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FOLLIE 9 Dicembre Dic 2015 1110 09 dicembre 2015

Donald Trump, 10 insulti del candidato Gop

Musulmani, afroamericani, disabili. Donne e prigionieri di guerra. Donald contro tutti. Dieci insulti del repubblicano che sogna la presidenza Usa.

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Per la Casa Bianca «non può fare il presidente». Per J.K. Rowling «è peggio di Voldemort». Jeff Bezos lo vorrebbe «spedire nella stratosfera». Nella sua folle corsa alla nomination repubblicana per la presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump non guarda in faccia a nessuno, e per questo si è fatto tanti amici.
OFFENDE POLITICI ED ELETTORI. Che si tratti di politici o di categorie di persone che rappresentano anche una fetta del suo potenziale elettorato, poco importa. L'ultima sparata l'ha riservata ai musulmani, che dagli attacchi di Parigi sono diventati la sua nuova ossessione. Una tra le tante che lo rendono sempre più inviso all'America moderata e che l'hanno trasformato nella macchietta di un web che su Twitter lo ha preso in giro sotto l'hashtag #DonaldTrumpPropone. Ma allo stesso tempo continuano a proiettarlo in testa ai sondaggi col 35% delle preferenze dell'elettorato conservatore.

1. Musulmani «jihadisti»

«Bisogna sbarrare le porte ai musulmani e chiudere internet in alcune aree del mondo per impedire ai terroristi di fare proseliti». La linea di Trump contro i seguaci di Allah è durissima: controlli sulle moschee americane, chiusura di alcune di esse, istituzione di un database che registri tutti i musulmani presenti negli Usa (sono 1,8 milioni di persone).
«ACCOGLIENZA AI SIRIANI? MERKEL SI VERGOGNI». Nessuna accoglienza nemmeno per i profughi siriani: «La Merkel ne ha fatti entrare 1 milione? Si vergogni».
Questo perché «un musulmano su quattro è favorevole al jihad», ha tuonato Trump rispondendo a chi lo criticava per le sue posizioni. Ma senza citare la fonte di un dato totalmente inventato.
Pentito? Per nulla. In un'intervista a Barbara Walter su Abc News, il magnate ha ribadito: «Dobbiamo fare la cosa giusta».

  • Donald Trump si scaglia contro i musulmani.

2. Afro americani «assassini»

Che Trump abbia un rapporto tutto suo con le statistiche lo conferma anche un altro episodio. Il 22 novembre 2015, il candidato repubblicano è stato protagonista di un retweet decisamente controverso, in cui si imputava agli afroamericani la più alta percentuale di omicidi. Tutto falso, ovviamente. «Era solo un retweet e proveniva da fonti evidentemente poco credibili», si è difeso Trump in un'intervista a Fox news.

3. Messicani «stupratori»

Nel suo programma c'è l'innalzamento di un muro al confine col Messico, come quello del film Machete di Robert Rodriguez, anche se lui preferisce citare Israele. «Lo faremo pagare al Messico, perché con l'immigrazione ci fotte», ha spiegato. «Non ci manda i migliori, solo gente con un sacco di problemi. Ci portano droga e crimine. Sono stupratori».

4. Disabili presi in giro

Donald Trump non risparmia nessuno. Nemmeno i disabili. Durante una conferenza stampa ha preso in giro Serge Kovaleski, reporter affetto da artrogriposi cronica, mimando le sue difficoltà motorie. Nessuna scusa: «Non so nemmeno chi sia Kovaleski», ha detto Trump. Peccato che il reporter l'abbia seguito per anni, intervistandolo almeno 12 volte.

