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STRATEGIE 4 Dicembre Dic 2015 1306 04 dicembre 2015

Pd, Pisapia guasta i piani di Renzi sulla Lombardia

Sala non vale solo la partita Milano. Con lui Ncd mollerebbe Maroni al Pirellone. Spianando la strada a Martina del Pd. Ma il duo Balzani-Pisapia rovina tutto.

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Da sinistra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e l'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala.

Il sostegno di Giuliano Pisapia alla candidatura di Francesca Balzani alle primarie del centrosinistra a Milano sta creando non pochi problemi al Partito democratico.
Non solo al premier e segretario Matteo Renzi che dava già per scontata la vittoria di Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015, magari senza neppure passare per la consultazione interna.
MIRE SULLA LOMBARDIA. L'attivismo del sindaco ha rotto anche i futuri piani del Pd sulla Lombardia, in particolare quelli dei 'comunisti per Renzi', ovvero la corrente 'Sinistra è cambiamento' del ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, del vice capogruppo Matteo Mauri e di un altro deputato, Roberto Rampi.
È questo trio di ex fedelissimi di Pier Luigi Bersani (e ancora in ottimi rapporti) e dell'ex presidente della Provincia Filippo Penati che da mesi sta portando avanti la candidatura del manager di Expo che piace tanto al Rottamatore fiorentino.
PACE BERSANIANI-RENZIANI. È un incrocio 'virtuoso', raccontato sui quotidiani, in particolare la Repubblica, di riappacificazione tra la minoranza del Pd e gli stessi renziani, da sempre in guerra.
L'ala sinistra di ex bersaniani avrebbe dovuto lanciare la volata a Sala in campagna elettorale, un candidato poco di sinistra che piace soprattutto al centro, in particolare al Nuovo centrodestra nordista ciellino di Maurizio Lupi e in parte anche a Forza Italia di Silvio Berlusconi.
NCD AL CENTRO DELLA STRATEGIA. Il piano portato avanti in questi mesi era questo.
La candidatura del manager di Expo avrebbe trovato l'appoggio anche di Lupi e di una pattuglia di centristi, tra cui Alessandro Colucci, pezzo da novanta di Ncd in Lombardia.
Con una saldatura a sinistra su Milano, nella chiave del nuovo 'Partito della nazione' o di un Nazareno bis, a quel punto quel che rimane del partito di Angelino Alfano avrebbe mollato la maggioranza di Roberto Maroni in Regione, facendo così cadere il governatore della Lega Nord.
MARTINA PER IL DOPO-MARONI. E chi si sarebbe candidato come prossimo presidente della Regione? Appunto Maurizio Martina, ex segretario regionale del partito e attuale ministro dell'Agricoltura, da sempre in ottimi rapporti con Sala.

Ma tra i dem c'è chi preferirebbe il varesino Alfieri

Alessandro Alfieri del Pd.

La mossa Balzani quindi fa molto male a Renzi a cui interessa la conquista della regione più ricca d'Italia.
Ma ora la situazione si è complicata.
Per di più sul dopo Maroni è in corso da mesi una guerra interna al Pd, tra chi vorrebbe candidare il bergamasco Martina e chi invece preferirebbe portare avanti il nome del varesino Alessandro Alfieri.
BOBO NEI GUAI GIUDIZIARI. La scadenza naturale della giunta è il 2018, ma in tanti sanno che Bobo è appeso a un filo.
L'ultima udienza del processo che lo vede rinviato a giudizio è stata spostata a febbraio per lo sciopero degli avvocati: il legale di Maroni Domenico Aiello ha deciso di scioperare.
Ma il giorno della sentenza - in procura si parla di autunno 2016 - un'eventuale condanna farebbe scattare la legge Severino con la decadenza del governatore e tutti i problemi annessi.
LUPI CI PENSA PER MILANO. Del resto Ncd sta sempre alla porta.
Sala e Lupi si sono visti un mese fa scatenando le ire di buona parte dei democratici.
Ora il manager Expo ha deciso di chiudere la porta per eventuali alleanze in vista delle Comunali. Ma la situazione è fluida.
I centristi contano a Milano e in Regione. Hanno i voti. Nelle ultime ore pare che siano in salita le quotazioni dello stesso Lupi come candidato sindaco.
PASSERA NON CONVINCE. L'alternativa Corrado Passera non sembra convincere abbastanza. Ma tutto ruota sempre attorno alle decisioni di Sala.
Una candidatura che non vale solo la conquista di Milano, ma molto, molto di più: la presa di Regione Lombardia.

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