FINANZIAMENTO 9 Dicembre Dic 2015 0900 09 dicembre 2015

Rimborsi ai partiti, la carica dei 106 milioni

I gruppi prendono 150 mila euro al giorno. Pd e grillini tra quelli con più avanzo. Budget, cambi di casacca convenienti, bilanci e spese. Il report di Open Polis.

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L'Aula della Camera

I rimborsi ai partiti non si distruggono, ma si trasformano.
E si gonfiano.
Il risultato? Camera e Senato hanno stanziato oltre 106 milioni di euro come contributo ai gruppi parlamentari nei primi due anni della XVII legislatura.
Ogni giorno percepiscono circa 150 mila euro per le attività istituzionali e il loro funzionamento.
In un anno sono 53,3 milioni.
Oltre 4 milioni e 600 mila sono spesi solo per comunicazione ed editoria.
DOSSIER DI OPEN POLIS. È la fotografia scattata dall’osservatorio civico Open Polis nel mini dossier 'Paga Pantalone', approfondimento sui bilanci dei gruppi parlamentari nella XVII legislatura.
Le recenti modifiche dei regolamenti parlamentari obbligano i gruppi a rendere pubblici i bilanci.
«Si tratta di un primo passo importante a cui devono però seguirne altri», sono le conclusioni del dossier.
«SERVONO STESSI STANDARD». «Ai fini della trasparenza», spiega Openpolis, «occorrono stessi standard di rendicontazione per tutti i gruppi in entrambi i rami del parlamento e maggiori dettagli nelle voci di spese».
A colpire, poi, sono anche i dati relativi ai cambi di casacca.
Vediamo chi ci ha perso e chi ci ha guadagnato.

Tutti i gruppi hanno un avanzo di esercizio: il 16% delle risorse accantonato

Roberto Speranza e Luigi Di Maio.

Sono 12 i gruppi parlamentari analizzati nel dossier.
I dati fanno riferimento ai bilanci 2013-2014 di quelli ancora attivi attualmente in parlamento.
Tutti i gruppi, sia alla Camera sia al Senato, hanno registrato un avanzo di esercizio: nei primi 2 anni è stato accantonato più del 16% delle risorse.
PD E M5S FORMICHE. Tra i due rami del parlamento a mettere da parte le cifre maggiori sono stati Partito democratico (8 milioni di euro) e il Movimento 5 stelle (4 milioni).
Dopo due anni l’avanzo medio di gestione per i gruppi alla Camera è di circa 970 mila euro, al Senato di circa 998 mila euro.
Sono invece sette i gruppi in totale che hanno chiuso il 2014 in negativo.

Cambi di casacca convenienti: Area popolare ha intascato 4 milioni in più

Mariarosaria Rossi con Silvio Berlusconi.

I contributi ai partiti sono proporzionali alla loro composizione: più è grande e più riceve risorse.
Nel 2014 il Pd ha incassato 20,5 milioni, il Movimento 5 stelle 7,1 milioni, Forza Italia 7,4 milioni.
Ne consegue che con i numerosi cambi di gruppo (sono 328 le sostituzioni di casacca in parlamento da inizio legislatura), l’ammontare che si riceve può variare drasticamente.
Nel 2013 Camera e Senato stanziano rispettivamente 32 e 21,3 milioni di euro l’anno per i gruppi parlamentari.
Il totale da inizio legislatura è di 106,7 milioni di euro.
L’acquisizione o la perdita di membri da parte di un gruppo influenza pesantemente l’ammontare dei soldi a disposizione.
50 MILA EURO A DEPUTATO. Quanto ricevono, allora, i gruppi per ogni parlamentare iscritto?
Openpolis ha fatto un po’ di calcoli: alla Camera si parla di circa 50 mila euro a deputato, mentre a Palazzo Madama di oltre 67 mila euro a senatore.
Un valzer costoso, dunque, per i gruppi che perdono ‘pezzi’.
Area popolare (Ap) ha avuto i benefici maggiori: 4 milioni in più all’anno per i 67 nuovi iscritti al gruppo.
Il Partito democratico riceve circa 1 milione e 300 mila euro in più all’anno grazie ai 23 parlamentari entrati in corso di legislatura.
FI E M5S HANNO PERSO. L’esodo dal Popolo della libertà che ha coinvolto 83 iscritti ha sottratto circa 5 milioni di euro all’anno a Forza Italia. Il Movimento 5 stelle ha perso 35 parlamentari. Quindi 2 milioni l’anno.

Il budget viene speso soprattutto per il personale: il 71,87% del totale

Marino Mastrangeli, senatore passato dal Movimento 5 stelle al Gruppo misto.

Tutti i gruppi spendono la maggior parte del loro budget per il personale: in media il 71,87% del totale (circa 70 milioni di euro da inizio legislatura) per dipendenti, collaboratori e consulenze.
Ci sono regole ferree che disciplinano l’assunzione del personale e, proprio per non incorrere in molti dei limiti imposti, i gruppi hanno gradualmente aumentato il numero di collaborazioni temporanee e consulenze esterne.
UNA PERSONA OGNI DUE ELETTI. Al netto dei consulenti, di cui però non viene fornito il dettaglio, nel 2014 hanno lavorato per i gruppi parlamentari 564 persone (380 alla Camera e 184 al Senato), praticamente uno ogni due eletti per entrambi i rami del parlamento.
Altra storia per gli assistenti dei singoli parlamentari, che fanno parte del loro staff personale.
Ne consegue, sotto il profilo della trasparenza, una pubblicazione di informazioni «molto poco omogenee ed esaustive».
IL PRIMATO A FORZA ITALIA: 85%. In media alla Camera, fra il 2013 e il 2014, il 74,22% delle entrate è stato speso per il personale dei gruppi.
Fra tutti, il primato spetta a quello di Forza Italia: i costi per il personale hanno inciso per l’85% delle entrate.
Al Senato, invece, nello stesso biennio la percentuale è del 69,52%.
Qui il record è del gruppo Misto con l’83% delle entrate.

Le altre voci rilevanti sono l'acquisto di beni e la comunicazione

Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera.

Le altre voci rilevanti sono quelle per l’acquisto di beni (carburante, cancelleria, stampanti, libri e pubblicazioni) e per il supporto all’attività politica (studio, editoria e comunicazione).
Nel primo caso sono stati spesi dai gruppi da inizio legislatura circa 199 mila euro, mentre oltre 4 milioni e 600 mila per comunicazione ed editoria.
In entrambi i casi è difficile - quando non impossibile - sapere in che modo e per cosa questi soldi siano stati utilizzati.
LEGA SPENDACCIONA. Per quanto attiene alla comunicazione il primato è della Lega Nord, con oltre l’11% del budget.
Il Pd spende più di 2 milioni all’anno, la metà dei quali per le feste dell’Unità.
Sempre più difficile, però, cercare di tracciare un confine tra promozione dell’attività di partito e quella di gruppo parlamentare.
INTERESSI SOVRAPPOSTI. Il dossier evidenzia «la sovrapposizione di interessi, scopi e persone».
Con deputati e senatori «che ricevono uno stipendio per portare avanti il loro incarico in parlamento (incluso di rimborsi e collaboratori) e che fanno parte di gruppi parlamentari che a loro volta ricevono soldi (per rimborsi di funzione e collaboratori)».
Risorse che, fra le altre cose, vengono utilizzate per partecipare a eventi di partito di cui fa parte il gruppo, nonché il parlamentare.

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