ARSENALE 9 Dicembre Dic 2015 1052 09 dicembre 2015

Isis, Putin agita lo spettro delle armi nucleari

Il presidente russo: «Spero che non sarà mai necessario». Ma in Siria lancia missili armabili con testate atomiche. E sviluppa un drone capace di trasportarli.

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Fu l'Unione sovietica, nel 1961, a sperimentare gli effetti della bomba nucleare all'idrogeno più potente mai sganciata al mondo (foto).
La Bomba Zar, lo Zar delle Bombe, esplose sull'isola deserta di Novaya Zemlya e distrusse ogni cosa si trovasse entro un raggio di 35 chilometri.
Mezzo secolo dopo, nel 2015, il presidente russo Vladimir Putin è tornato ad agitare lo spettro dell'arma atomica.
Non più nel contesto della vecchia Guerra fredda, ma in quello estremamente attuale della lotta contro lo Stato islamico.
NEL MONDO OLTRE 15 MILA ATOMICHE. In tutto il mondo, secondo le stime più aggiornate degli esperti militari, ci sarebbero circa 15.700 testate nucleari.
Di queste 4.100 sono considerate operative. Russia e Stati Uniti ne hanno in linea circa 1.800 ciascuna, pronte al lancio.

Missili su Raqqa dal sottomarino Rostov-on-Don

Il sottomarino russo Rostov-On-Don (foto Getty Images).

Per la prima volta dal 30 settembre, quando Mosca ha iniziato il suo intervento militare in Siria, le postazioni dell'Isis sono state bersagliate anche da missili lanciati da un sottomarino dislocato nel Mediterraneo, il Rostov-on-Don (sotto il video diffuso su Twitter dal ministero della Difesa russo).

#СИРИЯ Групповой пуск крылатых ракет #Калибр подлодкой Ростов-на-Дону: уничтожены 2 ком.пункта #ИГИЛ (пров.#РАККА) https://t.co/osyAdHYlhy

— Минобороны России (@mod_russia) 8 Dicembre 2015

LA VELATA MINACCIA DI PUTIN. La Marina russa ha sparato missili Kalibr, che analogamente ai razzi da crociera A-101 «possono essere armati sia con testate convenzionali, sia con testate speciali, cioè quelle nucleari», ha voluto ricordare minacciosamente il leader del Cremlino, discutendo delle operazioni con il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu. «Certamente nulla di tutto questo è necessario nella lotta ai terroristi», ha aggiunto Putin, «e spero che non sarà mai necessario». Una rassicurazione che suona, però, piuttosto inquietante.

Il lancio di prova del Rs 24

Un missile Rs 24 alla Parata della Vittoria del 9 maggio 2015 (foto Getty Images).

Del resto, non è un mistero che il rafforzamento dell'arsenale nucleare sia una priorità per il presidente russo.
Al cosiddetto Scudo spaziale della Nato, i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 2013 nella base militare di Deveselu, in Romania, Mosca ha risposto in due mosse.
MISSILI BALISTICI PER SUPERARE LO SCUDO. La prima è stata il lancio di prova del Rs 24, un missile balistico di ultima generazione che ha attraversato 6 mila chilometri in territorio russo. L'arma è stata studiata proprio per superare il sistema difensivo che l'Alleanza atlantica sta mettendo a punto in Europa.

Il drone ultrasonico Yu-71

Un drone americano in volo sulla Siria fotografato da un drone russo (foto diffusa su Twitter dal ministero della Difesa russo).

La seconda mossa, secondo quanto riportato dalla Bild Zeitung, è lo sviluppo di una nuova arma, un drone capace di volare a 11 mila chilometri orari e di trasportare e lanciare missili nucleari.
TESTATI I PRIMI PROTOTIPI. Lo Yu-71 (questo il nome del velivolo) è un ultraleggero che può essere manovrato in remoto per cambiare direzione, quindi non potrebbe essere fermato dallo Scudo antimissile della Nato, i cui razzi possono colpire soltanto obiettivi dalla traiettoria prevedibile e calcolabile.
Dello Yu-71, che la Bild descrive come «un turbo attaccato a un drone», sono già stati testati i primi prototipi.

L'ordine del discorso della guerra al terrore

Una famiglia americana al riparo in un rifugio anti-atomico, illustrazione del 1962 (foto Getty Images).

Al progetto dello Yu-71 lo Stato maggiore russo ha dato nuovo impulso nel 2010, mentre la Nato al vertice di Lisbona gettava le basi dello Scudo spaziale europeo, da completare secondo i piani dell'Alleanza atlantica nel 2020.
Lo spettro delle armi nucleari evocato in Siria da Vladimir Putin rilancia un ordine del discorso che era tipico dello scontro tra le due superpotenze. Una guerra simbolica e tecnologica prima ancora che militare, combattuta innanzitutto sul piano verbale e mediatico.
LA NATO: «PERICOLOSO TINTINNIO DI SCIABOLE». Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, commentando a giugno 2015 lo sviluppo di nuove capacità militari da parte della Russia, ha dichiarato che Putin «usa più la retorica atomica che la strategia di difesa, le sue parole sono un tintinnio di sciabole ingiustificato, destabilizzante e pericoloso».
Intanto, sul terreno, le alleanze e gli equilibri sono profondamente mutati. Gli Stati ex satelliti di Mosca e del patto di Varsavia, a partire dall'Ucraina, sono attratti dall'Unione europea e dalla Nato. Mentre alcuni tradizionali alleati degli Stati Uniti e dell'Occidente, come la Turchia, di fronte alla sfida posta dallo Stato islamico perseguono interessi prioritari che non sembrano coincidere con quelli dei partner europei.

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