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CENTRODESTRA 5 Dicembre Dic 2015 0800 05 dicembre 2015

Zappacosta & co, flop delle giovanili di Forza Italia

Azzurra libertà dei fratelli Zappacosta in lite col gruppo di Annagrazia Calabria. E poi Brambilla, Dell'Utri, Esercito di Silvio: i club paralleli al partito si arenano.

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Annagrazia Costanza Calabria, leader del movimento giovanile di Forza Italia.

Sembra un film. Non lo è.
Scena (interno): corridoio dell’albergo DoubleTree by Hilton Hotel Venice - North a Mogliano Veneto (Treviso), dove Elisabetta Gardini ha organizzato un convegno (27-28 novembre) dal titolo: 'Il Nord-Est, l'Italia e l'Europa che vogliamo dopo Parigi'.
Si fronteggiano due gruppi di ragazzi.
Da un lato gli aderenti al movimento giovanile di Forza Italia, guidato da Annagrazia Costanza Calabria.
Dall’altro alcuni esponenti (una decina, confidano i presenti) di “Azzurra libertà”, guidati dai fratelli Zappacosta, i famosi “falchetti”, assurti agli onori delle cronache nel novembre 2013 per la famosa cena romana organizzata con Silvio Berlusconi grazie alla regia di Daniela Santanchè.
QUESTIONE DI ACCREDITI. Oggetto della discussione, le difficoltà incontrate all’ingresso da parte di questi ultimi: problemi legati al ritardo del loro arrivo (il convegno è iniziato già da quattro ore) e di accrediti.
Volano parole grosse. Le offese rimbalzano di piano in piano.
Neppure Francesca Pascale, compagna ufficiale di Silvio Berlusconi, viene risparmiata.
A lei si “rimprovera” (lo urla Luca Zappacosta) un diverso orientamento sessuale rispetto a quello ipotizzato.
CAPELLA FILMA TUTTO. Ma la trash-politica, in tempo di cinepanettoni, prosegue qualche ora dopo.
Non si tratta dell’Overlook Hotel di Shining.
Lei non è Stanley Kubrick, tuttavia Laura Capella, bergamasca e berlusconiana della prima ora, non ci sta.
Riprende la scena e il video diventa virale sul web.
Insulti compresi.
«MAI VISTE SCENE SIMILI». «Non mi era mai capitato, in tanti anni di attività politica, di assistere a una cosa del genere», dichiara la pasionaria forzista.
«Hanno offeso anche la sottoscritta alla presenza di mio figlio 15enne».

Zappacosta: «Non volevano lasciarci entrare con le bandiere»

Luca e Andrea Zappacosta, i 'falchetti' di Azzurra Libertà.

Di tutt’altra opinione Andrea Zappacosta, di “Azzurra libertà”.
«Abbiamo subito un’angheria», incalza.
«Non volevano lasciarci entrare con le nostre bandiere. La verità è che in poco tempo, dati alla mano, vantiamo un nutrito gruppo di aderenti (2.500 certificati dicono dallo staff, ndr) tra i 18 e i 28 anni. Questo può spiegare gelosie e baruffe. Comunque, ci siamo sentiti e scusati con il presidente per i toni usati. Il nostro obiettivo resta quello di lavorare al suo fianco e sostenere Forza Italia. Nonostante le diverse offerte ricevute per passare “armi e bagagli” in altre realtà politiche di area».
Dalla politica al calciomercato, dunque, il passo è breve.
L'ULTIMO DI TANTI STRAPPI. Questo screzio è solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno visto protagonisti gli Zappacosta brothers.
Spesso polemici contro sostenitori e organi di partito.
Uno strappo difficilmente digeribile in tempi brevi.
Il cielo sotto Palazzo Grazioli appare sempre più cupo e minaccia tempesta.
Si moltiplicano, infatti, gli scontri tra fazioni in lotta fra loro. Frizioni emerse anche a livelli più alti come ha evidenziato il “caso Brunetta”.
CLUB PARALLELI ABBANDONATI. La storia di Forza Italia, tuttavia, è costellata da gruppi, circoli, club (o cloeb, per dirla alla Berlusconi) paralleli al movimento, che, nella filosofia iniziale, avrebbero dovuto radicare il partito sul territorio per aumentarne il consenso.
Progetti lanciati con grande vigore sulla ribalta politica e poi tristemente abbandonati a se stessi.
A volte con perdite economiche ingenti, vedi “Tv della libertà” di Michela Vittoria Brambilla, canale satellitare 897 di Sky, ceduta a Forza Italia per la quota di un euro.
Contro svariati milioni di debiti.

L'ultimo tentativo? L'Esercito di Silvio

Simone Furlan, alla guida dell'Esercito di Silvio.

Della partita sono stati, nel ventennio berlusconiano, i “Club di Forza Italia” cellula primigenia della struttura azzurra, ma anche Mario Valducci ha avuto il suo momento di gloria con i “Club della libertà”.
Così pregni di libertà da possedere anche quella di sparire senza aver lasciato traccia.
Prima dei fallimentari Circoli della libertà della Brambilla, maggiore spazio (e qualche risultato in più) hanno ottenuto i Circoli del buongoverno ideati da Marcello Dell’Utri.
Gruppi, soprattutto di giovani, inquadrati nell’ottica di elaborare un laboratorio culturale da declinare alla politica.
Last but not least, l’Esercito di Silvio.
FURLAN, MISTER 17 MILA VOTI. Sodalizio guidato da Simone Furlan, quasi 17 mila preferenze alle Europee del 2014 (circoscrizione Nord-Est).
Un’intuizione nata “social”, sia su Twitter sia su Facebook, per avvicinare i sostenitori di Berlusconi e velocemente trasformatasi in qualcosa di più concreto.
INCONTRI SETTIMANALI COL CAV. «Siamo autonomi, ma viviamo nel e per il partito», spiega Furlan.
«Facciamo iniziative e ci mobilitiamo come un “esercito” quando il movimento non può eccessivamente esporsi. La struttura opera su base volontaria senza alcun tesseramento o costo per i sostenitori. Chi vuole partecipare è il benvenuto. Un successo, il nostro, apprezzato anche dal presidente che incontro ogni settimana», tiene a precisare il leader veneto.
Al momento del lancio (maggio 2013) il portale ha conteggiato, in poco tempo, 48 mila registrazioni.
Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

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