche durante il recente assalto all’hotel Radisson in Mali da una cellula di al Qaeda nel Maghreb (che si sospetta affiliata all’Isis) il personale della Turkish Airlines è riuscito per primo a «mettersi in salvo».
Che rapporti hanno i servizi segreti turchi con i tagliatori di teste dell’Isis?

7. Quanti «islamisti» difesi dalla Nato sono jihadisti?

Una bandiera dell'Isis.

L’ex moglie e figlia di al Baghdadi sono con un «gruppo di islamisti» in viaggio verso la Turchia, che ha fatto anche entrare in Siria e in Iraq migliaia di combattenti jihadisti.
L’etichetta di «islamisti» è un altro aspetto poco chiaro della guerra all’Isis.
RIBELLI NON TERRORISTI. Posto che vi sono ribelli (anche radicali) non terroristi, quanti e quali gruppi, oltre ad al Nusra e a Isis, definiti «islamisti» e finanziati da Qatar e Turchia, sono in realtà gruppi jihadisti?
Già nel 2013, secondo uno studio della società d’intelligence Ihs Jane's, in Siria, la metà dei miliziani ribelli era jihadista o di gruppi islamici radicali: 10 mila tra Isis e al Qaeda, 35 mila in altre bande estremiste.

8. Anche i caccia turchi sconfinano, ma non sono abbattuti: il motivo?

Un aereo militare russo è stato abbattuto dalla Turchia a causa di uno sconfinamento lungo la frontiera con la Siria.

I caccia russi colpiscono indiscriminatamente l’Isis e tutti i ribelli, da lì l’escalation con Ankara.
I turchi dicono che il Sukhoi russo aveva sconfinato e non per la prima volta. I russi negano, anche se, per provocazione, sono soliti invadere i cieli e i mari della Svezia e del Nord Europa.
La Nato ritiene vere le carte dei turchi (nella Nato) e anche per Obama la loro risposta è giusta.
'INVASIONI' IN GRECIA. E però anche stavolta la storia non torna: perché non si dice chiaro che gli sconfinamenti, specie vicino ad aree di guerra, sono frequenti e che non si risponde subito con i missili?
La Grecia ha raccontato di subire svariate incursioni gratuite dei caccia turchi, ma non per questo li ha abbattuti.

9. Ma in Siria la Francia adesso sta con Obama o con Putin?

Il presidente francese Francois Hollande e il presidente russo Vladimir Putin insieme al Cremlino.

Grande caos nella guerra all’Isis c’è poi sugli schieramenti in campo.
Gli Stati Uniti compiono raid a bassa intensità contro l’Isis e stanno, come il Qatar e la Turchia, con i ribelli siriani.
E in Yemen, dove si è aperto un altro fronte della Primavera araba, gli Usa aiutano i sauditi (alleati anche con al Qaeda) a bombardare gli sciiti houti filoiraniani.
Ma in Iraq gli americani stanno implicitamente con l’Iran e anche con i russi, che in Siria proteggono Assad.
E LA GERMANIA DI MERKEL? La Francia sta poi nella Nato con gli Usa ma, dopo le stragi, Hollande è corso a Mosca a stringere un asse con Putin. La Germania, che ha votato per i raid in Siria, starà adesso più con Putin o con gli Usa?

10. Perché i profughi non vanno nei ricchi Stati arabi del Golfo?

In Qatar il 14% dei cittadini è miliardario.

L’ultimo grande punto interrogativo sull'Isis riguarda l'ondata di profughi dal Medio Oriente che attraversa i Balcani.
Milioni tra siriani e iracheni, anziché cercare accoglienza nei ricchi Stati del Golfo (dai sauditi, in Qatar e negli Emirati) vicini e arabi sunniti come loro, per sfuggire dai terroristi e dai regimi si incamminano in Europa.
IN TURCHIA? NO, GRAZIE. L’Ue ha tardivamente deciso di dare 3 miliardi alla Turchia per contenere l’esodo, ma i profughi non vogliono restare neanche lì, evidentemente non si fidano.
Perché invece gli americani e gli alleati europei continuano a fidarsi di questi governi ambigui?

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