ELEZIONI 7 Dicembre Dic 2015 0820 07 dicembre 2015

Venezuela, l'opposizione antichavista vince alle legislative

Il Mud conquista 99 seggi su 167. Maduro risconosce la sconfitta. La prima in 16 anni.

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Il Venezuela volta pagina. Le elezioni legislative si sono concluse come da pronostico, con la storica vittoria dell'opposizione antichavista del Tavolo dell'unità democratica (Mud), capace di conqusitare 99 dei 167 seggi dell'Assemblea Nazionale, contro i 46 del partito del presidente Maduro.
MADURO SENZA CONSENSO. L'annuncio di Tibisay Lucena, presidente della Commissione nazionale elettorale, ha una portata straordinaria. Da 16 anni, infatti, il Partito socialista unito dominava la scena politica. Ma dopo la morte di Hugo Chavez, nel marzo del 2013, Nicolas Maduro ha visto sgretolarsi un po' alla volta il consenso intorno a lui, e il 6 dicembre non ha potuto far altro che prendere atto della sconfitta, riconosciuta in un messaggio televisivo trasmesso dopo la proclamazione dei risultati ufficiali da parte della Commissione elettorale nazionale.
TORREALBA: «SCONFITTO UN GOVERNO NON DEMOCRATICO». «Con il voto abbiamo battuto democraticamente un governo che non è democratico», ha commentato Jesus Torrealba, segretario del Mud.
Torrealba ha detto che i risultati contenuti nel «primo stitico bollettino» della Commissione nazionale elettorale (Cne) segnano solo l'inizio di «una fragorosa disfatta del governo e di una chiara vittoria dell'opposizione» che nello scrutinio finale sarà ancora più marcata. Rivolgendosi al governo, il dirigente antichavista ha detto che «il popolo ha parlato chiaramente. Le famiglie venezuelane si sono stancate di soffrire a causa del vostro fallimento. Ora basta! È ora di rispettare la volontà del popolo».

La crisi cominciata dopo la morte di Chavez

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro annuncia la sconfitta alle legislative in un messaggio televisivo.

Era dal 1999, quando Hugo Chavez vinse per la prima volta le presidenziali, che i socialisti controllavano, con i loro alleati, il parlamento. Nel 2005 le opposizioni non si erano nemmeno presentate alle urne: un gesto di protesta che ebbe come unico effetto quello di consegnare a Chavez il pieno controllo delle istituzioni.
IL MUD NATO NEL 2010. Imparata la lezione, nel 2010 gli antichavisti si coalizzarono creando il Mud, un'alleanza di 30 formazioni tra partiti, organizzazioni e associazioni per i diritti civili, conquistando 65 seggi.
A cambiare la situazione ha senza dubbio contribuito la morte del leader socialista. Nel 2013 Nicolas Maduro, ministro degli Esteri e vicepresidente sotto Chavez e da quest'ultimo investito come suo successore, riuscì a vincere le elezioni battendo Henrique Capriles Radonski. Una vittoria risicata (50,78% contro il 48,95% dello sfidante) e segnata dalle polemiche dell'oppositore, che denunciò irregolarità e brogli.
UN PAESE SULL'ORLO DEL DEFAULT. Alle prese con i buchi nel bilancio lasciati dalle politiche di Chavez e una crisi economica che ha portato il Paese sull'orlo del default, Maduro ha perso l'appoggio del popolo, chiudendosi in una sindrome da accerchiamento e accusando i servizi segreti esteri di voler sostenere un golpe contro di lui.
A questo si sono aggiunte le accuse di corruzione e l'arresto di alcuni parenti del presidente da parte della Dea per traffico di cocaina.
Le proteste nelle strade si sono moltiplicate, e con queste le morti dei contestatori uccisi dalla polizia (sempre negate dai sostenitori del governo).
Ora per Maduro si apre una fase di governo difficile, alle prese con un parlamento di segno opposto.

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