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INTERVISTA 8 Dicembre Dic 2015 1700 08 dicembre 2015

Ignazi: «Le Pen? L'Europa non virerà a destra»

La Lega sogna un trionfo in stile Le Pen. «Nessun paragone», dice Ignazi a L43.  «Le destre in Europa non prevarranno». E su Marine: «All'Eliseo? Non accadrà».

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La prova di forza del Front national alle Regionali francesi ha ridato fiato alle speranze delle destre europee di scalfire il monolite dell'Unione.
Con Matteo Salvini che non ha tardato a cantar vittoria, assaporando il trionfo lepenista come il prologo di un'avanzata che, a suo dire, la Lega saprà ripetere.
«Grande Marine», ha twittato, «cambia la Francia, cambieranno anche Europa e Italia».
EUROPA PREOCCUPATA. Lo spettro del contagio di un'ondata xenofoba e anti-europeista, dunque, si è rifatto strada tra chi teme che Marine Le Pen possa guardare con rinnovate ambizioni alla poltrona dell'Eliseo, che resterà vacante nel 2017.
«SUCCESSO CLAMOROSO». Una sveglia per l'Europa, insomma, chiamata a fronteggiare una minaccia reale, ma non inedita.
Lo sottolinea a Lettera43.it Piero Ignazi, politologo e professore di Politica comparata all'Università di Bologna, secondo cui «il successo di Le Pen è clamoroso», ma le ripercussioni «ancora tutte da verificare».

Piero Ignazi, politologo e docente all'Università di Bologna.

DOMANDA. Visto l'esito del voto francese, l'Europa ha di che preoccuparsi?
RISPOSTA. Sarebbe sbagliato sottovalutare la crescita del Fn, ma al tempo stesso occorre ricordare che siamo in presenza di una tendenza tutt'altro che nuova. Movimenti simili esistono e proliferano da oltre 30 anni.
D. Mai, tuttavia, l'estrema destra transalpina aveva fatto registrare numeri simili.
R. È altrettanto vero che, ciclicamente, molti Paesi sono statti costretti a fare i conti con simili realtà, dal profilo xenofobo e anti-sistema. Basti pensare all'Austria di Jörg Haider, che prese il 29%, o alla Svizzera con Magdalena Blocher, che è andata addirittura oltre. La Francia è un grande Paese, è per questo che fa più rumore.
D. Fenomeni passeggeri, quindi?
R. Fenomeni radicati ormai, ma dalle dimensioni variabili. Sono movimenti che vanno e vengono, come accaduto anche in Olanda. Ciò non toglie che vadano tenuti in debita considerazione.
D. Par di capire che non esistano Paesi immuni all'estremismo di destra.
R. Finora soltanto Gran Bretagna e Germania possono dirsi immacolate. Non è un caso che la meta prediletta dei rifugiati sia proprio la Germaia e non più la Francia.
D. Eppure da noi la Lega ha celebrato il risultato francese come primo passo per una svolta a livello europeo.
R. Ciascuno tira acqua al proprio mulino. Può anche darsi che Salvini tragga qualche giovamento dall'avanzata della destra francese, ma di certo non siamo di fronte a una svolta estremista.
D. Dietro il successo del Fn ci sono solo populismo e islamofobia?
R. C'è innanzitutto il comune denominatore di tutte le destre europee. Vale a dire l'opposizione al sistema, a tutti gli altri partiti e a ogni tipo di rappresentanza istituzionale. Questo è il vero serbatoio di voti, il sentimento anti-politico e anti-istituzionale, a cui si aggiungono di volta in volta temi rilevanti, di difficile soluzione ma di grande presa, proprio come l'immigrazione.
D. È legittimo pensare che Le Pen possa arrivare all'Eliseo?
R. Non corriamo troppo. Per quel che mi riguarda sono pronto a scommettere che non accadrà mai.
D. Come fa a esserne certo?
R. Stiamo parlando di un'elezione amministrativa. Se si osservano i dati con più attenzione e si guardano i raggruppamenti e non solo i partiti si vede che la sinistra è al 36%, ancora maggioritaria, la destra al 32. Poi, a 28, troviamo il Front.
D. Quanto hanno inciso sul voto la strage di Parigi e l'incubo terrorismo?
R. Tanto, ma ha inciso pure la reazione sbagliata da parte di Hollande sul versante interno. Una condotta, quella francese, che ha rafforzato, se possibile, ancor più le ambizioni di Marine.
D. Quali sono stati i passi falsi del presidente francese?
R. Alimentare la paura con lo stato di emergeneza promulgato dopo gli attentati è stato eccessivo e controproducente. Un comportamento lepenista che ha finito col mettere un additivo nel motore dell'avversario. Ha legittimato Marine a dire: «Ora fanno quello che noi abbiamo sempre detto di fare».
D. Qualcuno sostiene che tra gli obiettivi dell'Isis ci sia quello di favorire l'avanzata delle destre per inasprire lo scontro di civiltà.
R. Per come la vedo io, l'obiettivo dello Stato islamico è l'egemonia nella propria area. Tutto ciò che può servire per metterlo in pratica ne è una diretta conseguenza.

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