5. Hillary Clinton «da galera»

«Se Hillay Clinton non è capace di soddisfare il marito, cosa le fa pensare di poter soddisfare l'America?». Questa parole non sono di Donald Trump, ma di un utente di Twitter rilanciato sul profilo del candidato repubblicano. «È stato un ragazzo dello staff», si giustificò Trump in quell'occasione, provvedendo a cancellare il tweet. Non c'è invece dubbio sul fatto che sia stato lui, in prima persona e in diretta tivù, a invocare il carcere per l'ex segretario di Stato accusata di aver utilizzato la sua posta personale, e non quella del governo, quando era in carica.

  • Le accuse di Donald Trump a Hillary Clinton.

6. Donne «cagne» e «maiali» che «sanguinano dappertutto»

D'altra parte Trump ha un rapporto turbolento con tutto il genere femminile. Numerose le sue battute sessiste. Alla stessa Clinton ha rivolto l'epiteto «stridula». Decisamente peggio è andata alla presentatrice Rosie O'Donnell e alla giornalista Arianna Huffington, dipinte rispettivamente come un «grosso maiale» e una «cagna poco attraente dentro e fuori», aggiungendo su quest'ultima: «Capisco perché il suo ex marito l'ha lasciata per un uomo».
«CON QUELLA FACCIA NON PUÒ FARE LA PRESIDENTE». Quando la giornalista Megyn Kelly gli ha fatto notare il suo atteggiamento poco rispettoso nei confronti delle donne, lui l'ha accusata di avere un atteggiamento aggressivo a causa del ciclo: «Le usciva sangue dappertutto». E secondo Rolling Stones avrebbe reagito così all'apparizione in tivù della rivale repubblicana Carly Fiorina: «Guardate che faccia. È una donna, non dovrei infierire, ma con quella faccia potrebbe mai essere il nostro prossimo presidente?».

7. Obama «cheerleader»

Trump ne ha avute anche per l'attuale presidente americano, definito «non un leader, ma un cheerleader», e accusato di avere un certificato di nascita falso prima delle elezioni del 2012.

8. Jeb Bush «bassa energia», Marco Rubio «clown»

Hillary Clinton ha «i capelli finti», Bernie Sanders è un «maniaco socialista barra comunista». Ma prima di poter fare i conti con i democratici, Trump dovrà sconfiggere gli altri repubblicani. E per riuscirci non risparmia certo gli insulti. Jeb Bush è a «bassa energia», Marco Rubio un «clown». E Ben Carson, il suo principale rivale dentro al Gop, è uno che «di se stesso ha scritto di essere vittima di una condizione patologica comportamentale» e «ha raccontato di esser corso dietro alla madre con un martello, l'ha colpita alla testa, o ha avuto intenzione di farlo».

  • Donald Trump insulta Marco Rubio.

9. I cittadini dell'Iowa «stupidi»

Le sue chance di governare gli Usa passano anche dall'Iowa. E prudenza suggerirebbe di tenersi buoni gli elettori. Peccato che Trump non sappia cosa sia la prudenza e abbia deciso di insultare i cittadini dello Stato.
Prima con un retweet in cui gli abitanti dell'Iowa venivano definiti poco intelligenti dal momento che, stando ai sondaggi, preferirebbero Ben Carson a lui. Un post condiviso non da lui ma «da un giovane stagista dello staff».
«COME FANNO A CREDERE A CARSON?». Poi però ha ripetuto le stesse parole: «Quanto possono essere stupidi quelli dell'Iowa? Quanto possono essere stupide le persone di questo Paese che credono a queste schifezze?», ha chiesto riferendosi alla stessa biografia di Carson che aveva utilizzato come arma contro di lui.

10. Prigionieri di guerra

Pur essendo un acceso militarista, Trump è riuscito nell'impresa di far infuriare persino i veterani dell'esercito americano.
Rifiutandosi di chiamare «eroe» il senatore repubblicano dell'Arizona ed ex candidato alla Casa Bianca John McCain, ex prigioniero di guerra in Vietnam e torturato nella prigione di Hoa Lo, Trump ha motivato: «È un eroe di guerra solo perché è stato catturato. A me piacciono le persone che non si fanno catturare, ok?».

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