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SICUREZZA 10 Dicembre Dic 2015 1326 10 dicembre 2015

Lombardia, perché la legge contro burqa e niqab è inutile

Stretta del governatore Maroni. Vietato l'ingresso nelle strutture regionali a chi ha il volto coperto. Piccardo (Ucoii): «I terroristi non usano il velo». Il ministro della Giustizia Orlando: «No a misure propagandistiche».

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Due donne con il niqab, abito tradizionale che lascia scoperti solo gli occhi.

Stretta della Lombardia contro chi indossa abiti come burqa e niqab: la Giunta Maroni ha modificato il regolamento di accesso alle strutture regionali e agli ospedali, vietando espressamente l'ingresso a chi si presenta con il volto coperto, che potrà essere respinto.
«Abbiamo adeguato il regolamento, e ora chi controlla gli ingressi potrà non far entrare chi si presenta con il viso coperto», ha confermato il presidente dellla Regione Roberto Maroni.
Il ribadire una legge già esistente a molti è sembrata più un'azione simbolica che una misura di tipo pratico.
PICCARDO: «GESTO POLITICO». Hamza Piccardo, tra i fondatori dell'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), dice a Lettera43.it: «In tutta la Lombardia sono veramente pochissime le donne che vestono con il burqa o il niqab».
Quante? «Saranno una ventina. Talmente poche che le misure annunciate dal governatore rappresentano un gesto esclusivamente politico, non finalizzato a un'implementazione della sicurezza».
Anche perché, sostiene Piccardo, le forze di sicurezza hanno già il potere di identificare chiunque giri a volto coperto.
NESSUN TERRORISTA LO USEREBBE. Ma, soprattutto, «sicuramente nessun terrorista penserebbe di andare a fare un attentato in un luogo sensibile vestito con il niqab o il burqa. Verrebbe controllato a ogni angolo della strada e non riuscirebbe a fare due metri. Piuttosto cercherebbe di confondersi il più possibile con la gente».
Durante la conferenza stampa, successiva alla riunione di Giunta, è stato lo stesso Maroni a riferire che è stata approvata la modifica al regolamento chiesta in particolare dalla Lega Nord dopo gli attentati jihadisti di Parigi.
ORLANDO: «NO A MISURE PROPAGANDISTICHE». Il testo richiama la legge nazionale già in vigore, che vieta appunto di girare senza poter essere riconosciuti. Nel pomeriggio, anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando è intervenuto sul tema: «Siccome c'è la legge, non si avverte l'esigenza di inventarsene di nuove, che appaiono di sapore simbolico-propagandistico».
Per la Giunta, il fatto di aver inserito il richiamo in un regolamento consentirebbe agli addetti ai controlli di non far entrare chiunque indossi caschi o anche gli abiti tradizionali di alcune donne musulmane, benché burqa o niqab non siano espressamente citati.
«CONSIGLIAMO DI EVITARLI». «In ogni caso», conclude Piccardo, «noi dell'Ucoii abbiamo sempre consigliato di non indossare questo tipo di abiti, perché è giusto cercare di adattarsi al luogo in cui si vive e ai suoi usi. È comunque giusto sottolineare che le decisioni della Regone hanno solo un significato simbolico, di portata minima. Molto più preoccupanti sono le misure prese in considerazione dalla Francia relative all'arresto preventivo di migliaia di individui sospettati di terrorismo».
LA GUANTANAMO D'EUROPA. L'esponente dell'Ucoii si riferisce a quella che è già stata definita la Guantanamo d'Europa.
Il governo francese ha in questi giorni valutato la creazione di un centro di detenzione per chiunque sia sospettato di costituire una minaccia per il Paese.
Per l'arresto basterebbero dei semplici indizi e non occorrerebbe passare dalla normale giurisdizione.

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