INCARICHI 3 Dicembre Dic 2015 1805 03 dicembre 2015

Sala, un candidato tutto stipendi e poltrone

Due milioni intascati con Expo. Advisor del colosso delle comunicazioni Wpp. Nominato in Cdp. I ruoli (incompatibili?) dell'aspirante sindaco di Milano.

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La sede della Cassa depositi e prestiti.

Francesca Balzani ha lanciato il primo affondo contro l'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala dicendo che «Milano non è un consiglio di amministrazione».
La vice sindaco di Giuliano Pisapia apre le danze in vista della campagna elettorale per Milano, in particolare per quella delle primarie del centrosinistra che dovrebbero svolgersi tra febbraio e marzo 2016.
COLPITO AL NERVO SCOPERTO. I due non sono ancora scesi ufficialmente in campo, ma la strada sembra ormai tracciata.
Con Matteo Renzi e parte del Partito democratico milanese in appoggio all'uomo Expo e il movimento arancione di Pisapia in appoggio all'assessore al Bilancio.
L'avvocato di Genova colpisce il manager di Expo nel suo nervo più scoperto, quello di appartenere più alla società economica e finanziaria che a quella politica.
UNA CARRIERA NEI CDA. Sala ha raccontato in un'intervista a GQ di aver votato in passato il Partito comunista italiano (Pci), ma il suo profilo poco s'intreccia con quello del partito fondato da Amadeo Bordiga nel 1921.
'Beppe' è sempre stato nei consigli di amministrazione che contano, da Pirelli a Telecom.
E ancora adesso non ha perso la passione di sedersi nelle stanze che pesano del potere italiano e internazionale, soprattutto dal punto di vista economico.
INCARICO CON WPP. L'ultimo incarico è come advisor di Wpp, potentissima società di comunicazione internazionale che collabora in Italia anche con il Forum Ambrosetti.
Ma c'è di più. Il 29 ottobre Sala è stato nominato nel consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti, la cassaforte del governo di Matteo Renzi.
RUOLI NON COMPATIBILI. I ruoli non sono incompatibili con la carica di sindaco e sulla vicenda il deputato Guido Guidesi della Lega Nord ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
Perché restano senza risposta diverse domande, sia in vista del futuro dell'esposizione universale sia per come e in che modo sia stato scelto il manager di Expo, soprattutto in questo momento.

Il conflitto d'interessi tra Cdp e il buco di bilancio di Expo 2015

Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015.

Del resto, come scrive Guidesi, «la Cassa potrebbe avere un ruolo primario nella annunciata decisione del governo di entrare nel capitale di Arexpo, società che gestisce i terreni su cui si è svolta l’esposizione universale e destinati alle opere di riconversione in fase di definizione».
FARI DELLA LEGA SUI CONTI. E qui la Lega potrebbe presentare una nuova interrogazione per avere chiarezza sui bilanci di Expo 2015 che arriveranno ad aprile, ma su cui già circolano ipotesi preoccupanti con un buco di diverse centinaia di milioni di euro.
Tocca a Cdp ripianare il buco di bilancio?
E sarà lo stesso Sala quindi a ripianarlo?
Domande a cui al momento non c'è ancora risposta, come tra l'altro il modo in cui l'ex city manager di Letizia Moratti è stato nominato nel fondo sovrano (copyright Financial Times) di Claudio Costamagna.
«PREDECESSORE FATTO DIMETTERE?». «Sarebbe opportuno che il governo renda noto a quanto ammontino complessivamente i trattamenti economici percepiti da Sala da parte di Società a partecipazione pubblica», sottolinea Guidesi.
«La sua nomina in Cdp suscita perplessità, tanto che secondo alcuni le dimissioni del suo predecessore Isabella Seragnoli potrebbero essere state addirittura sollecitate per creare una posizione vacante».

I compensi per gli amministratori di Expo 2015.

