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DIPLOMAZIA 5 Dicembre Dic 2015 1133 05 dicembre 2015

Lotta ai soldi dell'Isis, negoziati tra Usa e Russia

Nuova risoluzione Onu contro chi fa affari con il Califfo. E questa volta con denunce pubbliche. Grazie al pressing di Mosca. Che accusa la Turchia.

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Barack Obama e Vladimir Putin.

Lotta all'Isis, ma soprattutto lotta a chi con lo Stato islamico fa affari. Le diplomazie di Usa e Russa stanno negoziando una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu per colpire le finanze del Califfato.
IL PRESSING DELLA RUSSIA. Lo scopo della bozza congiunta, secondo il New York Times, è colpire chi commercia con lo Stato islamico. Il documento è destinato a essere discusso il 17 dicembre in una riunione con i ministri delle Finanze dei 15 membri del Consiglio delle Nazioni Unite.
La risoluzione sarà basata su un simile provvedimento approvato nel 1999 per colpire le finanze di al Qaeda e dell'allora suo leader, Osama bin Laden. Una misura analoga contro il Califfato era stata approvata a febbraio. Ma la Russia, che ha il potere di veto in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza, ha lamentato il fatto che viene continuamente violata.
QUESTA VOLTA DENUNCE PUBBLICHE. L'ambasciatore russo al Palazzo di vetro, Vitaly Churkin, ha detto che Mosca vuole che la nuova misura includa un provvedimento che richieda all'ufficio del segretario generale di denunciare chi viola i divieti. Ma non ha voluto fornire altri dettagli. Secondo l'ambasciatore russo, tale misura «inasprirebbe la posizione della comunità internazionale sulla nostra lotta ai terroristi».
Le fonti di ricavi dello Stato islamico sono ampiamente note, ma i funzionari hanno riconosciuto che molti dei dettagli si sono rivelati sfuggenti e difficili da combattere. «Tagliare fuori l'Isis dal sistema finanziario internazionale e interrompere il suo finanziamento sono fondamentali per lottare efficacemente contro questo gruppo terroristico violento», ha detto il segretario del Tesoro Usa, Jacob Lew.

L'Iran alla Turchia: «Abbiamo le prove del traffico di petrolio»

Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Intanto l'Iran lancia un messaggio alla Turchia che era già finita sotto gli strali della Russia per il traffico di petrolio proveniente dai territori dello Stato islamico.« Se il governo turco non ha informazioni sul commercio di petrolio da parte dell'Isis nel suo Paese, siamo pronti a metterle a sua disposizione», ha detto il segretario del Consiglio per il discernimento (organo deputato a risolvere le controversie tra Parlamento e Consiglio dei Gardiani) Mohsen Rezai, citato dall'ageniza Irna. I consiglieri militari iraniani in Siria, ha proseguito, «hanno fatto foto e filmato tutto il percorso dei camion che portano il petrolio dell'Isis in Turchia, prove che possono essere rese pubbliche».
TEHERAN MEDIA TRA TURCHIA E RUSSIA. «Importanti novità sulla cacciata dell'Isis e dei gruppi 'Takfiri' saranno rese note subito», ha detto ancora Rezai, politico conservatore già candidato alle presidenziali, di recente rientrato negli alti ranghi delle Guardie della rivoluzione. Rezai ha anche sottolineato che i Paesi impegnati nella lotta contro il terrorismo dovrebbero mantenere la calma e concentrare tutte le energie sulla guerra all'Isis: un implicito riferimento alle recenti tensioni tra Russia e Turchia, ma anche al ruolo di mediazione tra i due Paesi che l'Iran cercherebbe di svolgere.

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