Marine Matteo Salvini 151210175824
CONTRO 10 Dicembre Dic 2015 1756 10 dicembre 2015

Quando la Lega gridava: «Le Pen fascista»

Nel 1988 i padani contro il Front. E Maroni nel 2012: «Non siamo i nipotini di Le Pen».

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Che dire in politica si cambia: alleato, programma, leader. Ma in pochi sono riusciti a compiere una mutazione come la Lega nord.
Le recenti Amministrative francesi, con il successo al primo turno del Front National, hanno ringalluzzito Matteo Salvini. «Questa è la rivincita dei piccoli», ha dichiarato festante il Capitano padano. «Il Front National oggi è il primo partito tra quanti in Francia non hanno mai avuto voce. Noi vogliamo essere la stessa cosa in Italia: il partito dei piccoli».
MARINE NUOVO FARO PADANO. Insomma Marine Le Pen è, e non da ora, un faro per il leghista che non a caso è suo alleato a Strasburgo.
Populismo, difesa dell'identità nazionale (ah, sapere quale...), xenofobia più o meno mascherata (a seconda se si ascolta la più laica Marine o la rampante Marion) sono le linee guida dell'asse Front-leghista.
Del resto Salvini ha aperto le braccia anche ai neofascisti di CasaPound. E qui il ragionamento non fa una grinza.
Il problema però sono gli archivi.
Già perché possono sempre spuntare manifesti e slogan «imbarazzanti».
«Le Pen è fascista come i partiti di Roma». Naturalmente il Le Pen in questione era il 'Menhir' Jean Marie e non la figlia Marine. Però il messaggio è chiaro.

Il manifesto della Lega Lombarda del 1988.



A scriverlo nel 1988 sui volantini però non sono stati i centri a-sociali (come ama definirli Salvini pur avendo passato gli anni giovanili al Leoncavallo di Milano, non esattamente un oratorio) ma la Lega Lombarda.
SLOGAN RIESUMATO NEL 2002. Il documento è stato riesumato proprio dai giovani padani di Varese nel 2002: «Alla vigilia del voto per le Amministrative di maggio, la stampa 'di regime' tenta di assimilare la Lega alla destra francese di Le Pen», si legge sul sito. «Quando la Lega diventa un avversario scomodo le invettive seguono sempre lo stesso copione; le stesse accuse, 14 anni fa, come oggi, infondate. Nel manifesto riportato qui sotto il segretario Umberto Bossi spiegava le ragioni di 'libertà e autonomia' che vedono da sempre la Lega - antitesi del fascismo - distante anni luce dal centralismo lepeniano».

Tredici anni dopo il Front National è diventato il punto riferimento.
Vero, il 15enne Salvini nel 1988 con gli amici mica parlava di Le Pen ma della sua partecipazione a Doppio Slalom di Corrado Tedeschi. La tesseran del partito la prese solo nel 1990, come leader della corrente Comunisti Padani. Per questo ci piace immaginarlo mentre grida con i compagni «Le Pen fascista» con la stessa foga con cui ora grida «Ruspa ruspa».
LE FRONT E LA DEDIABOLISATION. Jean Marie non è Marine, si potrebbe obiettare. Anche se a dire il vero l'opera de Dediabolisation portata avanti dalla figlia che ha rinnegato il padre è più che altro un maquillage per guadagnare consenso. Senza dimenticare il ritorno alle origini della piccola di casa Marion.
In seconda battuta, resta lì sotto il sole, la vicinanza a CasaPound che del fascismo va orgogliosa.
Un'ultima cosa.
Sulla deriva lepenista bisognerebbe chiedere l'opinione di Roberto Maroni che nel suo Il mio Nord. Il sogno dei nuovi Barbari (Sperling&Kupfer, 2012) scriveva: «È ora di finirla coi soliti stereotipi: noi non siamo i nipotini di Le Pen».
Se non nipotini, governatore, cosa?

Twitter: @franzic76

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