Dall'inizio dell'incarico l'ad dell'esposizione ha preso 2 milioni di euro

L'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala.

Ma quanti soldi ha guadagnato Sala in questi anni?
Il manager per tutte le stagioni arriva dritto in Expo nel 2010 al posto di Lucio Stanca.
Si fa dare uno stipendio inferiore del 10% rispetto a quello di Stanca e accetta di legare una quota, che non potrà superare i 130 mila euro lordi all’anno, ai risultati.
L'11° NELLE PARTECIPATE. Nel 2013, ultimo anno in cui sono disponibili i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, è l’11esimo manager più pagato all’interno delle società partecipate dallo stesso ministero.
E dall’inizio del suo incarico l’amministratore delegato di Expo ha portato a casa circa 2 milioni di euro.
Giuseppe Sala dunque ha bevuto l’amaro calice di Expo alla modica cifra di oltre 420 mila euro l’anno: 27 mila per compensi assembleari, 270 mila di parte fissa, circa 130 mila euro di parte variabile in base ai risultati raggiunti.
Risultati che, giusto per fare un esempio, riguarderebbero il dato economico del versante biglietti dell’eposizione universale.
NUMERI ANCORA TOP SECRET. Non solo il numero dei visitatori, ma anche i denari incassati, e questo per il momento rimane top secret e lo sarà probabilmente fino ad aprile del 2016 quando sarà pubblicato il bilancio della società Expo Spa.
Al momento né Regione Lombardia né Comune di Milano, dopo varie interrogazioni del Movimento 5 stelle e di Forza Italia, sono riusciti ad avere chiarezza sulla vicenda.

Intanto Expo vende gli asset

L'albero della vita di Expo.

Intanto la stessa Expo è già in procinto di vendere alcuni asset mettendoli, guarda un po’, a carico delle casse pubbliche.
È di questi giorni infatti la comunicazione che Expo Spa intende smantellare il sistema informatico per il controllo antimafia delle aziende (costato 1 milione e 100 mila euro) che accedono al sito per le operazioni di dismantling, cioè di demolizione.
A FINE ANNO LO STOP. Dal 31 dicembre, ha fatto sapere il presidente della commissione comunale antimafia David Gentili, le piattaforme informatiche non saranno più attive, ma i lavori saranno ancora in corso, e già dal primo dicembre non si procede più all’immissione dei dati.
Se la prefettura ha intenzione di continuare a utilizzare il software dovrà pagarlo.
PROTOCOLLO LEGALITÀ SNOBBATO. Una situazione particolarmente paradossale se si pensa che lo smontaggio dei padiglioni è a carico delle nazioni e che solo sei di queste hanno firmato il protocollo di legalità.
Protocollo che nemmeno Arexpo, società che gestisce i terreni su cui è sorta l’Expo e che gestisce le operazioni di smontaggio dei padiglioni italiani e dei cluster, ha firmato prima di partire con il dismantling.
Un primo dossier sul tavolo del neo prefetto Alessandro Marangoni che prende il posto di Francesco Paolo Tronca sbarcato nel frattempo a Roma.

Sala testimone nel processo a Maroni su Expo

Roberto Maroni.

Le vicende legate all’esposizione universale intanto continuano a far dormire sonni non proprio tranquilli al manager: comparirà come teste nel processo che vede come imputato Roberto Maroni.
ASSUNZIONI ILLECITE? Le accuse sono arrivate dal pm Eugenio Fusco per la vicenda delle presunte assunzioni illecite del governatore della Lombardia in Expo ed Eupolis di Maria Grazie Paturzo e Mara Carluccio.
Sempre dal tribunale di Milano è arrivata anche la condanna (induzione indebita) per Christian Malangone, ex direttore generale di Expo e braccio destro di Sala durante l’esposizione nel settore degli appalti.
In città c'è chi assicurava sarebbe stato direttore generale nel nuovo Palazzo Marino in caso di vittoria.

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