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DICHIARAZIONI 11 Dicembre Dic 2015 1824 11 dicembre 2015

Berlusconi: «Io l'unico che può fermare la sinistra»

Il leader di Forza Italia: «Saremo il primo partito del centrodestra. Governo Renzi illegittimo».

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Non vuole cedere. A parole Silvio Berlusconi elogia Salvini e la Lega Nord, ma nei fatti studia come sfruttare a suo favore l'ascesa del leader del Carroccio e l'onda lunga del lepenismo. Intervistato da Emilio Carelli per la trasmissione L'incontro su su Sky Tg24, il leader di Forza Italia ha ribadito come il suo partito sia destinato a essere «il primo del centrodestra». Poco importano i sondaggi e i fischi presi a Bologna, nella grande manifestazione dell'8 novembre.
«TORNEREMO OLTRE IL 20%». Nessun ritiro, dunque: «Mi sento obbligato a stare ancora in campo per il bene dell'Italia contro i miei stessi interessi», ha detto l'ex Cavaliere, «sento la responsabilità di non abbandonare l'Italia nelle mani di chi sarebbe un danno enorme per tutti gli italiani». Non ha dubbi: «Posso far tornare Fi a oltre il 20% e il centrodestra a oltre il 40% vincendo le elezioni».
Per riuscirci bisogna essere uniti: «Tutti abbiamo la consapevolezza che uniti si vince e divisi si perde». Ma non basta, perché «tutto passa da quello che farà Silvio Berlusconi...».
Nessuna prudenza, dunque, nonostante la crescita di Salvini: «Fi non è subalterna alla Lega. Fi riguadagnerà 10 punti come fece nel febbraio 2013 con la mia riapparizione in tivù. Io lo sto facendo e così Fi sarà il partito numero uno nell'alleanza nel centrodestra. Non ci sarà nessun problema con la Lega».
«LEGITTIMA DIFESA DA RIFARE». La Francia, però, insegna: essere moderati non paga quanto spostarsi su posizioni più estreme. Se Berlusconi vuole davvero prendersi la leadership della coalizione, deve sfidare Salvini sul suo terreno. Ed è in questo senso che vanno interpretate le frasi su una legittima difesa che ha bisogno di «un ritrattamento», perché «in questi anni si è supportato chi delinque perché non va a lavorare piuttosto che il ricco capitalista o il proprietario di un appartamento. Con questa magistratura ci vuole una legge non interpretabile in maniera difforme dalla realtà dei fatti».
In piena campagna elettorale, Berlusconi ha deciso di non fare nomi per le amministrative, ma ha condotto un attacco totale contro il governo Renzi, definito «abusivo, illegittimo».
«In Italia non siamo più in democrazia», ha insistito ribadendo un concetto già enunciato innumerevoli volte: «Ci sono stati quattro colpi di Stato incruenti ma in cui maggioranze e governi eletti sono stati fatti fuori. Questo mi preoccupa».
«RENZI VUOLE COSTRUIRE UN REGIME». Eppure tra, lui e il premier, sembrava poter nascere una proficua collaborazione. Ma il Patto del Nazareno, ora, è solo un ricordo: «Ci siamo accorti che Renzi voleva costruire un sistema per se stesso, e solo per se stesso. Un sistema pericolosissimo per la democrazia, un regime».
Secondo i sondaggisti del Cav, però, il premier dovrà arrendersi alle prossime elezioni: «Il Pd è al 31,5% e non potrà mai raggiungere il 40% necessario ad avere premio di maggioranza. Dietro di lui c'è un M5S a pochi punti di distanza e al ballottaggio vincerebbero i grillini». Anche perché «il 70% della Lega sarebbe tentata di votare i 5 Stelle». E questo è un rischio che lui non vuole correre: «Torno in campo per il bene dell'Italia. Non possiamo permetterci che il Paese finisca nelle mani di una banda come quella del M5s».

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